FINO AL 2020 SOLO 705 OCCUPATI, POI LA PROSPETTIVA DEI FORNI ELETTRICI

Le due fasi di Jindal per rilanciare l’acciaio

PIOMBINO 25 mag­gio 2018 — Non è anco­ra il piano indus­tri­ale ma sono comunque linee gui­da che dan­no una pri­ma indi­cazione sui proposi­ti del grup­po Jsw di Saj­jan Jin­dal ormai in dirit­tura di arri­vo per l’acquisto dagli algeri­ni di Afer­pi del­lo sta­bil­i­men­to siderur­gi­co e delle attiv­ità ex Luc­chi­ni. Le notizie, che sostanzial­mente con­fer­mano il mes­sag­gio del grup­po indi­ano alla bor­sa di Mum­bai di pochi giorni fa, sono state uffi­cial­iz­zate in un incon­tro che si è tenu­to nel salone degli arazzi del Min­is­tero per lo svilup­po eco­nom­i­co pre­sen­ti i rap­p­re­sen­tan­ti del­lo stes­so Min­is­tero,  le orga­niz­zazioni sin­da­cali,  il sin­da­co del Comune di Piom­bi­no, il pres­i­dente del­la Regione Toscana, l’Autorità por­tuale, il com­mis­sario per la ex Luc­chi­ni, un rap­p­re­sen­tante di Afer­pi e per Jin­dal il con­sulente del pres­i­dente, Viven­dar Bub­bar, l’assistente alla direzione gen­erale per la finan­za strate­gi­ca, Divyaku­mar Bhair, il gen­er­al man­ag­er per il mar­ket­ing inter­nazionale, Naren­der Shar­ma ed il con­sulente ital­iano di Jin­dal, Faus­to Azzi.
La riu­nione ha avu­to un pre­am­bo­lo con la pre­sen­tazione del grup­po Jsw e delle sue attiv­ità nel mon­do. Chiar­i­to l’intendimento degli indi­ani di uti­liz­zare il por­to e lo sta­bil­i­men­to di Piom­bi­no come por­ta di ingres­so dal Mediter­ra­neo per i mer­cati europei, è sta­ta for­ni­ta la notizia delle due fasi oper­a­tive con cui i nuovi acquiren­ti vogliono oper­are sug­li impianti che acquisir­an­no. In questo sen­so l’iter è avan­za­to ma chiari­mente il colos­so del­la siderur­gia sub­or­di­na il suo arri­vo e la sua oper­a­tiv­ità alla chiusura dell’atto di ven­di­ta, ad un nuo­vo accor­do di pro­gram­ma con le isti­tuzioni e alla definizione di un’intesa con i sin­da­cati.
Al riguar­do il gov­er­na­tore Enri­co Rossi ha annun­ci­a­to la con­vo­cazione, alla fine del­la prossi­ma set­ti­mana, di una riu­nione per definire pro­prio i con­tenu­ti dell’accordo di pro­gram­ma che le isti­tuzioni locali dovran­no sot­to­scri­vere, insieme ai min­is­teri del­lo svilup­po eco­nom­i­co, del lavoro, dell’ambiente e dei trasporti e ad altri sogget­ti pub­bli­ci, con l’acquirente. Alla riu­nione Rossi ha deciso di invitare anche i sin­da­cati. L’obiettivo è quel­lo di arrivare entro la pri­ma metà di giug­no alla fir­ma sul pro­gram­ma che definirà gli impeg­ni del­la parte pub­bli­ca e quel­li a cari­co del pri­va­to.
La pri­ma fase di Jin­dal, che arriverà fino alla fine del 2020, priv­i­legerà la riat­ti­vazione dei tre lam­i­na­toi esisten­ti con un inves­ti­men­to di cir­ca 20 mil­ioni di euro e l’iniziale impiego di 435 dipen­den­ti che già nel pri­mo semes­tre del 2020 dovreb­bero salire a 705. Va da sé che due anni non sono pochi se si con­sid­era che oltre 1200 lavo­ra­tori restereb­bero rel­e­gati nel parcheg­gio degli ammor­tiz­za­tori sociali. Per ottenere i quali i sin­da­cati, che recla­mano una accel­er­azione dei tem­pi, si stan­no già muoven­do. Non dimen­ti­can­do ovvi­a­mente tut­to il per­son­ale delle ditte dell’indotto che da tem­po veg­e­ta in un lim­bo dove perfi­no la sper­an­za fa difet­to. Per non con­sid­er­are poi il momen­to politi­co nazionale di grande incertez­za con Car­lo Cal­en­da, ormai ex min­istro, che sta già salu­tan­do.
Le stesse sol­lecitazioni a restrin­gere i tem­pi ven­gono anche dalle isti­tuzioni pre­oc­cu­pate non solo e gius­ta­mente per l’economia del­la zona ma anche – dici­amo­la tut­ta – per il turno elet­torale delle prossime ammin­is­tra­tive del 2019 dove le con­seguen­ze dei dis­a­gi potreb­bero far­si sen­tire pesan­te­mente.
Quin­di, con­sideran­do tutt’altro che neg­a­ti­va l’indicazione di Jin­dal per la pri­ma fase delle sue linee gui­da, c’è da dire che il lavoro – un impeg­no comune — non mancherà per ren­dere oper­a­tivi i prog­et­ti e indo­lore la loro appli­cazione.

