Camping-CIG domanda, candidati rispondono

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PIOMBINO 23 mag­gio 2019 — Il Coor­di­na­men­to Art. 1 Camp­ing-CIG ha sot­to­pos­to  alcune inter­es­san­ti domande cen­trate sul­la crisi indus­tri­ale di Piom­bi­no e sulle prospet­tive per inver­tire la rot­ta del decli­no ai can­di­dati sin­daci di Piom­bi­no.
Pub­blichi­amo sot­to  le domande e le risposte per­venute. Nel caso in cui ci vengano fat­te per­venire dal Coor­di­na­men­to anche le risposte di Anna Tem­pes­ti­ni provved­er­e­mo ad inte­grare imme­di­ata­mente l’ar­ti­co­lo.

1) Aree di Crisi Com­p­lessa (AdCC) e Siti inquinati di Inter­esse Nazionale (SIN)
L’ espe­rien­za fat­ta con i vari Accor­di di Pro­gram­ma (AdP) sin’ora sti­lati per la Val di Cor­nia è scor­ag­giante, per incon­clu­den­za rispet­to alle inten­zioni for­mal­iz­zate (con parziale eccezione per il Por­to, purtrop­po ach’esso oggi “in stal­lo”) . Lo stes­so dicasi per l’ avvio delle boni­fiche del SIN di Piom­bi­no. E’ scon­cer­tante che non si sia pro­ce­du­to neanche alla bonifi­ca delle aree del SIN di com­pe­ten­za pub­bli­ca per le quali era­no già disponi­bili prog­et­ti (v. Cit­ta’ Futu­ra) e stanzi­a­men­ti finanziari (Cit­tà Futu­ra e dis­car­i­ca dei Pog­gio ai Ven­ti).
È sot­to gli occhi di tut­ti che occorre un cam­bio di pas­so sostanziale per la ges­tione di questi pro­ces­si ed una revi­sione degli stru­men­ti ammin­is­tra­tivi che li dovreb­bero gov­ernare, in par­ti­co­lar modo per quan­to riguar­da le AdCC ed i SIN.
1.Quali atteggia­men­ti, inizia­tive, stru­men­ti pen­sa sia pos­si­bile met­tere in cam­po (local­mente e/o su scala regionale e nazionale) per ren­dere piu’ effi­cace la ges­tione degli AdP, delle boni­fiche e in gen­erale l’ inter­ven­to del­la mano pub­bli­ca nelle AdCC e nei SIN ?

Fab­rizio Callaioli
Sino ad ora abbi­amo assis­ti­to ad una dialet­ti­ca sur­reale in cui le promesse in quan­to tali han­no avu­to un ruo­lo cen­trale. Ho sem­pre man­i­fes­ta­to il sospet­to che le promesse servis­sero a nar­co­tiz­zare il tes­su­to sociale piom­bi­nese più che a pre­sa­gire la real­iz­zazione dei prog­et­ti.
Gli AdP mi sono sem­pre sem­brati con­cepi­ti per essere fun­zion­ali a questo cli­ma di promesse e nar­co­tiz­zazioni più che ad una reale volon­tà di real­iz­zare le boni­fiche e creare le pre­messe per la riparten­za eco­nom­i­ca del ter­ri­to­rio.
Gli atteggia­men­ti da tenere sono quin­di quel­li che ho det­to in altre occa­sioni, ossia: smet­tere di essere con­cilianti con chi pro­pone prog­et­ti irre­al­iz­z­abili ed essere deb­ita­mente pres­san­ti in ordine alle pre­vi­sioni che invece rive­stireb­bero i con­no­tati del­la fat­tibil­ità.
Trop­po spes­so i nos­tri ammin­is­tra­tori si sono dimostrati com­pia­cen­ti e inca­paci di incalzare deb­ita­mente le autorità region­ali e nazion­ali com­pe­ten­ti. Sen­za indugia­re ad ipo­tiz­zare pos­si­bili ragioni elet­torali per tali ten­ten­na­men­ti, ciò che va det­to qui è che riten­go nec­es­sario chiedere sen­za mezzi ter­mi­ni tut­ti gli inter­ven­ti nec­es­sari per Piom­bi­no e denun­cia­re sev­era­mente le inadem­pien­ze del­la regione e del gov­er­no ogni vol­ta che non arriver­an­no risposte, così da obbli­gar­li ad occu­par­si del­la nos­tra situ­azione, pena l’esposizione alla crit­i­ca dell’elettorato, espo­sizione che invece mai è sta­ta provo­ca­ta nelle deb­ite mis­ure o a volte per niente.

