Attività estrattive e ciclo dei rifiuti ovvero un rischio

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Alberto Primi

CAMPIGLIA MARITTIMA 15 luglio 2019 — Nelle pre­vi­sioni dei Comu­ni di Piom­bi­no e Campiglia Marit­ti­ma, il nuo­vo Piano Strut­turale d’area avrebbe dovu­to essere adot­ta­to pri­ma delle elezioni ammin­is­tra­tive. Questo non è avvenu­to e quin­di oggi ci tro­vi­amo con una fase di indagine com­ple­ta­ta e dis­cus­sa con isti­tuzioni, cat­e­gorie e cit­ta­di­ni, ma con un Piano, sconosci­u­to, redat­to dall’Ufficio di Piano dei due Comu­ni in base alle scelte dei sin­daci che però sono cam­biati, in par­ti­co­lare quel­lo di Piom­bi­no che non rap­p­re­sen­ta più la con­ti­nu­ità ammin­is­tra­ti­va del PD.
Per una illus­trazione delle ricerche fat­te si riman­da ad una sin­te­si delle gior­nate di parte­ci­pazione redat­to dal Comi­ta­to. Qui ci preme far capire quali sono i nodi che il nuo­vo piano dovrà sciogliere in mer­i­to alle con­trad­dizioni pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio.
Infat­ti dalle anal­isi dei pun­ti di forza, pun­ti di debolez­za, oppor­tu­nità e rischi insi­ti in ogni tema pre­so in con­sid­er­azione in quan­to dis­tin­ti­vo del­la Val di Cor­nia — il ter­ri­to­rio aper­to (ambi­ente e agri­coltura), un mare di oppor­tu­nità (mare e tur­is­mo), quali cit­tà (cit­tà e qual­ità.) — diven­ta evi­dente come le attiv­ità estrat­tive e il ciclo dei rifiu­ti rap­p­re­senti­no un ris­chio per lo svilup­po sosteni­bile di altre attiv­ità.
Nel­la redazione del Piano è sta­to evi­den­zi­a­to come il con­cet­to di sosteni­bil­ità sia assim­i­l­abile al tavoli­no a tre gambe rap­p­re­sen­tate da dimen­sioni eco­nom­i­ca, sociale e ambi­en­tale. Un dis­e­qui­lib­rio tra queste por­ta ad una insta­bil­ità del sis­tema tut­to: quin­di vis­to che queste tre dimen­sioni agis­cono in maniera inte­gra­ta, occorre trovare soluzioni che affron­ti­no con­tem­po­ranea­mente le tre crisi.
Se infat­ti si accetta il cri­te­rio di impostazione adot­ta­to per la let­tura del­la realtà e per la val­u­tazione di pro­poste ne deriver­an­no soluzioni comunque non uni­voche che dovran­no fare i con­ti con pro­ces­si eco­nomi­ci in atto da decen­ni e che dif­fi­cil­mente rin­uncer­an­no alle posizioni di potere rag­giunte.
Ora poi che l’amministrazione di Piom­bi­no (il Comune più grande del­la Val di Cor­nia) è cam­bi­a­ta in maniera sostanziale  e non più indi­vidu­a­bile nell’area PD, ci chiedi­amo se e quali riv­ol­gi­men­ti porterà nel­la redazione del Piano Strut­turale che è lo stru­men­to di piani­fi­cazione fon­da­men­tale per qualunque ter­ri­to­rio in quan­to è la base dei Piani Oper­a­tivi (ex Rego­la­men­ti Urban­is­ti­ci) che i Comu­ni dovran­no met­tere a pun­to per riavviare l’attività edilizia e di trasfor­mazione in genere dei ter­ri­tori comu­nali.
Il fat­to poi che sug­li aspet­ti delle attiv­ità estrat­tive e recu­pero sia sta­to por­ta­to in adozione il nuo­vo Piano Regionale Cave rende anco­ra più dif­fi­cile trovare una soluzione basa­ta sull’economia cir­co­lare e sul­la sosteni­bil­ità degli inter­ven­ti come descrit­ti dai redat­tori del Piano.

*L’architetto Alber­to Pri­mi rap­p­re­sen­ta il Comi­ta­to per Campiglia

 

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