La sec­on­da fase del pro­gram­ma Jin­dal, un’operazione sogget­ta a ver­i­fiche finanziarie e stu­di di fat­tibil­ità, dovrebbe coprire gli anni dal 2020 al 2023 e forse anche oltre con un inves­ti­men­to che, sec­on­do alcune fonti di stam­pa, potrebbe arrivare a sfio­rare il mil­iar­do di euro. In questo caso le indi­cazioni sono meno pun­tu­ali anche se il rifer­i­men­to con­cre­to è alla ripresa del­la pro­duzione di acciaio con tre, per alcu­ni anche quat­tro, forni elet­tri­ci. Lo sta­bil­i­men­to dovrebbe arrivare a sfornare 3 mil­ioni di prodot­to all’anno. Un obbi­et­ti­vo che a Piom­bi­no non si è mai rag­giun­to e che davvero farebbe com­piere allo sta­bil­i­men­to un eccezionale salto in avan­ti nel mon­do dell’acciaio. In questo con­testo viene con­cepi­to il rias­sor­bi­men­to del per­son­ale ex Luc­chi­ni fino a 1500 lavo­ra­tori.
Chiara­mente la poten­za e la com­pe­ten­za di Jin­dal nel set­tore del­la siderur­gia mon­di­ale, nonché la pro­pria facil­ità di manovra nel con­testo del­la finan­za inter­nazionale offrono ben diver­si motivi di sper­an­za rispet­to a Kaled e a Rebrab che pure eco­nomi­ca­mente non era l’ultimo atti­va­to. Questo pun­tu­al­iz­za­to appare evi­dente come l’esperienza inseg­ni a predi­care pru­den­za e a non illud­er­si che qual­cuno rag­giun­ga la Val di Cor­nia per portare regali. Jin­dal sta coglien­do un’opportunità a Piom­bi­no, Piom­bi­no deve saper cogliere, nel rispet­to delle pro­prie carat­ter­is­tiche e del pro­prio ambi­ente e aven­do molto anco­ra da lavo­rare, l’opportunità che gli indi­ani pos­sono offrire.
Come è nor­male diver­si sogget­ti pub­bli­ci e diverse sigle sin­da­cali han­no fat­to conoscere le loro posizioni dopo la riu­nione al Mise. Come è abi­tu­dine del­la nos­tra tes­ta­ta ripor­ti­amo di segui­to, in modo inte­grale, le diverse dichiarazioni.

Il sin­da­co
Dall’ufficio stam­pa del Comune, dopo la riu­nione di Roma, è sta­ta dira­ma­ta ques­ta nota con le dichiarazione del sin­da­co Mas­si­mo Giu­liani:

