Per Piombino la Cgil propone le sue linee guida

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PIOMBINO 3 luglio 2018 — La Cgil e le cat­e­gorie sin­da­cali pre­sen­tano un doc­u­men­to e chiedono la con­vo­cazione imme­di­a­ta del­la cab­i­na di regia e la revi­sione dell’Accordo di pro­gram­ma su boni­fiche ambi­en­tali e ricon­ver­sione eco­nom­i­ca di Piom­bi­no: “Garanzia su occu­pazione e ammor­tiz­za­tori sociali. Su infra­strut­ture, por­tu­al­ità, for­mazione, sosteni­bil­ità ambi­en­tale, serve uno sprint”.
“Un futuro per Piom­bi­no e la Val di Cor­nia”.  Questo il nome del doc­u­men­to redat­to da Cgil provin­cia di Livorno e cat­e­gorie sin­da­cali: 8 linee d’intervento per il rilan­cio del ter­ri­to­rio da sot­to­porre all’attenzione del gov­er­no e delle isti­tuzioni locali per­ché su di esso si svilup­pi un con­fron­to a tut­ti i tavoli isti­tuzion­ali in cui si sta dis­cu­ten­do l’Accordo di pro­gram­ma.
Di segui­to il testo del doc­u­men­to:

1) Press­ing sul prog­et­to Jsw. Garanzia su occu­pazione, ammor­tiz­za­tori sociali, sal­va­guardia dell’ indot­to. Fon­da­men­tale con­frontar­si sul piano indus­tri­ale di Jin­dal e garan­tire i liv­el­li occu­pazion­ali. Impor­tante inoltre garan­tire gli ammor­tiz­za­tori sociali: molti lavo­ra­tori dell’area di crisi indus­tri­ale com­p­lessa – anche a segui­to delle nuove nor­ma­tive in tema di lavoro – perder­an­no a breve o han­no già per­so il sosteg­no al red­di­to.

2) È impor­tante attuare, chiaren­do le linee di svilup­po del ter­ri­to­rio e in lin­ea con le richi­este delle aziende, un’opportuna e adegua­ta for­mazione per un’efficace riqual­i­fi­cazione pro­fes­sion­ale. Serve un’intesa: i lavo­ra­tori dell’indotto siano i pri­mi a essere rias­sor­biti nel ter­ri­to­rio a sup­por­to del con­cretiz­zarsi dell’arrivo di Jin­dal. Indis­pens­abile un’intesa che vin­coli le aziende affinchè i lavo­ra­tori degli appalti resti­no aggan­ciati al sito pro­dut­ti­vo.

3) Riflet­tori acce­si su con­ces­sioni pub­bliche. Non si deve mai dimen­ti­care di vig­i­lare sulle con­ces­sioni delle aree dema­niali e por­tu­ali: l’interesse pub­bli­co è rap­p­re­sen­ta­to dal fat­to che siano legate all’effettiva real­iz­zazione di prog­et­ti indus­tri­ali che con­sen­tano la risoluzione del prob­le­ma sociale e occu­pazionale nel rispet­to del­la sosteni­bil­ità ambi­en­tale.

4) Stop ai finanzi­a­men­ti a piog­gia. Spes­so si met­tono a dis­po­sizione degli impren­di­tori ingen­ti somme di finanzi­a­men­to dalle quali però si rica­vano solo pochi posti di lavoro. Ser­vono invece inter­ven­ti mirati e un mon­i­tor­ag­gio costante con le rap­p­re­sen­tanze dei lavo­ra­tori in gra­do di mas­simiz­zare l’impatto occu­pazionale. Le risorse dovreb­bero poi essere asseg­nate sem­pre di più a chi garan­tisce buona occu­pazione e rispet­to dei dirit­ti dei lavo­ra­tori e non con­cesse o resti­tu­ite per chi non persegue gli obi­et­tivi di inter­esse pub­bli­co.

