Il governo decide: si va a Genova

Ma la Concordia non è stata un incidente di percorso

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Redazione

PIOMBINO 30 giu­gno 2014 — E dun­que la Concordia sarà sman­tel­la­ta a Genova. Lo ha deci­so uffi­cial­men­te il Consiglio dei Ministri. Cade un’altra riven­di­ca­zio­ne su cui isti­tu­zio­ni, for­ze poli­ti­che e sin­da­ca­li ave­va­no fat­to fuo­co e fiam­me. Un’altra tap­pa nel per­cor­so di fal­li­men­ti comin­cia­to con i fan­ghi di Bagnoli e pro­se­gui­to via via di tap­pa in tap­pa pas­san­do dal ridi­co­lo del­la man­na por­ta­ta dagli impren­di­to­ri tuni­si­ni rive­la­ti­si degli affa­ri­sti sen­za scru­po­li. Naturalmente anche que­sta vol­ta si addi­te­ran­no come respon­sa­bi­li il desti­no cini­co e baro, gli inte­res­si occul­ti ed i com­plot­ti ester­ni ma non è così.

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Il preliminare ora, il contratto finale di vendita a marzo

Lucchini, firmato a palazzo Chigi accordo con Cevital

PIOMBINO 9 dicem­bre 2014 — È sta­to fir­ma­to que­sta mat­ti­na a Palazzo Chigi il pre­li­mi­na­re di accor­do Lucchini-Cevital per la ven­di­ta del­la Lucchini di Piombino. Alla fir­ma era­no pre­sen­ti Issad Rebrab, pre­si­den­te Cevital, e Piero Nardi, com­mis­sa­rio straor­di­na­rio Lucchini Piero Nardi, fir­ma­ta­ri del pre­li­mi­na­re, oltre al pre­mier Matteo Renzi, al mini­stro per lo svi­lup­po eco­no­mi­co Federica Guidi, al pre­si­den­te del­la Regione Toscana Enrico Rossi e al sin­da­co di Piombino Massimo Giuliani.

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Le partecipate: meglio meno ma meglio

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Redazione

Esiste una que­stio­ne par­te­ci­pa­te, ossia quel­le socie­tà pos­se­du­te da comu­ni e pro­vin­ce che gesti­sco­no ogni spe­cie di atti­vi­tà spes­so deter­mi­nan­ti per la vita di una col­let­ti­vi­tà? Sì esi­ste.
In pri­mo luo­go è un pro­ble­ma di tra­spa­ren­za rispet­to alle assem­blee elet­ti­ve ed ai cit­ta­di­ni. Se le linee stra­te­gi­che di azio­ne del­le par­te­ci­pa­te non diven­ta­no mate­ria di discus­sio­ne e di deci­sio­ne, se i pia­ni plu­rien­na­li ed i bilan­ci annua­li no

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Le primarie a metà e il no al “candidato” Anselmi

Per due mesi han­no avu­to il meri­to di tene­re acce­si i riflet­to­ri sul cen­tro­si­ni­stra, sul PD in par­ti­co­la­re, ma le pri­ma­rie sono sta­te una com­pe­ti­zio­ne spu­ria e a due velo­ci­tà: mol­to spin­ta nel­la fase uno per la scel­ta del can­di­da­to pre­mier, ridot­ta al mini­mo nel­la fase due per la scel­ta dei par­la­men­ta­ri. Farle era del resto l’unico modo per il cen­tro­si­ni­stra di sal­va­re la fac­cia dopo l’incapacità o la non volon­tà di cam­bia­re l’obbrobrio di leg­ge elet­to­ra­le con la qua­le andre­mo a vota­re anche sta­vol­ta.

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VARIANTE: CADE UNA MOTIVAZIONE. ATTACCO DEL SINDACO ALLA PIETRELLI

Poggio all’Agnello: il Comune vince la causa

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PIOMBINO 13 giu­gno 2016 — Qualcuno lo ave­va ipo­tiz­za­to (vedi l’articolo dell’avvocato Fabrizio Callaioli, qui di segui­to); la nostra stes­sa rivi­sta ave­va rile­va­to che “Quando l’urbanistica vie­ne uti­liz­za­ta per risol­ve­re pro­ble­mi finan­zia­ri si imboc­ca una stra­da che non si sa dove può por­ta­re e non si sa nem­me­no se è sen­za sfon­do” (vedi l’articolo che, nel­la home page, segue quel­lo di Callaioli) ed ora sia­mo al chia­ri­men­to. La varian­te del Comune sul com­ples­so di Poggio all’Agnello si reg­ge solo su una moti­va­zio­ne.

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