Daniele Pasquinel­li
Gli Accor­di di Pro­gram­ma Quadro non han­no un’an­i­ma, di per sé non sono buoni o cat­tivi e sono val­utabili uni­ca­mente in base alla cop­er­tu­ra eco­nom­i­ca rel­a­ti­va agli obi­et­tivi che si pro­pon­gono di ottenere ed alle rel­a­tive clau­sole di garanzia. Poi ci sono le per­sone, gli enti, le com­pe­ten­ze attra­ver­so le quali si pre­sup­pone di attin­gere per arrivare al risul­ta­to pre­fis­sato. In sei anni (il pri­mo ADP per Piom­bi­no area di crisi indus­tri­ale com­p­lessa risale al 2013) il com­mis­sario stra­or­di­nario all’at­tuazione del­l’ADP Enri­co Rossi non è sta­to capace di spendere un cen­tes­i­mo; i com­mis­sari stra­or­di­nari ven­gono isti­tu­iti pro­prio per­ché i poteri com­mis­sar­i­ali dovreb­bero per­me­t­tere una più snel­la ed agev­ole attuazione degli stes­si, quin­di in man­can­za di risul­tati tan­gi­bili si deve par­lare di fal­li­men­to politi­co. Il mio obi­et­ti­vo sarà ottenere la nom­i­na di per­sone com­pe­ten­ti in tut­ti i ruoli chi­ave per l’at­tuazione del­l’ADP, met­ten­do da parte le nomine politiche fun­zion­ali sola­mente a coprire pas­sate respon­s­abil­ità e che antepon­gono il con­sen­so elet­torale all’in­ter­esse del­la cit­tà. Impos­si­bile negare il fat­to che le risorse pre­viste per la bonifi­ca del­l’area denom­i­na­ta Cit­tà Futu­ra e per la MISO del­la ex dis­car­i­ca di Pog­gio ai Ven­ti si è ten­ta­to in tut­ti i modi pos­si­bili di far­le uti­liz­zare da ASIU, sem­plice­mente per tam­ponare il disses­to finanziario del­l’azien­da parte­ci­pa­ta e ben sapen­do che un’ azien­da che si occu­pa di igiene urbana non ha il know how per fare boni­fiche, come pure la Port Author­i­ty, sogget­to al quale è sta­ta affi­da­ta suc­ces­si­va­mente la prog­et­tazione degli inter­ven­ti. Per quan­to riguar­da i 50 mil­ioni stanziati per le boni­fiche di parte pub­bli­ca, attual­mente affi­dati ad INVITALIA e che nel frat­tem­po sono diven­tati 16 a suon di prog­et­tazioni, sarà mia inten­zione chiedere che ven­ga rein­te­gra­ta la parte anda­ta per­sa in stu­di e prog­et­ti, e che parte di essa ven­ga stor­na­ta per la rimozione dei cumuli di scorie sver­sa­ti abu­si­va­mente. Anche per­ché sen­za pre­via rimozione dei cumuli, nes­suna oper­azione di MISO potrà essere mes­sa in opera.

Francesco Fer­rari
A parte il fat­to che tut­ti gli accor­di di pro­gram­ma fino­ra fir­mati van­no riv­isti e meglio anco­ra sos­ti­tu­iti da uno o due (è solo una ques­tione tec­ni­ca e ammin­is­tra­ti­va in rap­por­to alle dis­po­sizioni leg­isla­tive esisten­ti) che abbia come argo­men­to il risana­men­to ed il rilan­cio del­l’in­tera Val di Cor­nia, di cui il tema Afer­pi è una com­po­nente impor­tante ma non il tut­to, già nel­la fase tran­si­to­ria occorre intro­durre una mod­i­fi­ca agli accor­di di pro­gram­ma esisten­ti: inserire un arti­co­lo nel quale il Comune di Piom­bi­no diven­ta il coor­di­na­tore del­l’at­tuazione del­l’in­tero accor­do di pro­gram­ma e sta­bilire un finanzi­a­meno pub­bli­co da trasferire, a questo scopo, al Comune stes­so. E non si trat­ta di una prete­sa ille­git­ti­ma e spro­porzion­a­ta né dal pun­to di vista isti­tuzionale (dato che il prob­le­ma è nel ter­ri­to­rio di Piom­bi­no è gius­to che il Comune sia il pri­mo attore) né dal pun­to di vista finanziario (le azioni di sis­tema, così si chia­mano, sono inserite in ogni pro­gram­ma europeo). Ciò con­sente anche, e non è cosa di poco con­to, una ges­tione di ogni prob­le­ma a con­tat­to diret­to con la popo­lazione con parte­ci­pazione e con­trol­lo.

Ste­fano Fer­ri­ni
Occor­rono  azioni:
a) nom­inare cone com­mis­sario del­l’AdP il Sin­da­co di Piom­bi­no;
b) riu­nire il comi­ta­to esec­u­ti­vo del­l’AdP con caden­za fis­sa men­sile;
c) chiedere con­to ad Invi­talia dei fal­li­men­ti sin qui ottenu­ti sia sul­la ges­tione delle boni­fiche che sul­la rein­dus­tri­al­iz­zazione rifor­mu­lan­do in sede di comi­ta­to esec­u­ti­vo AdP nuo­vo crono­prgram­ma che preve­da per le boni­fiche nuo­vo prog­et­to con den­tro anche la rimozione dei cumuli.

2) Il mod­el­lo di svilup­po locale
Da molti anni a Piom­bi­no si par­la del­la neces­sità di uscire dal­la mono­cul­tura siderur­gi­ca per andare ver­so una diver­si­fi­cazione eco­nom­i­co-pro­dut­ti­va, ma non ci sono elab­o­razioni com­p­lessive ed esauri­en­ti sui modi per attuar­la,. Sen­za una visione d’insieme non si pos­sono gestire né le boni­fiche né la pro­gram­mazione urban­is­ti­ca e ven­gono meno i cri­teri di scelta dei pos­si­bili futuri inse­di­a­men­ti. Si rischia di accogliere tut­to cio’ che altri non vogliono o di allo­care attiv­ità che si osta­colano l’ un l’ altra. Un nuo­vo equi­lib­rio eco­nom­i­co e ter­ri­to­ri­ale tra i vari set­tori dovrebbe sal­va­guardare occu­pazione e e ambi­ente.
2.Può indi­car­ci som­mari­a­mente (anche even­tual­mente alle­gan­do o riman­dan­do a doc­u­men­ti pro­gram­mati­ci), la sua visione d’insieme dei nuovi equi­lib­ri da costru­ire per un futuro prat­i­ca­bile di rilan­cio eco­nom­i­co delle nos­tre zone?

