Ben scarsi i risultati dell’incontro al Ministero

· Inserito in Spazio aperto

PIOMBINO 26 feb­braio 2019 — Si è tenu­to al Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co un incon­tro per un aggior­na­men­to sul piano Jin­dal e sug­li impeg­ni pre­visti nell’accordo di pro­gram­ma, sui tem­pi del piano di inves­ti­men­ti e la pro­duzione dell’acciaio, sug­li ammor­tiz­za­tori sociali. Han­no parte­ci­pa­to  i ver­ti­ci dell’azienda con l’amministratore del­e­ga­to Faus­to Azzi, il com­mis­sario stra­or­di­nario del­la ex Luc­chi­ni Piero Nar­di, il pres­i­dente del­la Regione Enri­co Rossi e il con­sigliere Gian­fran­co Simonci­ni, il capogabi­net­to del min­istro Gior­gio Sor­i­al,  tutte le rap­p­re­sen­tanze sin­da­cali, il sin­da­co di Piom­bi­no Mas­si­mo Giu­liani e il vicesin­da­co Ilvio Cam­beri­ni, un rap­p­re­sen­tante dell’Autorità Por­tuale.
Sec­on­do un comu­ni­ca­to emes­so ieri dal­la Regione Toscana  l’incontro  dove­va servire per fare “il pun­to sul­lo svilup­po del piano Jin­dal dopo il suo arri­vo ai ver­ti­ci del­lo sta­bil­i­men­to siderur­gi­co piom­bi­nese e in par­ti­co­lare sug­li impeg­ni pre­visti nell’accordo di pro­gram­ma, sui tem­pi del piano di inves­ti­men­ti e la pro­duzione dell’acciaio, oltre che sulle opere di sman­tel­la­men­to di fon­da­men­tale impor­tan­za in ques­ta fase tran­si­to­ria”.  Al Gov­er­no, sem­pre sec­on­do la Regione, sarebbe sta­ta chi­es­ta  una rispos­ta sug­li ammor­tiz­za­tori sociali.

Pare di capire dai pri­mi comu­ni­cati stam­pa, nei quali prevale la descrizione di ciò che ognuno ha det­to piut­tosto che delle risposte rice­vute, che i risul­tati siano sta­ti ben scar­si.

Comune di Piom­bi­no
Sul tap­peto  gli impeg­ni prin­ci­pali pre­visti dalle prime due fasi dell’accordo di pro­gram­ma. In par­ti­co­lare, il riavvio delle attiv­ità di lam­i­nazione con la riparten­za dei treni rotaie e demolizioni/bonifiche e, per la sec­on­da fase del piano, lo stu­dio per  la costruzione dei forni elet­tri­ci.
Sul piano delle demolizioni e delle rimozioni dei cumuli l’azienda ha pre­sen­ta­to un piano, il 21 gen­naio scor­so, che sarà ogget­to di ver­i­fi­ca in una prossi­ma riu­nione fis­sa­ta per il 21 feb­braio.
“Una par­ti­ta molto impor­tante – ha det­to il sin­da­co Giu­liani nel suo inter­ven­to – rispet­to alla quale abbi­amo chiesto la mas­si­mo atten­zione e una cura par­ti­co­lare da parte dell’azienda nell’informare la cit­tad­i­nan­za. Ogni demolizione viene infat­ti effet­tua­ta attra­ver­so un prog­et­to di bonifi­ca e l’informazione sulle oper­azioni che ven­gono svolte è per­tan­to nec­es­saria e fon­da­men­tale. Il rispet­to dei para­metri ambi­en­tali è pri­or­i­tario e deve essere rispet­ta­to in tut­ti i suoi aspet­ti.“
L’azienda ha poi relazion­a­to sul­la ripresa pro­dut­ti­va avvi­a­ta ad agos­to, con la rimes­sa in moto dei treni rotaie, del vergel­la a novem­bre e il treno a barre. Entro il 31 mar­zo è pre­vista la riparten­za di tut­ti treni.
Altri dati pos­i­tivi sono quel­li rel­a­tivi all’occupazione, con risul­tati supe­ri­ori rispet­to a quel­li pre­visti. A feb­braio sono 740 gli occu­pati “full time equiv­a­lent” e l’obiettivo è di rag­giun­gere il migli­aio a mar­zo. C’è un impeg­no a man­tenere sot­to l’aspetto dell’occupazione gli impeg­ni dell’accordo di pro­gram­ma.
Non ci sono novità di rilie­vo invece sui temi strate­gi­ci degli  inves­ti­men­ti e sul cos­to dell’energia, soprat­tut­to per quan­to riguar­da la riduzione del cos­to dell’energia fon­da­men­tale per con­sen­tire gli inves­ti­men­ti del­la sec­on­da fase.
“Pren­di­amo atto del­la fidu­cia espres­sa dal gov­er­no su questi temi strate­gi­ci; – ha det­to il sin­da­co –  sul cos­to dell’energia  il gov­er­no ha spie­ga­to che sono state esam­i­nate delle mis­ure per con­sen­tire il man­ten­i­men­to di prezzi adeguati. In ogni caso – pros­egue il sin­da­co – andi­amo avan­ti con cautela e pru­den­za,  man­te­nen­do  aper­to il dial­o­go con le isti­tuzioni e con l’azienda  e mon­i­toran­do allo stes­so tem­po  con  la mas­si­ma atten­zione le azioni che saran­no intrap­rese. A questo propos­i­to, aus­pichi­amo anche che il gov­er­no pro­ce­da alla ricon­fer­ma del pres­i­dente Rossi come com­mis­sario per l’attuazione dell’accordo di pro­gram­ma, per con­sen­tire lo svol­gi­men­to di un per­cor­so coer­ente sul­la base di una metodolo­gia già col­lau­da­ta e pro­dut­ti­va che con­sen­tirebbe un mon­i­tor­ag­gio effi­cace”.