Quel­lo che è sta­to pre­sen­ta­to non è anco­ra il piano defin­i­ti­vo, anche per­ché non si è del tut­to con­clusa la pro­ce­du­ra di acqui­sizione del­lo sta­bil­i­men­to da parte del grup­po indi­ano Jin­dal. Il piano defin­i­ti­vo è atte­so prob­a­bil­mente per la metà di giug­no. Il doc­u­men­to con­tiene comunque i con­tenu­ti antic­i­pati dal­la stam­pa in questi giorni e con­fer­ma l’interesse che Piom­bi­no riveste per il con­segui­men­to degli obi­et­tivi indus­tri­ali di Jsw. Jin­dal mira a rag­giun­gere nel 2025 la pro­duzione di 40 mil­ioni di ton­nel­late di acciaio, il doppio rispet­to a quel­lo che pro­duce ora, Piom­bi­no rap­p­re­sen­ta un tas­sel­lo impor­tante per questi suoi obi­et­tivi  e si con­fer­ma come sito impor­tante per le sue carat­ter­is­tiche e poten­zial­ità, anche logis­tiche. Con Piom­bi­no Jin­dal mantiene una posizione sul mer­ca­to europeo con pos­si­bil­ità anche di diver­si­fi­cazione pro­dut­ti­va, sfrut­tan­do le carat­ter­is­tiche del por­to e la sua posizione geografi­ca.
Nell’incontro di oggi è sta­ta con­fer­ma­ta infat­ti la pre­vi­sione dei lavori in due fasi fon­da­men­tali: una pri­ma fase, fino al 2020, che prevede la riparten­za e l’efficientamento dei tre lam­i­na­toi, l’avvio del­la prog­et­tazione di due, forse tre forni elet­tri­ci, e delle demolizioni degli impianti. Nel­la sec­on­da fase, a par­tire dal 2020, si prevede la costruzione dei forni elet­tri­ci e la real­iz­zazione di un ulte­ri­ore treno di lam­i­nazione.
Il por­to res­ta fon­da­men­tale nelle strate­gie del prog­et­to di Jin­dal, con una base logis­ti­ca in gra­do di importare nel­la pri­ma fase blu­mi e bil­lette per il fun­zion­a­men­to dei tre lam­i­na­toi esisten­ti.

Il tavo­lo dell’incontro al Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co

Come isti­tuzioni abbi­amo pos­to all’attenzione soprat­tut­to tre ques­tioni: la neces­sità di abbre­viare e com­primere i tem­pi pre­visti, sia quel­li di stu­dio ma soprat­tut­to quel­li di inizio delle demolizioni, per il rispet­to dell’ambiente e per favorire una mag­giore occu­pazione sin da subito. Nell’occasione abbi­amo prospet­ta­to infat­ti le dif­fi­coltà del nos­tro indot­to. L’altro aspet­to è quel­lo dell’occupazione. E’ impor­tante capire meglio quali saran­no i numeri dei lavo­ra­tori occu­pati nelle varie fasi ed è impor­tante assi­cu­rare l’intervento e il sup­por­to degli ammor­tiz­za­tori sociali, per garan­tire il sosteg­no a tut­ti i lavo­ra­tori nelle diverse fasi, preve­den­do even­tual­mente delle rotazioni. Infine abbi­amo mes­so in evi­den­za l’assoluta neces­sità di garan­tire la com­pat­i­bil­ità e sosteni­bil­ità ambi­en­tale e sociale del prog­et­to pre­sen­ta­to. C’è anco­ra molto da lavo­rare ma con pru­den­za sti­amo andan­do avan­ti. Intan­to la Regione ha con­vo­ca­to per la prossi­ma set­ti­mana, lunedì 28 e giovedì 31 mag­gio, due incon­tri per ridefinire un accor­do di pro­gram­ma che sup­por­ti il piano.

Il pres­i­dente del­la Regione
Anche l’ufficio stam­pa del­la giun­ta regionale ha reso nota la posizione del pres­i­dente Enri­co Rossi, pre­sente all’incontro al Mise. Ecco il testo del­la dichiarazione del Gov­er­na­tore:

Dare avvio ad un piano di sman­tel­la­men­to delle par­ti non più uti­liz­z­abili e abbre­viare il più pos­si­bile i tem­pi di pre­sen­tazione del­lo stu­dio di fat­tibil­ità del­la sec­on­da fase del Piano indus­tri­ale.
Se Jin­dal darà avvio a breve alla fase di sman­tel­la­men­to, potrem­mo arrivare all’impiego di altri 200 lavo­ra­tori, oltre ai 435 pre­visti da qui a fine 2018. E, vista la lun­ga fase di atte­sa, sarebbe impor­tante che l’azienda rius­cisse ad abbre­viare i tem­pi di pre­sen­tazione di ciò che preved­erà la sec­on­da fase, quel­la ded­i­ca­ta ai nuovi inves­ti­men­ti sui forni elet­tri­ci. Se cosi accadrà sarà pos­si­bile occu­pare altri lavo­ra­tori. Il nos­tro obi­et­ti­vo è infat­ti quel­lo di far tornare al lavoro tut­ti gli attuali duemi­la addet­ti. E con­ti­amo di rius­cir­ci.