Fab­rizio Callaioli
La diver­si­fi­cazione è una dinam­i­ca eco­nom­i­co pro­gram­mat­i­ca da attuare tenen­do a mente in prim­is la neces­sità di evitare il pas­sag­gio da una mono­cul­tura ad un’altra.
Quin­di non è con­cepi­bile, né prat­i­ca­bile, pas­sare dal­la mono­cul­tura indus­tri­ale a quel­la tur­is­ti­ca o peg­gio anco­ra dei rifiu­ti.
È nec­es­sario pri­ma di tut­to diver­si­fi­care il man­i­fat­turiero e questo è prat­i­ca­bile attra­ver­so la real­iz­zazione delle boni­fiche e delle dis­mis­sioni, con la lib­er­azione di spazi immen­si e capaci di ospitare l’insediamento di nuove indus­trie, che mag­a­ri si carat­ter­izzi­no per una pro­duzione col­le­ga­ta ai semi prodot­ti dei lam­i­na­toi. Quel­la che si dice “fil­iera cor­ta”.
La real­iz­zazione delle boni­fiche deve essere accom­pa­g­na­ta da una pro­gram­mazione com­p­lessi­va di tut­to il ter­ri­to­rio per creare sin­ergie e soprat­tut­to com­pat­i­bil­ità ter­ri­to­ri­ali e ambi­en­tali, onde evitare le con­cezioni a mac­chia di leop­ar­do che fino ad ora han­no purtrop­po carat­ter­iz­za­to il nos­tro ter­ri­to­rio. Ne è un triste esem­pio la prog­et­tazione del polo dei rifiu­ti.
Nel pro­gram­ma del PRC è spie­ga­to più dif­fusa­mente l’idea di tur­is­mo che abbi­amo, la val­oriz­zazione dell’agricoltura in cui cre­di­amo e le strate­gie che rite­ni­amo nec­es­sarie per far par­tire final­mente un por­to dalle immense poten­zial­ità nonché per riac­quisire traf­fi­ci che ulti­ma­mente sono sta­ti per­du­ti.

Daniele Pasquinel­li
Anz­i­tut­to occorre avere una visione organ­i­ca e di lun­go peri­o­do del ter­ri­to­rio che vogliamo, den­tro la quale inves­ti­men­ti pub­bli­ci e pri­vati si inte­gra­no e con­cor­rono a real­iz­zare i nos­tri obi­et­tivi, ma occorre anche avere ben chiaro quali sono i palet­ti, quali sono i vin­coli ai quali non si può asso­lu­ta­mente derog­a­re. Nes­suna attiv­ità che pos­sa com­portare un ris­chio per la salute dei cit­ta­di­ni o anche solo una situ­azione di incertez­za tro­verà mai pos­to nei nos­tri piani di svilup­po eco­nom­i­co. Così come non ci sarà mai pos­to per qual­si­asi tipo di mono­cul­tura eco­nom­i­ca che tornerebbe a legare le sor­ti del ter­ri­to­rio alle impreved­i­bili oscil­lazioni dei mer­cati o, ancor peg­gio, alla volon­tà di una sin­go­la azien­da di inve­stire nel nos­tro ter­ri­to­rio. Per noi il tem­po del­la cit­tà-azien­da è fini­to, per noi il tem­po in cui le scelte piani­fi­ca­to­rie era­no figlie di inter­es­si pri­vati e non di quel­li gen­er­ali è fini­to, per noi qual­si­asi inves­ti­men­to pri­va­to sarà ben accet­to, e dunque sostenu­to, nel lim­ite in cui con­cor­rerà a real­iz­zare la piani­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale che la Polit­i­ca ha scel­to. Vogliamo una diver­si­fi­cazione eco­nom­i­ca reale, non la soli­ta vuo­ta enun­ci­azione di prin­ci­pio che fino ad oggi ha riem­pi­to la boc­ca di chi ci ha ammin­is­tra­to, che guar­di con­vin­ta­mente a set­tori mai val­oriz­za­ti come il tur­is­mo, la cul­tura, l’a­gri­coltura, il com­mer­cio e la pic­co­la e media impre­sa in gen­erale, la cantieris­ti­ca navale, le bellezze nat­u­ral­is­tiche come l’oasi del WWF e non ulti­ma la por­tu­al­ità con tut­to il suo indot­to. Set­tori eco­nomi­ci che trop­po spes­so ven­gono con­cepi­ti come fra loro scol­le­gati, ma che noi sap­pi­amo essere inti­ma­mente legati e sin­er­gi­ci fra di loro. Comunque vada la siderur­gia non darà più 4.000 posti di lavoro e ques­ta ormai deve essere una pre­sa d’at­to, riv­ol­gere atten­zioni ed energie altrove non è più una scelta; det­to questo siamo con­sapevoli che la pre­sen­za del­l’in­dus­tria in questo ter­ri­to­rio deve essere con­vin­ta­mente dife­sa, sia per­ché sarebbe impos­si­bile reimp­ie­gare in tem­pi sosteni­bili migli­a­ia di addet­ti, sia per­ché diret­ta­mente col­le­ga­ta alla bonifi­ca di parte pri­va­ta che inter­es­sa tutte quelle aree lim­itrofe al cen­tro abi­ta­to ed al por­to. Siamo tut­tavia con­sapevoli che tutte le ques­tioni iner­en­ti la rein­dus­tri­al­iz­zazione e la bonifi­ca del SIN, così come l’in­fra­strut­turazione del ter­ri­to­rio e del por­to, abbrac­ciano una sfera di com­pe­ten­za sovra­co­mu­nale, quin­di ci impeg­ner­e­mo ad aprire un per­cor­so di fat­ti­va col­lab­o­razione con tutte le isti­tuzioni sovra­or­di­nate, ben sapen­do che l’am­min­is­trazione comu­nale ha in mano i poteri e le com­pe­ten­ze per svol­gere una parte impor­tante di questo lavoro e su queste con­cen­tr­ere­mo le nos­tre energie. Vivi­amo in un ter­ri­to­rio vas­to e ric­co di poten­zial­ità inespresse che com­prende due impor­tan­ti frazioni come Pop­u­lo­nia, nat­u­rale por­ta di acces­so al gol­fo di Barat­ti, e Riotor­to, frazione che atti­ra pre­sen­ze tur­is­tiche con numeri di tut­to rilie­vo, che mer­i­tano di essere val­oriz­zate e con­cepite come parte inte­grante di un uni­co comune. Abbi­amo un’este­sa area a vocazione agri­co­la che deve essere riscop­er­ta ed assis­ti­ta con tut­ti i servizi che il Comune può offrire. Non ci dimen­ticher­e­mo delle per­iferie per­ché i loro abi­tan­ti han­no pari dig­nità rispet­to agli altri cit­ta­di­ni e non per­me­t­ter­e­mo più che realtà come la bor­ga­ta Pogget­to Cotone e Col­ma­ta deb­bano subire i dis­a­gi di scelte pro­gram­matiche che li rel­egano di fat­to a zone urbane di serie B. Piom­bi­no e la Val di Cor­nia han­no alle spalle 3.500 anni di sto­ria ed un pat­ri­mo­nio stori­co cul­tur­ale che può riva­leg­gia­re con quel­lo di realtà ben più conosciute e che può essere il volano di svilup­po di un tur­is­mo desta­gion­al­iz­za­to che vada oltre quel­lo pret­ta­mente bal­n­eare. Anche il mer­ca­to del tur­is­mo si sta glob­al­iz­zan­do e per essere com­pet­i­tivi in questo set­tore occorre ampli­are l’of­fer­ta col­le­gan­do i siti di inter­esse stori­co in un ter­ri­to­rio sem­pre più vas­to e non guardan­do ai con­fi­ni ammin­is­tra­tivi, ma a quel­li che i lega­mi stori­ci richiedono. Per fare questo van­no messe in cam­po politiche sovra­co­mu­nali che guardi­no oltre la Val di Cor­nia, cosa che le pas­sate ammin­is­trazioni non sono state in gra­do di fare nonos­tante il mono­col­ore politi­co di ques­ta parte del­la Toscana, noi pos­si­amo far­lo per il sem­plice fat­to che l’in­ter­esse del­la cit­tad­i­nan­za viene pri­ma di quel­lo del­la nos­tra forza polit­i­ca di apparte­nen­za.
La prossi­ma ammin­is­trazione, appe­na inse­di­a­ta, si tro­verà in mano la grande oppor­tu­nità di scri­vere il nuo­vo Piano Oper­a­ti­vo, a nes­suno sarà pas­sato inosser­va­to il fat­to che oggi paghi­amo pesan­te­mente il con­to di scelte pro­gram­matiche dis­cutibili fat­te decen­ni or sono. Le scelte urban­is­tiche del­la prossi­ma ammin­is­trazione vin­col­er­an­no indelebil­mente il futuro del ter­ri­to­rio e noi abbi­amo un’idea di svilup­po fat­ta di scelte con­crete e sosteni­bili. Per fare questo ci affider­e­mo alle migliori risorse umane che questo ter­ri­to­rio può offrire, col­lab­o­ran­do con tut­ti gli espo­nen­ti del­la soci­età civile che si sono dis­tin­ti nel pro­prio set­tore di apparte­nen­za e mai affi­dan­do ruoli api­cali a rici­clati del­la polit­i­ca. Il tem­po delle spec­u­lazioni fun­zion­ali sola­mente a riem­pire le tasche di qualche scal­tro impren­di­tore, il tem­po delle svolte epocali fun­zion­ali sola­mente a far crescere il con­sen­so in prossim­ità delle elezioni con noi è fini­to. Con noi finirà il tem­po delle scelte calate dal­l’al­to, vogliamo ammin­is­trare questo Comune nel­la mas­si­ma trasparen­za e con­div­i­den­do le scelte con la cit­tad­i­nan­za, con le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, con i sin­da­cati, con il tes­su­to asso­cia­ti­vo, per­ché chi vince le elezioni non diven­ta il padrone del Comune, ma riceve una del­e­ga per ammin­is­trare pro tem­pore tut­ti i cit­ta­di­ni, sia quel­li che ci avran­no vota­to che gli altri. Nes­sun cam­bi­a­men­to sarà mai pos­si­bile sen­za la parte­ci­pazione ed il coin­vol­gi­men­to del­la cit­tad­i­nan­za, sen­za che ognuno di noi torni a sen­tir­si parte di una comu­nità.
Per il pro­gram­ma inte­grale:http://www.movimento5stellepiombino.it/danielepasquinellisindaco/?fbclid=IwAR1wQEkUwxg6AIX9RXFFB8I9Is1oArHfIH5WwY6E05ju27zDfGo6NJYd0Ig