Regione Toscana
La riu­nione di oggi a Roma al Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co sull’Aferpi di Piom­bi­no si chi­ude con una “mod­er­a­ta sod­dis­fazione”, “la neces­sità di lavo­rare di più per man­dare avan­ti l’accordo di pro­gram­ma” siglato nove mesi fa e la richi­es­ta all’azienda di esprimere con deci­sione (e certezze) la volon­tà ” di tornare a pro­durre acciaio nel­lo sta­bil­i­men­to toscano investen­do sui forni elet­tri­ci” e l’adeguamento dell’impianto per real­iz­zare rotaie. Ques­ta per lo meno è la val­u­tazione del pres­i­dente del­la Toscana Enri­co Rossi, che ha parte­ci­pa­to all’incontro che si è aper­to nel pri­mo pomerig­gio negli uffi­ci del dicas­t­ero di via Vit­to­rio Vene­to, pros­e­gui­to poi per qua­si due ore.
“Siamo mod­er­ata­mente sod­dis­fati – com­men­ta all’uscita, ad atten­der­lo anche alcu­ni operai del­lo sta­bil­i­men­to ex-Luc­chi­ni — L’azienda si sta adoperan­do, nel­la riat­ti­vazione dei lam­i­na­toi ed anche nel­la parte che riguar­da le demolizioni. Quel­lo su cui vogliamo però più certezze sono gli inves­ti­men­ti per tornare a pro­durre acciaio a Piom­bi­no, quel­li che riguardano ad esem­pio i forni elet­tri­ci e quant’altro nec­es­sario”.
La riu­nione di oggi ave­va pro­prio lo scopo di fare il pun­to sul­lo svilup­po del piano Jin­dal, dopo l’acquisto di Afer­pi da parte dell’imprenditore indi­ano, ma anche sug­li impeg­ni assun­ti da tut­ti nell’accordo di pro­gram­ma siglato lo scor­so mag­gio, sui tem­pi del piano di inves­ti­men­ti, la futu­ra pro­duzione di acciaio e le opere di sman­tel­la­men­to. Oltre ai sin­da­cati, all’azienda e al Min­is­tero — rap­p­re­sen­ta­to dal vice­capo di gabi­net­to Gior­gio Sor­i­al — c’erano la Regione, il Comune e l’Autorità por­tuale.
“C’è bisog­no di lavo­rare di più” sol­lecita Rossi, che ha chiesto la riat­ti­vazione dei tavoli inter­min­is­te­ri­ali. “Su un accor­do di pro­gram­ma così com­p­lesso – spie­ga — c’è la neces­sità di pot­er chia­mare in causa tut­ti i min­is­teri a vario tito­lo coin­volti, da quel­lo del lavoro a quel­lo delle infra­strut­ture, da quel­lo dell’ambiente fino allo svilup­po eco­nom­i­co appun­to”. Quan­do nove mesi fa fu fir­ma­to l’accordo di pro­gram­ma furono mes­si sul piat­to 45 mil­ioni da Regione e Gov­er­no per inter­ven­ti sull’innovazione e la ricon­ver­sione eco­log­i­ca del­la siderur­gia, altri 50 mil­ioni dal vec­chio accor­do di pro­gram­ma per le boni­fiche, un centi­naio di mil­ioni sull’energia per i cosid­det­ti “cer­ti­fi­cati bianchi”, ma anche impeg­ni per un cos­to com­pet­i­ti­vo dell’energia.
Entro mag­gio il Min­is­tero ha annun­ci­a­to una nuo­va ver­i­fi­ca. Sul pun­to speci­fi­co degli inves­ti­men­ti Rossi ha chiesto un incon­tro al Mise con i ver­ti­ci dell’azienda, alla pre­sen­za del min­istro.
Quan­to al tema degli ammor­tiz­za­tori sociali, la Regione ha pre­so atto che è sta­ta nom­i­na­ta in questi giorni la com­mis­sione che dovrà esprimer­si sul­la cas­sa inte­grazione in dero­ga. Il decre­to di nom­i­na è in fase di reg­is­trazione alla Corte dei Con­ti.

Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co
Sì è svolto ieri al Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co il tavo­lo di mon­i­tor­ag­gio sul sito siderur­gi­co Afer­pi di Piom­bi­no, pre­siedu­to dal Vice Capo Gabi­net­to Gior­gio Sor­i­al, a cui han­no parte­ci­pa­to il Min­is­tero del Lavoro, la Regione Toscana, il Comune e l’Autorità por­tuale di Piom­bi­no, il Com­mis­sario stra­or­di­nario, l’azienda e le orga­niz­zazioni sin­da­cali.
Nel cor­so dell’incontro è sta­to fat­to il pun­to sul­lo sta­to di avan­za­men­to del piano indus­tri­ale e degli impeg­ni assun­ti da JSW Steel Italy srl con il Min­is­tero e la Regione, for­mal­iz­za­ti nell’accordo di pro­gram­ma sot­to­scrit­to in occa­sione del pas­sag­gio di pro­pri­età dell’azienda.
L’azienda ha illus­tra­to i pas­si che fino­ra han­no con­sen­ti­to il riavvio di tre linee di lam­i­na­toi nel sito di Piom­bi­no, con il reimpiego in media di 630 lavo­ra­tori a tem­po pieno. Per il pri­mo trimestre del 2019 è pre­vis­to inoltre un ulte­ri­ore aumen­to del­la pro­duzione di rotaie, barre e vergel­la a segui­to delle commesse rice­vute da Rfi e da altri sogget­ti, che per­me­t­terà entro il mese di mar­zo di aumentare anche il numero dei lavo­ra­tori reimp­ie­gati. È sta­to infine assi­cu­ra­to il rispet­to degli impeg­ni per nuovi inves­ti­men­ti sul sito e sul­la sicurez­za dei lavo­ra­tori, anche nell’ambito delle boni­fiche e del­la demolizione dei vec­chi impianti pre­sen­ti nell’area.
Il Vice Capo di Gabi­net­to Sor­i­al ha sot­to­lin­eato come sia sta­to “un incon­tro pos­i­ti­vo, in cui si è riscon­tra­to un avan­za­men­to dell’implementazione del piano indus­tri­ale, in par­ti­co­lare sul riavvio del sito di Piom­bi­no e sui liv­el­li occu­pazion­ali. Riguar­do agli inves­ti­men­ti — ha aggiun­to — sono a dis­po­sizione risorse già pre­viste nell’Accordo di Pro­gram­ma e des­ti­nate alla riqual­i­fi­cazione ambi­en­tale dell’area, diret­ta­mente cor­re­late agli inves­ti­men­ti che l’azienda si è impeg­na­ta a real­iz­zare”.
Un nuo­vo tavo­lo di mon­i­tor­ag­gio sul sito siderur­gi­co di Piom­bi­no è pre­vis­to entro la fine del prossi­mo mese di mag­gio.

Fim, Fiom, Uilm
Sì è con­clu­so da pochi minu­ti l’incontro pres­so il Min­is­tero alla pre­sen­za del­la direzione azien­dale, le isti­tuzioni fir­matarie dell’accordo di pro­gram­ma con le orga­niz­zazioni sin­da­cali per il mon­i­tor­ag­gio nel pri­mo semes­tre dell’attività JSW dopo il suben­tro nelle acciaierie di Piom­bi­no.
A tale propos­i­to per dare una imme­di­a­ta infor­mazione ai lavo­ra­tori ques­ta sera dalle 20 alle 21 si ter­rà una pri­ma assem­blea infor­ma­ti­va. Per tut­ti lavo­ra­tori esterni che potran­no parte­ci­pare, domani si ter­ran­no due assem­blee per il pri­mo il sec­on­do e il turno spez­za­to, dalle ore 10:00 alle ore 11:00 e dalle ore 16:00 alle ore 17:00, pres­so la Sala Elba in fab­bri­ca, già luo­go dei cor­si azien­dali.

Nei giorni avvenire i coor­di­na­tori saran­no disponi­bili pres­so il con­siglio di fab­bri­ca per fornire tutte le infor­mazioni, per quan­ti siano inter­es­sati.