Il con­sigliere regionale
Il con­sigliere regionale Gian­ni Ansel­mi, dopo la riu­nione al Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co, ha rilas­ci­a­to su Face­book la seguente dichiarazione:

Jin­dal SW ha pre­sen­ta­to ieri al Mise il pro­prio com­pa­ny pro­file, che la col­lo­ca come uno dei sogget­ti indus­tri­ali più cred­i­bili del piane­ta. Piom­bi­no è indi­vid­u­a­ta come la por­ta di acces­so all’Europa del grup­po e avrà, dopo il clos­ing defin­i­ti­vo pre­vis­to nelle prossime set­ti­mane, un ruo­lo impor­tante nel­la strate­gia di espan­sione del colos­so indi­ano. In par­al­le­lo alla riparten­za dei lam­i­na­toi, pre­vista già nell’immediato con l’utilizzo di semi­la­vo­rati prodot­ti negli altri sta­bil­i­men­ti del grup­po, si piani­ficherà la real­iz­zazione di inves­ti­men­ti nel­la pro­duzione di acciaio da forni elet­tri­ci con le migliori tec­nolo­gie disponi­bili per ali­menta­re anche un nuo­vo treno di lam­i­nazione di prodot­ti piani. L’investimento com­p­lessi­vo oscil­la fra gli 850 mil­ioni e il mil­iar­do di euro, e prevede un rilan­cio impor­tante anche delle attiv­ità logis­ti­co-por­tu­ali. La posizione delle isti­tuzioni è molto chiara: occorre affi­an­care alla ripresa del­la lam­i­nazione, nei tem­pi più stret­ti, l’attività di sman­tel­la­men­to degli impianti e dei man­u­fat­ti non più uti­liz­za­ti, per dare lavoro a più per­sone e imp­rese pos­si­bili e lib­er­are aree impor­tan­ti. E soprat­tut­to occorre abbre­viare i tem­pi per la real­iz­zazione degli inves­ti­men­ti, per far rien­trare al lavoro le per­sone, con­sen­tire un uso più effi­ciente degli ammor­tiz­za­tori sociali e rimet­tere in moto l’economia anche dell’indotto. Intorno a questo prog­et­to e alla col­lo­cazione dei nuovi impianti sarà nec­es­sario bonifi­care e rimet­tere in gio­co aree per lo svilup­po diver­si­fi­ca­to. Sono già pre­viste riu­nioni nei prossi­mi giorni anche con il sin­da­ca­to per appro­fondire ogni aspet­to pro­dut­ti­vo, occu­pazionale, sociale, ambi­en­tale e definire un nuo­vo Accor­do di pro­gram­ma che dis­ci­pli­ni l’utilizzo delle ingen­ti risorse che Gov­er­no e Regione han­no mes­so in cam­po. Si trat­ta di entrare nel mer­i­to e lavo­rare per cogliere tutte le oppor­tu­nità al meglio e ripar­tire dopo anni di buio. È gius­to essere cau­ti, come fan­no le isti­tuzioni e i sin­da­cati, e lavo­rare; ma chi già sta­mani è impeg­na­to a sminuire l’importanza del­la riu­nione di ieri deno­ta lim­i­ti evi­den­ti di buona fede e forse qual­cosa di peg­gio: il tim­o­re che si com­in­ci­no a risol­vere i prob­le­mi. Invece tut­ti insieme dob­bi­amo preparare giorni migliori.  

I sin­da­cal­isti del­la Fiom Cgil
Una nota a fir­ma del seg­re­tario nazionale del­la Fiom Rosario Rap­pa e del coor­di­na­tore nazionale Fiom per la siderur­gia Mir­co Rota, è apparsa nel sito del sin­da­ca­to la seguente dichiarazione:

Le linee gui­da illus­trate oggi dal man­age­ment di Jin­dal ci mostra­no i trat­ti di una inter­es­sante oper­azione indus­tri­ale. Per la Fiom l’obiettivo, come sem­pre rib­a­di­to in questi ulti­mi anni, è quel­lo che Piom­bi­no torni a pro­durre acciaio, e l’annuncio dei due forni elet­tri­ci entro il 2020, più un even­tuale ter­zo forno nel 2021, va in ques­ta direzione, garan­ten­do l’occupazione per tut­ti i dipen­den­ti, cosa che al momen­to questo piano non garan­tisce.
Ora è nec­es­saria una dis­cus­sione det­tagli­a­ta sul piano indus­tri­ale alla quale dovrà seguire imme­di­ata­mente un con­fron­to sug­li ammor­tiz­za­tori sociali da indi­vid­uare per accom­pa­gnare il per­cor­so di rilan­cio dell’acciaieria, non essendo al momen­to cop­er­to l’intero peri­o­do. Infine abbi­amo com­in­ci­a­to a soll­e­vare oggi due ques­tioni su cui con­frontar­si nei prossi­mi incon­tri con Jsw: l’impatto ambi­en­tale del­la pro­duzione, sia dal pun­to di vista del­la salute e del­la sicurez­za dei lavo­ra­tori che dell’impatto sul ter­ri­to­rio, e tut­to il sis­tema dell’indotto, con la speci­fi­ca di quali saran­no le attiv­ità diret­ta­mente svolte da Jin­dal e quali ester­nal­iz­zate. L’incontro è sta­to aggior­na­to nei prossi­mi giorni per dis­cutere dell’accordo di pro­gram­ma e degli ammor­tiz­za­tori sociali. 

I sin­da­cal­isti del­la Uilm
Nel sito nazionale del­la Uilm è apparsa la seguente nota:

Si è svolto al Min­is­tero del­lo svilup­po Eco­nom­i­co, l’incontro tra le Orga­niz­zazioni sin­da­cali, le RSU Aferpi/Piombino Logis­tic ed i rap­p­re­sen­tan­ti del grup­po JSW Steel .
L’azienda ha con­fer­ma­to la pre­vi­sione del clos­ing per l’acquisizione di Afer­pi entro la pri­ma metà del mese di giug­no.
Nel cor­so del­la riu­nione sono state illus­trate le linee gui­da del “Piano indus­tri­ale” per il sito di Piom­bi­no che prevede la fase di start-up con il riavvio dei treni di lam­i­nazione entro l’anno in cor­so ed una pro­duzione a regime entro il 2020.
JSW ha dichiara­to di essere impeg­na­ta nell’implementazione del­lo stu­dio di fat­tibil­ità per il riavvio dell’area a cal­do che preved­erebbe l’installazione di 2 (+1) forni elet­tri­ci (anche con ali­men­tazione con pre­ri­dot­to) ed avviare anche la pro­duzione di coils entro il 2022.
La Uilm ha chiesto di pot­er­si con­frontare al più presto con un Piano Indus­tri­ale defin­i­ti­vo per pot­er con­di­videre questo annun­ci­a­to proces­so di rilan­cio del­la ex Luc­chi­ni.
In par­ti­co­lare abbi­amo espres­so la neces­sità di effet­tuare appro­fondi­men­ti speci­fi­ci a par­tire dai temi:

- Inves­ti­men­ti, nec­es­sario avere il det­taglio delle pre­vi­sioni sui sin­goli impianti;
— Liv­el­li occu­pazion­ali, quel­li dichiarati dall’azienda, non sareb­bero (a nos­tro avvi­so) in lin­ea con i volu­mi pro­dut­tivi dichiarati;
- Logis­ti­ca, prog­ettare e real­iz­zare un sis­tema per un effi­ciente sis­tema di ges­tione per ques­ta strate­gi­ca attiv­ità;
- Infra­strut­ture, occor­rono inter­ven­ti sulle attrez­za­ture ed un adegua­men­to dell’area por­tuale in gra­do di pot­er sostenere la    pre­vi­sione di movi­men­tazione com­p­lessi­va di 3 mil­ioni di ton­nel­late (materie prime, semi­prodot­ti e prodot­ti fini­ti);
- Ener­gia, in prospet­ti­va del­la real­iz­zazione di 3 forni elet­tri­ci è nec­es­sario real­iz­zare l’infrastruttura adegua­ta;
- Demolizioni, avviare in tem­pi rapi­di il prog­et­to di sman­tel­la­men­to per la creazione di lavoro ed occu­pazione diret­ta ed indi­ret­ta.