Francesco Fer­rari
Un nuo­vo svilup­po non può non richia­mar­si a set­tori eco­nomi­ci a cui la Val di Cor­nia è voca­ta (agri­coltura, tur­is­mo, indus­tria, por­to, per fare alcu­ni esem­pi) ma lo deve fare intro­ducen­do ele­men­ti di moder­nità dai quali non si può pre­scindere: agri­coltura di qual­ità lun­go le fil­iere già affer­mate profi­cua­mente, tur­is­mo attra­ver­so la dotazione di servizi ed in inte­grazione con la stes­sa agri­coltura di qual­ità e con i beni cul­tur­ali, indus­tria con il mar­chio del­la eco­com­pat­i­bil­ità e del­l’in­no­vazione tec­no­log­i­ca intrin­se­ca­mente legate, infra­strut­ture por­tu­ali ma inte­grate con quelle fer­roviarie e stradali. E il tut­to lega­to da infra­strut­ture imma­te­ri­ali oggi inesisten­ti. Dal pun­to di vista degli stru­men­ti ammin­is­tra­tivi un accor­do di pro­gram­ma inte­gra­to e sos­ti­tu­ti­vo di quel­li esisten­ti, un nuo­vo piano strut­turale di tut­ta la Val di Cor­nia che non sia l’assem­blag­gio dei desider­a­ta di ogni sin­go­lo Comune e soprat­tut­to alcune scelte di pri­or­ità sulle quali far con­verg­ere gli inves­ti­men­ti pub­bli­ci di ogni liv­el­lo in un arco tem­po­rale dato e pre­cisato: infra­strut­ture e boni­fiche sono le due pri­or­ità per ren­dere appetibile il ter­ri­to­rio ad inves­ti­men­ti com­pat­i­bili con il quadro così delin­eato dal pub­bli­co.

Ste­fano Fer­ri­ni
Allego schede:
+Svilup­po,
+Diver­si­fi­vazione.