Dichiarazione del seg­re­tario nazionale Fim Cisl  Vale­rio D’Alò e del Seg­re­tario Fim Cisl Livorno-Piom­bi­no Faus­to Fagi­oli
Si è appe­na con­clu­so l’incontro pres­so il Min­is­tero del­lo Svilup­po Eco­nom­i­co tra Afer­pi e le orga­niz­zazioni sin­da­cali, gli enti locali (Regione e Comune) e il Min­is­tero del Lavoro,  alla pre­sen­za del capo di gabi­net­to del MiSE Sor­i­al. Durante l’incontro l’azienda ha illus­tra­to il piano di avan­za­men­to dei lavori come pre­vis­to dall’accordo di pro­gram­ma siglato al MiSE lo scor­so  24 luglio  e dalle linee gui­da del busi­ness plan pre­sen­ta­to da Jin­dal.
Tra le note pos­i­tive abbi­amo reg­is­tra­to la riparten­za lo scor­so 28 agos­to del treno rotaie,  il 19 novem­bre il treno vergel­la, men­tre di quest’anno il 31 gen­naio la riparten­za del treno barre.
Con­tem­po­ranea­mente con­tin­ua il proces­so di inte­grazione nel­la con­trol­lante indi­ana, Jws Jin­dal, attra­ver­so la revi­sione dell’organizzazione inter­na, delle for­ni­ture, delle richi­este e rin­no­vo delle cer­ti­fi­cazioni, il dial­o­go con i cli­en­ti e la ria­per­tu­ra delle linee di cred­i­to.
È sta­to inoltre avvi­a­to lo stu­dio di fat­tibil­ità per la real­iz­zazione del­la nuo­va acciaieria che ren­derebbe il sito indipen­dente dall’approvvigionamento del semi­prodot­to.
Come Fim abbi­amo rib­a­di­to la neces­sità che l’avvio dei treni pos­sa reg­is­trare una con­ti­nu­ità pro­dut­ti­va derivante dall’aumento del portafoglio cli­en­ti. Abbi­amo inoltre chiesto di pot­er conoscere nel det­taglio l’utilizzo di parte dei 18 mil­ioni di euro pre­visti per gli inves­ti­men­ti sug­li impianti  e in che modal­ità, coin­vol­gen­do anche Regione e Comune, si pos­sa inter­venire sulle infra­strut­ture por­tu­ali.
Abbi­amo inoltre seg­nala­to al Min­is­tero come il Gov­er­no pos­sa agire sul cos­to dell’energia, vis­to lo stu­dio di fat­tibil­ità avvi­a­to sul­la acciaieria, men­tre al Min­is­tero del Lavoro abbi­amo chiesto il rifi­nanzi­a­men­to degli ammor­tiz­za­tori sociali.
Il Gov­er­no si è impeg­na­to a con­vo­care le par­ti, entro la metà di mag­gio per ver­i­fi­care l’avanzamento dei lavori e ha annun­ci­a­to la volon­tà di aprire un con­fron­to per val­utare la pos­si­bil­ità di prezzi agevolati sul cos­to dell’energia per le aziende ener­gi­vore.
In chiusura il Gov­er­no ha sot­to­lin­eato l’attenzione ver­so gli inves­ti­men­ti pre­visti: 18 mil­ioni per il risana­men­to ( 181/89) e 15 mil­ioni des­ti­nati alla tutela ambi­en­tale, men­tre sug­li ammor­tiz­za­tori si attende l’esito del­la com­mis­sione a segui­to dell’avvicendamento alla pres­i­den­za.
Su ques­ta verten­za è sta­to per­so fin trop­po tem­po c’è la neces­sità di accel­er­are dan­do final­mente sostan­za agli impeg­ni pre­si. Piom­bi­no deve tornare a colare acciaio e dare occu­pazione.

Asso­ci­azione Coor­di­na­men­to Art.1-Camping CIG
In occa­sione dell’ odier­no incon­tro tra azien­da, sin­da­cati e isti­tuzioni alcu­ni lavo­ra­tori han­no orga­niz­za­to un pre­sidio davan­ti al Min­is­tero. Era­no pre­sen­ti, in sol­i­da­ri­età con i lavo­ra­tori, Ste­fano Fassi­na (nel­la foto in alto a sin­is­tra, ndr), LEU, e Eliana Como,Oppo­sizione CGIL. I lavo­ra­tori, con cartel­li e mega­fono, han­no ricorda­to ai pre­sen­ti che a tutt’oggi non si sono visti seg­ni tan­gi­bili di  impeg­no  dell’ azien­da per inves­ti­men­ti che rilan­ci­no lo sta­bil­i­men­to di Piom­bi­no.

