Arrivino gli investimenti di Jindal, ma non solo

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PIOMBINO 8 novem­bre 2019 — “Aus­pichi­amo che arriv­i­no gli inves­ti­men­ti di Jin­dal, impor­tan­tis­si­mi per rilan­cia­re l’economia e l’occupazione, ma non pos­si­amo pen­sare che siano la soluzione defin­i­ti­va per Piom­bi­no”.
Il sin­da­co Francesco Fer­rari rib­adisce la sua posizione riguar­do la con­dizione dell’economia piom­bi­nese a segui­to dell’incontro con Saj­jan Jin­dal.
“È impor­tante ricor­dar­ci che il des­ti­no del­la nos­tra cit­tà non può essere affida­to uni­ca­mente all’acciaio. La situ­azione dell’Ilva di Taran­to ci dà un dato impor­tante che non riguar­da l’ipotetica acqui­sizione da parte di Jin­dal quan­to, piut­tosto, la deci­sione di Arcelor­Mit­tal di abban­donare il prog­et­to: è un’ulteriore con­fer­ma di quan­to il mer­ca­to dell’acciaio, ital­iano ed europeo, sia in crisi.
Piom­bi­no ha bisog­no di un prog­et­to di più ampio respiro e la rinasci­ta del­la cit­tà non può dipen­dere uni­ca­mente dagli inves­ti­men­ti di una multi­nazionale. Cer­ta­mente, il futuro dell’acciaieria è un tas­sel­lo di questo prog­et­to di rilan­cio ma non può essere l’unico pro­tag­o­nista del tes­su­to eco­nom­i­co e sociale del ter­ri­to­rio. Dob­bi­amo uscire dalle logiche del pas­sato, indub­bi­a­mente respon­s­abili del pre­sente criti­co che sti­amo viven­do.
Dob­bi­amo par­tire dal­la ques­tione ambi­en­tale, che deve essere affronta­ta nel­la sua total­ità, con­sideran­do le boni­fiche del Sin come il pos­si­bile rilan­cio occu­pazionale del ter­ri­to­rio. È nec­es­sario un prog­et­to più ampio che met­ta in cor­re­lazione tutte le tem­atiche: non si può pen­sare di affrontare i prob­le­mi sin­go­lar­mente per­ché con­tin­uerem­mo a trovare soluzioni parziali che con­tin­uereb­bero a non aprire nuovi spi­ragli per la nos­tra cit­tà.
Per questo, è nec­es­sario aprire mer­cati che creino nuo­va occu­pazione in altri set­tori. La siderur­gia, molto prob­a­bil­mente, non potrà rias­sor­bire tut­ti i lavo­ra­tori e cer­ta­mente non si può pen­sare di con­tin­uare con gli ammor­tiz­za­tori sociali: i piom­bi­ne­si vogliono lavo­rare e ne han­no dirit­to.
Questo ripor­ta alla neces­sità di cam­biare visione per l’economia del ter­ri­to­rio, di diver­si­fi­car­la e aprir­la a nuovi mer­cati: sgan­cia­r­si dal­la visione set­to­ri­ale che l’ha carat­ter­iz­za­ta fino­ra e ricostru­ire un’economia for­ma­ta da tan­ti attori, non solo dall’industria. Per real­iz­zare questo prog­et­to abbi­amo bisog­no del sup­por­to degli altri sogget­ti isti­tuzion­ali, siano essi la Regione Toscana, il gov­er­no cen­trale o l’Europa. È quel­lo che vogliamo per Piom­bi­no, il moti­vo per cui i piom­bi­ne­si han­no ripos­to in noi la loro fidu­cia: è il nos­tro obi­et­ti­vo e sti­amo costru­en­do un prog­et­to che ci per­me­t­ta di rag­giunger­lo”.

Uffi­cio stam­pa Comune di Piom­bi­no

FIRENZE 8 novem­bre 2019  — “Ci sono buone notizie per la siderur­gia in Toscana. Mis­ter Jin­dal mi ha con­fer­ma­to l’intenzione di inve­stire a Piom­bi­no e di riman­er­ci”. Così il pres­i­dente del­la Regione Toscana, Enri­co Rossi, al ter­mine dell’incontro con il CEO di JSW Steel Saj­jan Jin­dal che si è svolto oggi a Roma ed al quale ha parte­ci­pa­to anche il pres­i­dente del­la com­mis­sione con­sil­iare svilup­po eco­nom­i­co, Gian­ni Ansel­mi.
“Lo sce­nario del mer­ca­to dell’acciaio – con­tin­ua Rossi – è alta­mente incer­to e per questo JSW vuole svilup­pare tut­ti gli inves­ti­men­ti pre­visti negli accor­di prece­den­ti. A Taran­to – sot­to­lin­ea il pres­i­dente – non sono asso­lu­ta­mente inter­es­sati ad andare”.
“Vogliono – dice anco­ra Rossi – fare di Piom­bi­no un impianto mod­er­no e chiedono di essere sup­por­t­ati sec­on­do gli impeg­ni già assun­ti dal gov­er­no rel­a­ti­va­mente al cos­to dell’energia. Con la Regione – con­clude – con­fer­mano spir­i­to di col­lab­o­razione pos­i­ti­vo che con­sen­tirà di svilup­pare i prog­et­ti per ulte­ri­ori inves­ti­men­ti per la cit­tà siderur­gi­ca del­la Toscana”.

Uffi­cio stam­pa del­la Regione Toscana

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