3) Accor­do di Pro­gram­ma JSW- Parte Pub­bli­ca (P.P.)
L’ AdP del giug­no 2018 non prevede veri vin­coli crono­logi­ci e impeg­ni pre­cisi per gli inves­ti­men­ti che JSW dovrebbe real­iz­zare, né penali in caso di inadem­pien­za. Anche la nota sca­den­za di 18 mesi per la val­u­tazione di fat­tibil­ità degli inves­ti­men­ti per la pro­duzione di acciaio non è tas­sati­va: l’ Azien­da potrebbe dilazionare le risposte o non con­fer­mare gli impeg­ni , cau­san­do ulte­ri­ore perdi­ta di mer­ca­to oltre che un pesante osta­co­lo alla pro­gram­mazione pub­bli­ca per l’assetto del ter­ri­to­rio e per lo svilup­po eco­nom­i­co.
3.Quali atteggia­men­ti, inizia­tive, stru­men­ti pen­sa sia pos­si­bile met­tere in cam­po per­ché JSW adegui i suoi com­por­ta­men­ti alle neces­sità del­la P.P. di pro­cedere alla pro­gram­mazione urban­is­ti­ca ed eco­nom­i­ca ?

Fab­rizio Callaioli
Ho denun­ci­a­to altre volte l’assenza di vin­coli strin­gen­ti nell’AdP.
Di sicuro sarebbe indis­pens­abile non indul­gere alle richi­este “ad azien­dam” che potreb­bero provenire dal­la soci­età e, in parte stan­no già arrivan­do, sen­za riscon­tri pre­cisi e ras­si­cu­ran­ti.
In sec­on­do luo­go, resterà essen­ziale agire nei con­fron­ti del gov­er­no affinché operi sia con un’azione di pres­sione nei con­fron­ti di JSW, sia con una pro­gram­mazione che preve­da l’intervento diret­to del­lo Sta­to in caso di man­canze da parte dell’imprenditore.

Daniele Pasquinel­li
Inutile negare che il nuo­vo ADP non pone vin­coli con­creti a JSW, quin­di su quel fronte l’azione di con­trol­lo deve essere deman­da­ta al MISE. Tut­tavia è mia inten­zione fare sì che l’Am­min­is­trazione Comu­nale ed il Sin­da­co di Piom­bi­no abbiano un ruo­lo atti­vo e par­i­tario nei rap­por­ti con la pro­pri­età del­l’azien­da. Qual­si­asi neces­sità di carat­tere urban­is­ti­co ed autor­iz­za­ti­vo che com­pe­ta al Comune non potrà essere deman­da­ta ad enti di liv­el­lo supe­ri­ore (impianto per la tem­pra docet), il mantra delle pas­sate ammin­is­trazioni sec­on­do il quale bisogna con­cedere tut­to per non fornire ali­bi deve essere decisa­mente accan­to­na­to. La pro­gram­mazione ter­ri­to­ri­ale com­pete al Comune e qual­si­asi mod­i­fi­ca degli stru­men­ti comu­nali vigen­ti dovrà essere nec­es­sari­a­mente dis­cus­sa con il Sin­da­co, anche dietro nuove garanzie sug­li inves­ti­men­ti pre­visti dal piano indus­tri­ale di JSW. Recen­te­mente l’azien­da ha pre­sen­ta­to il piano per le demolizioni, il mio obi­et­ti­vo sarà quel­lo di pre­tendere che ven­ga data pri­or­ità a quegli impianti la cui pre­sen­za rap­p­re­sen­ta un peri­co­lo per la salute (amianto).

Francesco Fer­rari
Una pri­or­ità su tutte: il giorno dopo l’inse­di­a­men­to del nuo­vo gov­er­no del­la cit­tà richiedere subito, e se nec­es­sario con­vo­care, una riu­nione di tut­ti i fir­matari degli accor­di di pro­gram­ma nel­la quale dichiarare esplici­ta­mente che gli accor­di van­no riv­isti, che il Comune ne vuole essere il coor­di­na­tore, che gli impeg­ni pub­bli­ci e pri­vati che in essi sono sta­ti o saran­no scrit­ti deb­bono essere sca­den­za­ti pre­cisa­mente attra­ver­so un pre­ciso crono­pro­gram­ma e che gli accor­di non pos­sono essere pro­to­col­li d’in­te­sa politi­ci ma veri accor­di di pro­gram­ma che impeg­nano tut­ti in ogni det­taglio.

Ste­fano Fer­ri­ni
Occore riu­nire imme­di­ate­mantre il comi­ta­to esec­u­ti­vo del­l’AdP per chia­mare tut­ti i sogget­ti fir­matari al rispet­to degli impeg­ni pre­si, fis­san­do un crono­pro­gram­ma vin­colante delle rispet­tive azioni, com­p­rese quin­di qeulle di JSW.

4) Trasparen­za e parte­ci­pazione
A tutt’oggi la col­let­tiv­ità Piom­bi­nese non ha potu­to pren­dere visione (ammes­so che esista) di un vero Piano Indus­tri­ale per il futuro del mag­giore com­p­lesso siderur­gi­co; non sa come saran­no imp­ie­gate le aree su cui sor­gono i vec­chi impianti del­la “area a cal­do” ; non sa se ci saran­no forni elet­tri­ci e dove even­tual­mente sorg­er­an­no ; non sa come ver­ran­no gesti­ti i rifiu­ti siderur­gi­ci; non sa quali aree del Por­to di Piom­bi­no saran­no “opzion­abili” da parte di JWS. La col­let­tiv­ità di Piom­bi­no e del­la Val di Cor­nia è defrau­da­ta del­la pos­si­bil­ità di parte­ci­pazione atti­va alla dis­cus­sione sul futuro del pro­prio ter­ri­to­rio. A nos­tro avvi­so si trat­ta di una grave restrizione del­la sovran­ità popo­lare.
4.1Quali atteggia­men­ti, inizia­tive, stru­men­ti pen­sa sia pos­si­bile met­tere in cam­po per ren­dere traspar­ente e parte­ci­pa­to il proces­so di pro­gram­mazione ter­ri­to­ri­ale ai fini di un futuro asset­to urban­is­ti­co e di uno svilup­po eco­nom­i­co diver­si­fi­ca­to?