Oppo­sizione Cgil
L’incontro di ieri al Mise si è riv­e­la­to incon­clu­dente e delu­dente sot­to tut­ti i pun­ti di vista: sin­da­cale, politi­co e demo­c­ra­ti­co. Par­tendo dal pri­mo aspet­to tut­ti (sin­da­cati, azien­da, gov­er­no, Regione e Comune) incred­i­bil­mente sod­dis­fat­ti in quan­to para­dos­salmente si con­viene che Jin­dal -sep­pur con qualche dif­fi­coltà- sta rispet­tan­do il crono­pro­gram­ma pre­vis­to dal fan­tomati­co piano indus­tri­ale. Anzi, si prevede a breve (quan­do?) un inves­ti­men­to di 30 mil­ioni di euro sul treno rotaie (e il Tve e il Tmp?), l’aumento del­la forza lavoro in fab­bri­ca, l’idea di far costru­ire l’eventuale forno elet­tri­co pri­ma degli inves­ti­men­ti di 17 mil­ioni di euro per il ristrut­turazione dei tre treni attuali.
Come si con­cil­ia tut­to questo con la con­fer­ma del taglio del 30% del monte ore e la pos­si­bile ester­nal­iz­zazione del servizio di vig­i­lan­za (mag­a­ri pre­lu­dio ad ulte­ri­ori spez­za­ti­ni di repar­to)? L’azienda, con il gov­er­no con­sen­ziente, ha rib­a­di­to che si pren­derà tut­to il tem­po nec­es­sario cioè fino al 31 dicem­bre 2019 per decidere se costru­ire i/il forni/o elet­tri­co con gli even­tu­ali ulte­ri­ori due treni di lam­i­nazione. Il gov­er­no (assieme alla Regione) ha mes­so come uni­co palet­to la man­ca­ta erogazione di con­tribu­ti pub­bli­ci di 40 mil­ioni di euro in caso di man­cati inves­ti­men­ti. Ma se Jin­dal non farà gli inves­ti­men­ti pre­visti sarà total­mente dis­in­ter­es­sa­ta ai finanzi­a­men­ti pub­bli­ci dato che comunque 30 anni di con­ces­sioni por­tu­ali se li è già por­tati a casa. A fine mag­gio (casual­mente dopo le elezioni europee), nuo­vo pun­to del­la situ­azione e quin­di per tre mesi calerà di nuo­vo il silen­zio su Piom­bi­no e su Afer­pi.
In mer­i­to agli ammor­tiz­za­tori sociali due notizie entrambe poco con­for­t­an­ti. La pri­ma sul lun­go peri­o­do, in quan­to, in assen­za di volu­mi di lavoro con­sis­ten­ti, prob­a­bil­mente non baster­an­no a coprire il peri­o­do (pre­vis­to dal crono­pro­gram­ma dei lavori 2018–2023) i sol­di mes­si a dis­po­sizioni dal gov­er­no e dal­la Regione per le aree di crisi com­p­lessa: ci sono 117 mil­ioni, di cui 48 richi­esti dal­la Regione Toscana per Mas­sa, Livorno e Piom­bi­no. L’altra molto più a breve: il paga­men­to del­la cig del mese di feb­braio, da erog­a­re tramite l’azienda il 15 mar­zo, potrebbe slittare oltre tale data, per tut­ta una serie di prob­le­mi buro­crati­ci e di avvi­cen­da­men­to dei diri­gen­ti min­is­te­ri­ali andati in pen­sione in questi giorni.
Il fal­li­men­to del­la gior­na­ta si è com­ple­ta­to con il com­por­ta­men­to delle orga­niz­zazioni sin­da­cali Fiom, Fim e Uilm. Lode­v­ole eccezione quel­la dei diri­gen­ti dell’Ugl Met­al, i quali, scen­den­do per pri­mi, si sono fer­mati a par­lare con i 15 lavo­ra­tori arrivati da Piom­bi­no a protestare per­ché non si era con­sen­ti­to di parte­ci­pare alle RSU azien­dali e non si era pro­mossa alcu­na mobil­i­tazione. I rap­p­re­sen­tan­ti Fiom usci­ti dal por­tone prin­ci­pale si sono rifi­u­tati di par­lare con i lavo­ra­tori (qua­si tut­ti iscrit­ti alla Fiom!) dicen­do che avreb­bero dato le infor­mazioni solo in assem­blea e che la stes­sa sarebbe sta­ta indet­ta per le 20:00. Si è reso così di fat­to impos­si­bile alla qua­si total­ità dei lavo­ra­tori di venirne a conoscen­za, men­tre l’assemblea si pote­va e dove­va con­vo­care in anticipo, fin dai giorni prece­den­ti; si è in prat­i­ca reso impos­si­bile a molti di parte­ci­pare per la con­vo­cazione improvvisa­ta; si sono sci­en­te­mente tagliati fuori quan­ti parte­ci­pa­vano al pre­sidio con­vo­ca­to dal Camp­ing CIG e dall’Opposizione Cgil, i quali si era­no recati al Mise in treno a pro­prie spese e chiara­mente in treno non pote­vano fare in tem­po a rien­trare. Ulte­ri­ore bef­fa le due assem­blee pre­viste nel­la gior­na­ta del 20 sono state ris­er­vate solo a chi è a lavoro esclu­den­do così nuo­va­mente i cas­sain­te­grati: anco­ra una vol­ta, un com­por­ta­men­to anti­de­mo­c­ra­ti­co.
Come Oppo­sizione Cgil siamo estrema­mente delusi degli esi­ti dell’incontro min­is­te­ri­ale e siamo indig­nati dal tipo di rap­por­to che le orga­niz­zazioni sin­da­cali  Afer­pi stan­no tenen­do nei con­fron­ti dei lavo­ra­tori, qua­si che la loro pre­sen­za fos­se noci­va all’andamento del­la situ­azione, in par­ti­co­lare di quei lavo­ra­tori più sco­mo­di che con­trastano la nar­razione tossi­ca che azien­da, sin­da­cati, gov­er­no, Regione e Comune propinano. Nei prossi­mi giorni fare­mo sen­tire la nos­tra voce con un volan­ti­nag­gio alle portiner­ie chieden­do che anche i lavo­ra­tori si fac­ciano sen­tire in una verten­za che li coin­volge diret­ta­mente assieme alle loro famiglie e a un ter­ri­to­rio ostag­gio di una multi­nazionale inadem­pi­ente e un gov­er­no che ha deciso di igno­rare Piom­bi­no almeno fino alle prossime elezioni europee.
Vogliamo invece ringraziare di cuore alcu­ni com­pag­ni del PCL che han­no por­ta­to la loro sol­i­da­ri­età, assieme a Eliana Como, por­tav­oce nazionale dell’area Oppo­sizione Cgil, e a Ste­fano Fassi­na, par­la­mentare di Leu, il quale nei prossi­mi giorni pre­sen­terà una inter­rogazione par­la­mentare sul­la situ­azione Afer­pi.