Infine, per quan­to con­cerne gli ammor­tiz­za­tori sociali, abbi­amo chiesto al Gov­er­no un incon­tro speci­fi­co per assi­cu­rare gli stru­men­ti nec­es­sari per tut­ta la dura­ta del Piano. Abbi­amo dunque apprez­za­to le inten­zioni di JSW per il rilan­cio indus­tri­ale di Piom­bi­no che nel­la prospet­ti­va dovrebbe assi­cu­rare uno svilup­po sosteni­bile anche per tut­to il ter­ri­to­rio piom­bi­nese.

 I sin­da­cal­isti del­la Fim Cisl
Il seg­re­tario del­la Fim-Cisl Nico­la Alber­ta ha rilas­ci­a­to la seguente dichiarazione:

Nell’incontro al Mise il grup­po Jin­dal ha pre­sen­ta­to le linee gui­da del piano indus­tri­ale che dovrà essere per­fezion­a­to dopo il clos­ing, l’accordo per il suben­tro a Cevi­tal nel con­trol­lo del­la soci­età. Jin­dal intende sec­on­do quan­to illus­tra­to riavviare la pro­duzione di acciaio con inves­ti­men­ti impor­tan­ti di costruzione di due forni elet­tri­ci e di riavvio delle linee di lam­i­nazione.
Il piano si estende su un peri­o­do di 4 anni e preved­erebbe di occu­pare cir­ca 800 diret­ti.
Il sin­da­ca­to, pur rite­nen­do impor­tante la scelta di inves­ti­men­to di Jin­dal, ha chiesto pre­cisi impeg­ni pro­dut­tivi in gra­do di offrire garanzie per tut­ti i 2000 addet­ti, diret­ti e non, e per i lavo­ra­tori dell’indotto, con adeguati carichi di lavoro, oltre alla nec­es­saria cop­er­tu­ra di ammor­tiz­za­tori sociali che va ottenu­ta dal Min­is­tero del lavoro.
Nei prossi­mi giorni si ter­rà un incon­tro del­la cab­i­na di regia sull’accordo di pro­gram­ma per l’aggiornamento sulle opere di infra­strut­turazione dell’area indus­tri­ale e por­tuale.
I sin­da­cati han­no chiesto quin­di l’apertura di un con­fron­to di mer­i­to con il grup­po per affrontare tut­ti i prob­le­mi di orga­niz­zazione del lavoro, di carichi e di occu­pazione ponen­do la con­dizione del­la con­di­vi­sione di tut­to il per­cor­so a tutela dei lavo­ra­tori e del ter­ri­to­rio.
Il futuro di Piom­bi­no va infat­ti costru­ito, impeg­nan­do Jin­dal, con i lavo­ra­tori e tut­ti i sogget­ti isti­tuzion­ali.

L’Unione sin­da­cale di base
Non pre­sente all’incontro di Roma il sin­da­ca­to Usb ha rilas­ci­a­to la seguente dichiarazione:

Dopo il man­ca­to accor­do sul­la vicen­da ILVA l’Unione Sin­da­cale di Base  non è  sta­ta con­vo­ca­ta al tavo­lo di trat­ta­ti­va pres­so il Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co per la pre­sen­tazione del piano indus­tri­ale di Jin­dal. Prob­a­bil­mente il pretesto uti­liz­za­to è quel­lo del­la man­can­za di una nos­tra RSU.  Siamo con­sapevoli che la nos­tra orga­niz­zazione è attual­mente con­sid­er­a­ta “sco­mo­da” in un momen­to in cui il Min­istro Cal­en­da, ormai dimis­sion­ario, cercherà di far ingoiare la pil­lo­la ama­ra alle altre orga­niz­zazioni sin­da­cali. Sicu­ra­mente anche FIOM, FIM e UILM non avreb­bero gra­di­to la nos­tra pre­sen­za.
Nonos­tante ciò USB ha un cospic­uo numero di iscrit­ti all’interno dell’acciaieria. Noi con­tinuiamo a rib­adire che le RSU di oggi non sono lo spec­chio delle votazioni pas­sate. E’ una ques­tione di democrazia e trasparen­za.
Per tut­ti questi motivi abbi­amo deciso di con­vo­care un’assemblea aper­ta di tut­ti i lavo­ra­tori (com­pre­si i lavo­ra­tori dell’indotto che non han­no potu­to parte­ci­pare a quel­la inter­na) per lunedì 28 mag­gio dalle ore 10 alle 12 al cav­al­cavia in via cadu­ti del Lavoro di fronte al Pala­ten­da.

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