Fab­rizio Callaioli
Nel caso in cui io sia il sin­da­co di Piom­bi­no, mi impeg­no a dialog­a­re con i cit­ta­di­ni, sia nelle solite sedi dei quartieri, sia esam­i­nan­do atten­ta­mente even­tu­ali osser­vazioni agli stru­men­ti urban­is­ti­ci, sia in altre even­tu­ali occa­sioni. Soprat­tut­to, mi impeg­no a non ten­er nascoste tutte le infor­mazioni che potreb­bero essere a dis­po­sizione dell’amministrazione.

Daniele Pasquinel­li
Abbi­amo elab­o­ra­to un pro­gram­ma elet­torale di 50 pagine, pro­prio per­ché il rap­por­to fra un can­dida­to Sin­da­co, la forza polit­i­ca che rap­p­re­sen­ta e la cit­tad­i­nan­za deve essere ben chiaro pri­ma del voto. In ogni caso la nuo­va Ammin­is­trazione avrà imme­di­ata­mente l’onere e l’onore di elab­o­rare alcu­ni stru­men­ti urban­is­ti­ci fon­da­men­tali per lo svilup­po ter­ri­to­ri­ale dei prossi­mi 10 anni, come il Piano Strut­turale d’Area ed il Piano Oper­a­ti­vo. La LR 65 già prevede l’ob­bli­go di per­cor­si parte­ci­pati con la cit­tad­i­nan­za, ma sarà mia pre­mu­ra far sì che tali per­cor­si siano con­creti e non pure for­mal­ità. Gli stru­men­ti da met­tere in cam­po saran­no cam­pagne di ascolto riv­olte a tut­ti i por­ta­tori di inter­esse (asso­ci­azioni, sin­da­cati, asso­ci­azioni di cat­e­go­ria), assem­blee pub­bliche di dis­cus­sione, ma soprat­tut­to con il coin­vol­gi­men­to di tut­to il Con­siglio Comu­nale in quan­to organo di rap­p­re­sen­tan­za del­la cit­tà intera e quin­di con ampio coin­vol­gi­men­to anche dei grup­pi di oppo­sizione.

Francesco Fer­rari
Il rilan­cio del­la Val di Cor­nia non può prescidere da con­di­vi­sione e parte­ci­pazione che deb­bono coin­vol­gere tut­ti i cor­pi inter­me­di ma non solo essi. Anche chi non è rap­p­re­sen­ta­to da essi ha il dirit­to di dire la sua e parte­ci­pare alle scelte. Del resto la parte­ci­pazione è l’u­ni­co modo per unire una comu­nità in uno sfor­zo dif­fi­cilis­si­mo, inutile negar­lo. Non ci deve essere nem­meno il sospet­to del­l’ar­ro­gan­za, modal­ità che invece negli ulti­mi quindi­ci anni l’ha fat­ta da padrone nel­la Val di Cor­nia, minan­do così alla base la sua rinasci­ta che richiede piut­tosto dis­cus­sione aper­ta e coral­ità.

Ste­fano Fer­ri­ni
In sede di vari­ante al Piano Strut­turale d’Area imple­mentare i per­cor­si parte­ci­pati pre­visti anche per legge coin­vol­gen­do cit­ta­di­ni e por­ta­tori di inter­esse.

4.2E’ d’ accor­do sul ren­dere pub­bli­ci tut­ti gli alle­gati men­zionati nel­la schema di accor­do di cui alla DRT n. 807 del 16/07/2018 ed in par­ti­co­lare il “piano indus­tri­ale” di JSW e la map­pa delle aree por­tu­ali men­zion­a­ta come “planime­tria alle­ga­ta sub C” (da cui si deducono le aree por­tu­ali “opzion­abili” da JSW)?

Fab­rizio Callaioli
Asso­lu­ta­mente si. Ovvi­a­mente per tut­to ciò che riguar­da l’uso del ter­ri­to­rio o che comunque riguar­di gli inter­es­si del­la comu­nità, con eccezione quin­di dei seg­reti indus­tri­ali di cui il sin­da­co non può dis­porre.

Daniele Pasquinel­li
Sì.

Francesco Fer­rari
Nat­u­ral­mente sì. Colpev­ole non aver­li resi pub­bli­ci.

Ste­fano Fer­ri­ni
Al net­to di infor­mazioni che potreb­bero avere un carat­tere ris­er­va­to e per­tan­to portare noc­u­men­to all’azien­da per­ché dati sen­si­bili e pro­tet­ti per legge, sì.

4.3E’ d’accordo a ren­der pub­bli­ci tut­ti ver­bali delle riu­nioni dei “tavoli” rel­a­tivi agli Accor­di di Pro­gram­ma che riguardano i ter­ri­tori di Piom­bi­no e del­la Val di Cor­nia dali’inizio del 2014 ad oggi?

Fab­rizio Callaioli
Sì.

Daniele Pasquinel­li
Sì.

Francesco Fer­rari
Nat­u­ral­mente sì. Colpev­ole non aver­li resi pub­bli­ci.

Ste­fano Fer­ri­ni
Al net­to di infor­mazioni che pro­treb­bero avere un carat­tere ris­er­va­to e per­tan­to portare noc­u­men­to all’azien­da per­ché dati sen­si­bili e pro­tet­ti per legge, sì.

5) Il futuro del­la siderur­gia locale
Nei con­fron­ti del­la siderur­gia l’ opin­ione pub­bli­ca locale mostra un ven­taglio di opin­ioni che oscil­la tra due estre­mi: da una parte la con­fer­ma iden­ti­taria del­la natu­ra siderur­gi­ca del­la zona, sen­za riguar­do per le altre pos­si­bil­ità di svilup­po; dall’ altra l’ aus­pi­cio del­la chiusura defin­i­ti­va delle ex acciaierie per dar spazio ad altre attiv­ità piu’ “leg­gere”, a minor impat­to ambi­en­tale, in prim­is il tur­is­mo.
5.1Ritiene utile che Comune e Regione si fac­ciano pro­mo­tori di un con­veg­no di alto pro­fi­lo per con­tribuire alla elab­o­razione di linee gui­da per una polit­i­ca siderur­gi­ca nazionale?