Fim, Fiom, Uilm
Nel­la gior­na­ta di mart­edì 19 feb­braio 2019 si è svolto pres­so la sede del Min­is­tero del­lo svilup­po Eco­nom­i­co, l’incontro richiesto dalle orga­niz­zazioni sin­da­cali con la soci­età Afer­pi, con la pre­sen­za del Comune di Piom­bi­no, Regione Toscana e l’Autorità por­tuale.
L’incontro ave­va come obbi­et­ti­vo quel­lo di fare una pri­ma val­u­tazione rel­a­ti­va all’accordo di pro­gram­ma sot­to­scrit­to dall’azienda con le isti­tuzioni, nonché del ver­bale di riu­nione del 12 giug­no 2018 sot­to­scrit­to da Fim, Fiom e Uilm.
Per quan­to riguar­da le inizia­tive in atto Afer­pi ha inizia­to le opere di demolizione e a breve ver­ran­no val­u­tate le offerte di aziende spe­cial­iz­zate per quan­to riguar­da il pri­mo lot­to.
Così come sono state atti­vate delle linee di cred­i­to con impor­tan­ti isti­tu­ti di cred­i­to al fine di pot­er avere a dis­po­sizione un adegua­to “cir­colante”.
Per quan­to riguar­da la pro­duzione c’è da seg­nalare che per il mese di mar­zo è pre­vista la con­tes­tuale attiv­ità dei tre lam­i­na­toi con un impiego di cir­ca 1.000 tem­pi pieni equiv­alen­ti.
Men­tre sul piano degli inves­ti­men­ti, l’azienda ha dichiara­to che potrebbe dar cor­so alla real­iz­zazione in bre­vi tem­pi di un sis­tema di tem­pra per rotaie del val­ore pari a cir­ca 30 mil­ioni di euro.
Come orga­niz­zazioni sin­da­cali pur apprez­zan­do il lavoro fin qui real­iz­za­to dall’azienda, abbi­amo chiesto una accel­er­azione del piano degli inves­ti­men­ti così come pot­er meglio com­pren­dere le prime val­u­tazioni del piano di fat­tibil­ità nec­es­sario per la real­iz­zazione dei forni elet­tri­ci.
Inves­ti­men­to pre­vis­to per la real­iz­zazione del piano iniziale è con­dizione nec­es­saria per pot­er tornare a pro­durre acciaio.
Pro­duzione che potrebbe essere favorita da un prog­et­to riguardante tutte le attiv­ità logis­tiche attra­ver­so un ridis­eg­no delle aree che potreb­bero tra l’altro favorire l’inserimento di altre imp­rese del set­tore, anche come rispos­ta pos­i­ti­va sul piano occu­pazionale.
Rispet­to a ques­ta nos­tra richi­es­ta, si è reg­is­tra­ta la disponi­bil­ità sia del Gov­er­no che del­la Regione Toscana a val­utare tutte quelle con­dizioni che potreb­bero favorire la real­iz­zazione di forni elet­tri­ci in un con­testo di migliore via­bil­ità e di uti­liz­zo di tut­to l’ambito por­tuale.
Con­sideran­do i tem­pi di real­iz­zazione di questo piano, come orga­niz­zazioni sin­da­cali abbi­amo fat­to pre­sente la neces­sità del­la mes­sa a dis­po­sizione di adeguati ammor­tiz­za­tori sociali per accom­pa­gnare e sostenere il red­di­to dei lavo­ra­tori durante ques­ta lun­ga fase.
A fronte di ciò, si è deciso di aggiornare il con­fron­to per la metà del mese di mag­gio chieden­do ad Afer­pi una mag­giore con­cretez­za sul tema degli inves­ti­men­ti.