5) Focus boni­fiche e rifiu­ti. E’ nec­es­sario uno sprint sulle boni­fiche e chiarez­za sul­la ges­tione e il trat­ta­men­to dei rifiu­ti indus­tri­ali. Al pres­i­dente del­la Regione Toscana, com­mis­sario stra­or­di­nario per le boni­fiche, e ai respon­s­abili dei prog­et­ti finanziati chiedi­amo a che pun­to siamo? Non pos­si­amo più atten­dere le ricadute impor­tan­ti sul piano occu­pazionale e ambi­en­tale che porter­an­no anche risorse nel cir­cuito eco­nom­i­co del­la Val di Cor­nia. I SIN di cui fa parte Piom­bi­no atten­dono da qua­si 20 anni una soluzione conc­re­ta. Nel 2014 furono annun­ciati 50 mil­ioni di euro per inter­ven­ti di riqual­i­fi­cazione e ricon­ver­sione del polo indus­tri­ale di Piom­bi­no e per la mes­sa in sicurez­za oper­a­ti­va del­la fal­da e dei suoli delle aree dema­niali del SIN. Purtrop­po nul­la è sta­to fat­to tranne far nascere un ente “INVITALIA” che ha incas­sato molti sol­di pub­bli­ci sen­za final­iz­zare gli inter­ven­ti. Anche dai nec­es­sari sman­tel­la­men­ti nascerebbe lavoro oltre che dall’attenzione per la prossim­ità, per il recu­pero, il rici­clo, lo smal­ti­men­to finale di rifiu­ti indus­tri­ali che anche la nuo­va pro­pri­età gen­era. Dob­bi­amo anche adop­er­ar­ci affinchè cres­cano altre vocazioni oltre a quel­la dell’acciaio per la zona.

6) Infra­strut­ture, logis­ti­ca e por­tu­al­ità: assi fon­da­men­tali per attrarre impren­di­tori. A oggi non si è anco­ra con­cretiz­za­to nes­suno dei prog­et­ti infra­strut­turali fon­da­men­tali (ad esem­pio 398 o rete fer­roviaria) per il rilan­cio del ter­ri­to­rio: ciò ha deter­mi­na­to un ulte­ri­ore peg­gio­ra­men­to dell’intero sis­tema por­tuale sia in ter­mi­ni di con­sol­i­da­men­to sia in ter­mi­ni di attrazione e real­iz­zazione di nuovi inves­ti­men­ti. Indis­pens­abile uti­liz­zare una vol­ta per tutte le risorse, definire inesora­bil­mente i tem­pi del­la real­iz­zazioni di tali prog­et­ti. Serve in par­ti­co­lare una scos­sa sul­la 398 e sul­la bretel­la di col­lega­men­to allo svin­co­lo “Capez­zo­lo”. Ci chiedi­amo. Esistono davvero le risorse per andare avan­ti? C’è anco­ra la volon­tà polit­i­ca di real­iz­zarle? I fon­dali sono sta­ti pre­dis­posti ma ad oggi non vedi­amo un reale miglio­ra­men­to dell’attività por­tuale.

7) Ener­gia. Una zona alta­mente ener­givo­ra come la Val di Cor­nia non può per­me­t­ter­si di trascu­rare scelte ocu­late e di lun­ga visione anche in ter­mi­ni di svilup­po sosteni­bile e di energie rin­nov­abili. A oggi le cen­trali di Enel, Edi­son e Elet­tra sono in dis­mis­sione. Il tema del­la pro­duzione e del­la dis­tribuzione d’energia è fon­da­men­tale per restare com­pet­i­ti­vo: quali sono le prospet­tive? Occorre intan­to far chiarez­za sul­la real­iz­zazione dei prog­et­ti Gen­er­al Elec­tric e PIM pre­visti nell’attuale Accor­do di pro­gram­ma. Se ne par­la da anni: c’è sem­pre l’intenzione di andare avan­ti?

8) San­ità e servizi pub­bli­ci in gen­erale. No alla dis­mis­sione o al depoten­zi­a­men­to dei servizi pub­bli­ci. L’unione delle due Soci­età del­la salute Bas­sa Val di Ceci­na e Val di Cor­nia e l’idea di un ospedale uni­co “in rete” tra Piom­bi­no e Ceci­na non deve far venir meno l’attenzione ai servizi pub­bli­ci, che anzi dovran­no essere poten­ziati. Fon­da­men­tali inoltre risorse aggiun­tive per la cura degli anziani.

Chiedi­amo quin­di che si riu­nis­ca in tem­pi bre­vi la cab­i­na di regia dell’accordo di pro­gram­ma final­iz­za­ta all’ aggior­na­men­to e revi­sione dell’accordo, pun­tan­do sul futuro del­la zona, riven­di­can­do risorse eco­nomiche certe e tem­pi cer­ti di real­iz­zazione degli inter­ven­ti, non pos­si­amo con­tin­uare ad assis­tere a rin­vii e ritar­di.
Ognuno fac­cia la sua parte e si assuma le respon­s­abil­ità in trasparen­za e chiaren­do inves­ti­men­ti, pro­poste, per­cor­si. Siamo pron­ti a mobil­itar­ci in assen­za di risposte.
La Val di Cor­nia non può più atten­dere oltre!

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