Fab­rizio Callaioli
Asso­lu­ta­mente si, lo sosten­go da tem­po.

Daniele Pasquinel­li
Sì.

Francesco Fer­rari
Sì, si ammin­is­tra un Comune facen­do­lo essere pre­sente, anche cul­tural­mente, nelle più avan­zate eleab­o­razioni nazion­ali e, nel caso speci­fi­co, europee. Il provin­cial­is­mo è uno dei peg­giori mali che si pos­sono colti­vare così come propalare retori­ca­mente l’il­lu­sione di essere l’ombel­li­co del mon­do sen­za stu­di­are e ten­er pre­sen­ti i con­testi nazion­ali ed europei in cui si opera. Per ren­dere più forte l’e­lab­o­razione locale non per affos­sar­la.

Ste­fano Fer­ri­ni
Sì, Piom­bi­no deve far­si pro­mo­tore di questo.

5.2Ritiene nec­es­sario che a Piom­bi­no si con­tinui a colare acciaio?

Fab­rizio Callaioli
Colare acciaio è sicu­ra­mente impor­tante non solo per far ripar­tire la fab­bri­ca, ma anche per ren­dere più eco­nom­i­ca la lavo­razione dei lam­i­na­toi, che vicev­er­sa, sen­za un ciclo inte­grale rischi­ano di diventare una dis­ec­ono­mia.

Daniele Pasquinel­li
Non in asso­lu­to. Sarà nec­es­sario solo se ciò con­sen­tirà il man­ten­i­men­to degli attuali liv­el­li occu­pazion­ali del­la siderur­gia, ma le strate­gie delle multi­nazion­ali come JSW sono figlie di logiche che sfug­gono ad un’anal­isi locale del fenom­e­no. Ad oggi l’u­ni­ca strate­gia pen­sa­ta per obbli­gare le varie pro­pri­età ad inve­stire è sta­ta quel­la di promet­tere sol­di pub­bli­ci sen­za neanche chiedere garanzie sug­li inves­ti­men­ti, ma anche questo non è ogget­ti­va­mente servi­to a niente. Un Sin­da­co deve lavo­rare al fine di ren­dere con­ve­niente inve­stire sul pro­prio ter­ri­to­rio, quin­di pro­muo­vere il com­ple­ta­men­to del­la 398 fino al por­to, come pure la pen­e­trazione fer­roviaria fino alle ban­chine, deve ricer­care e pro­muo­vere quelle poten­ziali sin­ergie fra le aziende locali (come in pas­sato si ten­tò di fare fra Luc­chi­ni e Mag­o­na), in asso­lu­to deve val­oriz­zare le poten­zial­ità del ter­ri­to­rio, ad esem­pio far diventare il por­to di Piom­bi­no il col­let­tore ital­iano per il rot­tame di qual­ità sarebbe un van­tag­gio sia per AFERPI che per tutte la acciaierie elet­triche ital­iane.

Francesco Fer­rari
È cer­ta­mente oppor­tuno tenere pre­sente conc­re­ta­mente ques­ta prospet­ti­va ma non sen­za con­dizioni. Le con­dizioni sono legate alla pos­si­bil­ità che lo si fac­cia in modo eco­com­pat­i­bile, il che vuol dire lon­tano dal­la cit­tà e con le migliori tec­nolo­gie disponi­bili.

Ste­fano Fer­ri­ni
Sì, altri­men­ti lo sta­bil­i­men­to, dati gli alti costi di acquia­to dei semi­prodot­ti, non può reg­gere.

5.3Cosa pen­sa dell’ ipote­si di favorire lo svilup­po di una set­tore locale di pic­co­la e media impre­sa, a tipo “fil­iera cor­ta”, per la lavo­razione dei prodot­ti siderur­gi­ci prove­ni­en­ti dagli sta­bil­i­men­ti del­la zona?

Fab­rizio Callaioli
L’ho det­to sopra e lo vado dicen­do da anni: favorire l’insediamento di aziende in fil­iera cor­ta con i lam­i­na­toi è una delle migliori opzioni del­la diver­si­fi­cazione indus­tri­ale.

Daniele Pasquinel­li
Sono asso­lu­ta­mente favorev­ole, accor­cian­do la fil­iera si abbat­tono sen­si­bil­mente i costi di trasporto e si tutela l’am­bi­ente, oltre­tut­to la siderur­gia final­iz­za­ta a pro­duzioni a bassis­si­mo val­ore aggiun­to (barre, vergel­la) non regge più la con­cor­ren­za dei pae­si emer­gen­ti. Solo allun­gan­do la fil­iera si rag­giun­gono dei mar­gi­ni oper­a­tivi lor­di tali da riparare le aziende ital­iane dalle oscil­lazioni dei mer­cati.

Francesco Fer­rari
Ipote­si da prati­care ma non cer­ta­mente fer­man­dosi alla decla­mazione. I prob­le­mi pri­or­i­tari da risol­vere sono quel­li, sopra se ne è già par­la­to, indis­pens­abili per creare le con­dizioni per facil­itare sim­ili inves­ti­men­ti in Val di Cor­nia: le infra­strut­ture e le boni­fiche. La fun­zione delle isti­tuzioni pub­bliche è pri­or­i­tari­a­mente ques­ta.

Ste­fano Fer­ri­ni
Deve essere l’im­peg­no cui dare mas­si­ma pri­or­ità per­ché è dal­la lavo­raioni a valle, gen­eral­mente meno inquinan­ti per­al­tro, che deri­va mag­gior val­ore aggiun­to.