Coor­di­na­men­to Art. 1 Camp­ing CIG
Appren­di­amo dal­la stam­pa che l’ incon­tro al MISE del 19 feb­braio, tra azien­da Afer­pi, sin­da­cati e parte pub­bli­ca (ammin­is­trazioni locali e gov­er­no) è piaci­u­to a Gior­gio Sor­i­al (vice capo di gabi­net­to del gov­er­no attuale) sod­dis­fat­to in par­ti­co­lare per il riavvio del sito di Piom­bi­no e per i liv­el­li occu­pazion­ali rag­giun­ti. Qual­cuno ha ver­i­fi­ca­to il dato di 630 lavo­ra­tori imp­ie­gati a tem­po pieno? La nos­tra percezione quo­tid­i­ana, (non abbi­amo cer­to i dati di un uffi­cio per­son­ale), ci sug­gerisce un numero decisa­mente infe­ri­ore di lavo­ra­tori attivi e ci doman­di­amo come si può par­lare di incre­men­to quan­do l’ azien­da pro­cede alla riduzione fino al 30% delle maes­tranze pre­viste in numerose postazioni di lavoro.
A noi, l’ incon­tro non è piaci­u­to affat­to e ne ave­va­mo pre­vis­to l’ esi­to incon­sis­tente. Era sta­to fir­ma­to un accor­do di pro­gram­ma nel quale l’azienda con abil­ità (con­trari­a­mente alla parte pub­bli­ca) ave­va elar­gi­to promesse e/o ipote­si di svilup­po (mai pre­cisi impeg­ni), espresse sem­pre al con­dizionale e sub­or­di­nate ad aus­pi­ca­bili anda­men­ti favorevoli del mer­ca­to e dei prof­itti (la cosid­det­ta “fat­tibil­ità eco­nom­i­ca”); ave­va invece impos­to impeg­ni pre­cisi e per­en­tori per le con­ces­sioni di agevolazioni finanziarie (parec­chie decine di mil­ioni) e di CIG obbli­gan­ti la parte pub­bli­ca. Con un accor­do così strut­tura­to, l’ esi­to del­la cosid­det­ta “ver­i­fi­ca” del 19 feb­braio non pote­va che essere quel che è sta­to: tut­to appar­ente­mente bene per gli impeg­ni di parte azien­dale, inde­fin­i­ti e inver­i­fi­ca­bili per con­tenu­to e tem­pi; qualche imbaraz­zo di parte pub­bli­ca per quan­to ques­ta si era impeg­na­ta a fare, con un impor­tante pun­to inter­rog­a­ti­vo sug­li svilup­pi futuri del­la CIG.. Quin­di: nes­sun vero fat­to nuo­vo. Esi­to anal­o­go verosim­il­mente avrà anche la prossi­ma ver­i­fi­ca di mag­gio, per­ché, se ci si limi­ta a ver­i­fiche for­mali sul­la base delle dichiarazioni azien­dali, non c’è nul­la di ver­i­fi­ca­bile a cari­co dell’ azien­da. E non è det­to che qual­cosa ci sarà a fine 2019: la sca­den­za del cosid­det­to “Piano di Fat­tibil­ità” non è for­mal­mente per­en­to­ria e l’azienda potrebbe rin­viar­la a piaci­men­to.
Questo è il cap­ola­voro con cui Gov­er­no (prece­dente ed attuale) e ammin­is­trazioni locali han­no mes­so il cap­pio al col­lo dei lavo­ra­tori e del­la cit­tà, favoren­do un gio­co al rin­vio (a com­in­cia­re dai 18 mesi con­ces­si per la pre­sen­tazione del “piano di fat­tibil­ità”) che logo­ra impianti, mer­cati, lavo­ra­tori e tut­ta la cit­tà, che dovrebbe esercitare il suo dirit­to di prog­ettare il rilan­cio dell’economia, la bonifi­ca e l’utilizzo di nuove aree da lib­er­are per la diver­si­fi­cazione eco­nom­i­ca.
Occorre una svol­ta con­cettuale. Un Gov­er­no non può las­cia­re uno dei più impor­tati inse­di­a­men­ti indus­tri­ali del Paese espos­to all’ usura derivante da tat­tiche dila­to­rie; non può las­cia­re un’area di crisi com­p­lessa impan­tana­ta per i giochi plan­e­tari di una multi­nazionale. Al di là degli aspet­ti for­mali degli accor­di, (su cui un Gov­er­no può, se nec­es­sario, comunque tornare) occorre guardare al com­por­ta­men­to dell’ azien­da sul fronte del­la con­duzione conc­re­ta del­lo sta­bil­i­men­to. Non sono di buon aus­pi­cio i rispar­mi all’ osso sulle manuten­zioni di impianti ormai fatis­cen­ti, la recente riduzione del per­son­ale pre­vis­to per molte postazioni, la man­can­za di inves­ti­men­ti impor­tan­ti sui treni; il bisog­no di attac­car­si alla peri­colosa lam­i­nazione di acciai al piom­bo pur di far vedere che per qualche set­ti­mana i treni “gira­no”; l’ assen­za di seg­nali tan­gi­bili (in ter­mi­ni di con­sulen­ze, prog­et­ti, iter autor­iz­za­tivi etc) di impeg­no che riguar­di il colag­gio dell’ acciaio. Su questo il Gov­er­no deve esercitare una sorveg­lian­za sostanziale, anche con ver­i­fiche dirette in loco, pron­to a inter­venire se “si mena il can per l’ aia”.

