Ospedale di Piombino di male in peggio

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Francesco Ferrari

PIOMBINO 21 set­tem­bre 2019 — Con ogni provved­i­men­to che la Regione adot­ta si aggra­vano i rischi per i pazi­en­ti.
Abbi­amo appre­so che l’azienda san­i­taria ha comu­ni­ca­to al per­son­ale del Pron­to Soc­cor­so che dovrà seguire un cor­so di appe­na sei ore che, ad avvi­so di qualche ben­pen­sante, dovrebbe bastare a for­mare gli oper­a­tori per fron­teggia­re l’emergenza lega­ta al par­to e alle pos­si­bili patolo­gie con­seguen­ti, del­la don­na e del nasc­i­turo. Mi doman­do a quale neces­sità rispon­da questo cor­so vis­to che il Pron­to Soc­cor­so ha a dis­po­sizione, almeno di giorno, per­son­ale spe­cial­iz­za­to per far fronte a questo tipo di esi­gen­ze. Sig­nifi­ca che Piom­bi­no rimar­rà total­mente sprovvista di gine­colo­gi e ostet­riche?
L’azienda e la Regione Toscana devono dare delle spie­gazioni alla cit­tà: ben ven­ga il dial­o­go e la con­cer­tazione per arrivare a un obi­et­ti­vo finale, ben vengano tavoli tec­ni­ci per fron­teggia­re i prob­le­mi dell’ospedale di Piom­bi­no ma cer­ta­mente non pos­si­amo accettare che vengano appor­tati ulte­ri­ori tagli alle già pre­carie con­dizioni dell’ospedale, in par­ti­co­lare il Pron­to Soc­cor­so e il set­tore mater­no neona­tale. Inoltre, è impens­abile cari­care i medici del Pron­to Soc­cor­so, set­tore già sot­to organ­i­co, di ulte­ri­ore lavoro che, oltre­tut­to, non com­pete loro: il momen­to del par­to, come tutte le emer­gen­ze che potreb­bero ver­i­fi­car­si pri­ma e dopo, ha bisog­no di medici spe­cial­isti. In questo modo stan­no espo­nen­do a gravi rischi la salute delle madri e dei loro bam­bi­ni e stan­no investen­do il per­son­ale di una respon­s­abil­ità che non è gius­to deb­ba sostenere.
Inoltre la chiusura del pun­to nasci­ta ha fat­to venire meno anche il sup­por­to nec­es­sario durante tut­ta la gravi­dan­za: non ci si può aspettare che una don­na inc­in­ta deb­ba andare a Ceci­na per i con­trol­li nec­es­sari, che spes­so negli ulti­mi giorni pri­ma del par­to sono quo­tid­i­ani. Come, allo stes­so modo, non si può chiedere al per­son­ale del 118 di pren­der­si la respon­s­abil­ità di accom­pa­gnare una don­na inc­in­ta in una con­dizione di emer­gen­za all’ospedale di Ceci­na, quan­do la nor­ma­ti­va impone di accom­pa­gnare i pazi­en­ti al Pron­to Soc­cor­so più vici­no. Oltre­tut­to, il trasporto di una don­na in sta­to inter­es­sante è con­sid­er­a­to un trasfer­i­men­to spe­ciale sec­on­do la nor­ma­ti­va regionale, ciò sig­nifi­ca che è obbli­ga­to­ria la pre­sen­za di uno spe­cial­ista. Come si può pen­sare di garan­tire questo servizio se il nos­tro ospedale con­tin­ua a essere svuo­ta­to di risorse e per­son­ale?
Sen­za con­tare le dif­fi­coltà logis­tiche di un trasfer­i­men­to da Piom­bi­no, vis­to il prob­le­ma del traf­fi­co sul­la 398. La Regione Toscana deve ren­der­si con­to che la gen­erale oper­azione di depoten­zi­a­men­to che ha avvi­a­to negli ulti­mi anni mette a ris­chio la vita dei pazi­en­ti piom­bi­ne­si. Che fine han­no fat­to gli impeg­ni che si era assun­ta? I novan­ta giorni (in realtà 60 giorni sec­on­do la delib­er­azione del­la Giun­ta Regionale n. 846 dell’ 1 luglio 2019, ndr) che la Regione si era pre­sa sono agli sgoc­ci­oli ma la situ­azione è anco­ra prati­ca­mente la stes­sa. Spe­ri­amo che, dal dial­o­go del­la Regione Toscana con questo nuo­vo gov­er­no, nasca un per­cor­so vir­tu­oso che abbia come obi­et­ti­vo la ria­per­tu­ra del Pun­to nasci­ta. Il Comune sta facen­do il pos­si­bile per con­tribuire sec­on­do le pro­prie com­pe­ten­ze: abbi­amo isti­tu­ito una com­mis­sione con­sil­iare per l’esame dei dati sul­la salute del­la popo­lazione, for­ma­ta anche da pro­fes­sion­isti, così da avere un quadro più chiaro sull’incidenza delle varie patolo­gie, in par­ti­co­lare quelle inquina­men­to dipen­den­ti. Abbi­amo sem­pre sostenu­to che la pre­sen­za di patolo­gie car­diache, res­pi­ra­to­rie, tumorali e di mal­for­mazioni con­gen­ite sul nos­tro ter­ri­to­rio siano in numero mag­giore rispet­to alle medie region­ali e nazion­ali. La creazione di ques­ta com­mis­sione ha un duplice scopo: in prim­is quel­lo di ver­i­fi­care se a Piom­bi­no esiste vera­mente prob­le­ma di salute, e poi, di fotogra­fare la situ­azione attuale per pot­er ver­i­fi­care, negli anni suc­ces­sivi, se il trend va ver­so un miglio­ra­men­to. A par­tire dal­la let­tura di questi dati potremo for­mu­la­re richi­este anco­ra più pun­tu­ali per il futuro dell’ospedale cit­tadi­no.

Una risposta a “Ospedale di Piombino di male in peggio”

  1. Dopo lo speg­n­i­men­to dell’AFO , pas­si­amo allo “speg­n­i­men­to” dell’ospedale. Il sig. Rossi Enri­co dice “Piom­bi­no deve tornare a colare acciaio” e intan­to pen­sa a chi­ud­ere l’ospedale. Otti­ma mossa da pres­ti­gia­tore, agitare la mano destra per non far vedere cosa fa la sin­is­tra. Risul­ta­to: Piom­bi­no e non solo impov­erirà ancor di più.
    Al sin­da­co con­siglio la let­tura degli arti­coli del sig. Fag­giani in par­ti­co­lare quel­li dove ripor­ta l’esempio, effi­cace, del­la rana bol­li­ta.

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