Spir­i­to Libero per Piom­bi­no
Il 19 feb­braio si è svolto a Roma l’incontro tra i sin­da­cati, il Mise sen­za però il Min­istro Di Maio, la Regione Toscana ed il Comune di Piom­bi­no, ma, mal­gra­do i temi all’ordine del giorno e l’assenza di risposte sug­li stes­si, per gran parte delle forze politiche piom­bi­ne­si, di mag­gio­ran­za come di oppo­sizione, pare niente di grave stia succe­den­do e tut­to invece sia sot­to con­trol­lo. Vi sono cer­to ele­men­ti di pos­i­tiv­ità, come la pro­gram­ma­ta pro­duzione in con­tem­po­ranea a mar­zo dei tre treni di lam­i­nazione e l’annuncio dell’investimento di 30 mil­ioni sul treno rotaie, ma anche ele­men­ti di grande incertez­za e forte pre­oc­cu­pazione. L’azienda ha per­so cli­en­ti su vergel­la e barre dopo anni di inat­tiv­ità, sulle rotaie si è vista decur­ta­ta del 60% le commesse per RFI e non riesce a reperire facil­mente semi­prodot­ti dato che i suoi for­n­i­tori sono i suoi stes­si con­cor­ren­ti, con ciò deter­mi­nan­do con­ti eco­nomi­ci neg­a­tivi. Si legge di una ipote­si di sper­i­men­tazione di acciai al piom­bo, sen­za che anco­ra vi siano certezze sul­la sicurez­za per i lavo­ra­tori. Si ipo­tiz­za uno stop da parte del Gov­er­no agli incen­tivi alle imp­rese ener­gi­vore, come sarebbe Afer­pi se avesse il forno elet­tri­co, con l’abbandono nel 2020 degli stru­men­ti incen­ti­van­ti uti­liz­za­ti, cioè l’interconnetor e l’interrompibilità. Sug­li ammor­tiz­za­tori sociali l’azienda già ora è costret­ta ad antic­i­pare la Cig in dero­ga per una inadem­pien­za del Gov­er­no e rischier­e­mo di non avere risorse per il 2019 per­ché 114 mil­ioni pre­visti per tuta Italia non baster­an­no con­sid­er­a­to che solo la Toscana ne richiederà 48 e soprat­tut­to non è cer­to che rius­cire­mo a coprire tut­to il tem­po che inter­cor­rerà pri­ma del­la pro­duzione di acciaio col forno elet­tri­co. Questi ulti­mi due impeg­ni sono per­al­tro sta­ti assi­cu­rati all’azienda nell’accordo di pro­gram­ma dal Gov­er­no prece­dente che l’ha prepara­to e da quel­lo attuale che l’ha fir­ma­to. Si par­la anche di richi­este di incon­tri del­lo stes­so Jin­dal e di Nar­di al Min­istro Di Maio alle quali non viene data rispos­ta. Per questo abbi­amo pre­sen­ta­to, col nos­tro Capogrup­po Daniele Mas­sari, un ordine del giorno per impeg­nare il Sin­da­co a richiedere urgen­te­mente la con­vo­cazione del comi­ta­to esec­u­ti­vo dell’accordo di pro­gram­ma, cioè lo stru­men­to pre­vis­to per affrontare oper­a­ti­va­mente le tali ques­tioni. Spir­i­to Libero da anni crede forte­mente nel­la diver­si­fi­cazione e nel­lo svilup­po di tur­is­mo e pic­co­la e media impre­sa, ma questo non impedisce di avere una indus­tria che pro­duce in modo puli­to e lon­tano dal­la cit­tà, per­ché sen­za di ques­ta avrem­mo una cit­tà più povera ed aree da bonifi­care immense ed abban­do­nate. Anche qui, sfidi­amo mag­gio­ran­za ed oppo­sizioni a bat­tere un colpo.

 

 

Una risposta a “Ben scarsi i risultati dell’incontro al Ministero”

  1. Vincenzo says:

    Fat­tibil­ità eco­nom­i­ca” la definizione chi­ave, l’architrave su cui si regge il piano Jin­dal, su cui incan­ta ed illude isti­tuzioni e comu­ni cit­ta­di­ni. In questo i piom­bi­ne­si han­no col­pa, inca­paci come sono di non rius­cire a vedere oltre la fab­bri­ca. Vis­su­ti per innu­merevoli decen­ni col mito del pos­to ras­si­cu­rante e garan­ti­to den­tro uno sta­bil­i­men­to che pur ago­niz­zante dava da “man­gia­re” all’intera comu­nità. Comu­nità che non è cresci­u­ta, che si è com­por­ta­ta come i “bam­boc­cioni” che non vogliono las­cia­re la ras­si­cu­rante vita in famiglia, ci ritro­vi­amo adul­ti con una men­tal­ità infan­tile, pron­ti a credere alle balle spaziali che ci propinano pur di rimanere anco­rati al ras­si­cu­rante pas­sato che, aggiun­go, non ci sarà mai e mai più. Poi si decantano tan­to i forni elet­tri­ci, ma lo sapete che una fab­bri­ca la cui pro­duzione è basa­ta su ques­ta tipolo­gia di forni è per definizione “a singhioz­zo”: oggi mi serve tot ton­nel­late accen­do il forno, domani no? ten­go fer­mo il forno e man­do tut­ti a casa. Per­ciò piom­bi­ne­si bisogna fare uno sfor­zo e cer­care di diventare “adul­ti” e vedere oltre la fab­bri­ca, las­cia­r­la come si las­cia una madre ed intrapren­dere la vita indipen­dente da adul­ti che sì sarà dif­fi­cile e fati­cosa, ma con il gius­to cor­ag­gio per­me­t­terà a questo ter­ri­to­rio di ripren­der­si e ricostru­ire un tes­su­to sociale ed eco­nom­i­co oggi per­du­to.

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