5.4Se JSW per colare acciaio ponesse la con­dizione di costru­ire un forno elet­tri­co in area attigua al cen­tro urbano ( i.e. nel­la vec­chia area a cal­do), sarebbe favorev­ole?

Fab­rizio Callaioli
No. Intan­to è impor­tante non tradire il prog­et­to di allon­tanare gli impianti dal­la cit­tà. Ma poi, dob­bi­amo con­sid­er­are che quel­lo sta­bil­i­men­to è logis­ti­ca­mente irrazionale e pro­dut­ti­vo di perdite eco­nomiche pro­prio per la sua dis­tribuzione cervel­lot­i­ca nel­lo spazio. Per diventare eco­nomi­ca­mente con­ve­niente, quel­la fab­bri­ca deve essere sposta­ta e ricostru­i­ta tut­ta con il forno vici­no all’acciaieria e ques­ta vic­i­na ai lam­i­na­toi. Quin­di, atte­so che ora vi sono dis­tanze illogiche tra i vari repar­ti, è nec­es­sario ricostru­ire tut­to in adi­a­cen­za, e quin­di doven­do ricostru­ire è inevitabile far­lo lon­tano dal­la cit­tà. Se la pro­pri­età pro­pone un inse­di­a­men­to vici­no alla cit­tà, per le ragioni sopra esposte, vuol dire che non crede molto nel futuro di quel­lo sta­bil­i­men­to e che ha in mente solo prog­et­ti a breve ter­mine.

Daniele Pasquinel­li
No.

Francesco Fer­rari
No, forno elet­tri­co ed acciaieria pos­sono trovare spazio solo lon­tano dal­la cit­tà.

Ste­fano Fer­ri­ni
No.

5.5Se lo “stu­dio di fat­tibil­ità” di JSW si con­cludesse, alla sca­den­za pre­vista, con una ulte­ri­ore dilazione o con deci­sione neg­a­ti­va per la costruzione di forni elet­tri­ci, riter­rebbe utile impeg­nar­si per sol­lecitare il Gov­er­no a ripren­dere il con­trol­lo pub­bli­co del­lo sta­bil­i­men­to per riavviare una prospet­ti­va di pro­duzione di acciaio di qual­ità?

Fab­rizio Callaioli
Asso­lu­ta­mente sì.

Daniele Pasquinel­li
Dal pun­to di vista pret­ta­mente politi­co lo riter­rei cer­ta­mente utile, tut­tavia non si può negare che ci sono delle ogget­tive dif­fi­coltà dal pun­to di vista legale. Pre­sen­tan­do uno stu­dio di fat­tibil­ità con una val­u­tazione neg­a­ti­va, l’azien­da avrebbe comunque rispet­ta­to l’im­peg­no sot­to­scrit­to, quin­di non ci sareb­bero inadem­pien­ze.

Francesco Fer­rari
L’aver per­me­s­so a JSW di non assumere nes­sun impeg­no in propos­i­to (è questo quan­to è scrit­to nel­l’ul­ti­mo accor­do di pro­gram­ma non quel­lo che colpevol­mente viene rac­con­ta­to) è una col­pa ter­ri­bile che non può essere sottaci­u­ta. Che piac­cia o no è un accor­do di pro­gram­ma cape­stro per le isti­tuzioni pubbliche,e non solo a questo propos­i­to. Un dis­cor­so anal­o­go vale per le con­ces­sioni del demanio marit­ti­mo. Ciò potrebbe deter­minare, para­dos­salmente, una situ­azione nel­la quale il non real­iz­zare un nuo­vo forno elet­tri­co non si con­fig­ur­erebbe come una indem­pien­za ma uno dei pos­si­bili sce­nari per­me­s­si da quel­l’ac­cor­do di pro­gram­ma. Nelle linee gui­da pre­sen­tate da Jin­dal, in mer­i­to al forno elet­tri­co, si par­la di stu­di di fat­tibil­ità. Si potrebbe dire che sarebbe una situ­azione più dif­fi­cile di quel­la rap­p­re­sen­ta­ta dalle indem­pien­ze di Cevi­tal. La pri­ma cosa da fare è pre­dis­porre gli stru­men­ti per affrontare una situ­azione di questo tipo, non cer­to da desider­are né agevolare, e quan­do par­lo di stru­men­ti inten­do stru­men­ti sia politi­ci che ammin­is­tra­tivi da uti­liz­zare nel con­testo locale, nazionale ed europeo.

Ste­fano Fer­ri­ni
No, il tem­po e gli sprechi delle parte­ci­pazioni statali è fini­to e non potrà ripro­por­si; con­sideran­do che sen­za la pro­duzione di acciaio questo sta­bil­i­men­to non regge eco­nomi­ca­mente, occor­rerebbe ripren­dere la ricer­ca di altro investi­tore e par­al­le­la­mente porre la ques­tione Piom­bi­no a liv­el­lo nazionale per prog­ettare un piano B che preve­da altro dal­l’ac­ciaio.

5.6Sarebbe favorev­ole a una revi­sione dell’AdP per col­le­gare le agevolazioni pub­bliche pre­viste per lo svilup­po del piano JSW a pre­cise sca­den­ze di inves­ti­men­to e a sig­ni­fica­tive penal­ità nel caso di man­ca­ta attuazione ?

Fab­rizio Callaioli
Sì.

Daniele Pasquinel­li
Si in asso­lu­to, ma riten­go fran­ca­mente dif­fi­cile che la pro­pri­età sia dis­pos­ta a far­lo. For­tu­nata­mente vivi­amo in un Sta­to di Dirit­to ed i mat­ri­moni si fan­no in due, sarebbe sta­to oppor­tuno legare i due aspet­ti pri­ma del­la fir­ma dell’ AdP.

Francesco Fer­rari
Ovvi­a­mente sì per quel­lo che è sta­to det­to sopra. Fa parte del­la revi­sione del­l’ac­cor­do di pro­gram­ma con JSW da scri­vere subito men­tre si scrive un accor­do di pro­gram­ma intera­mente sos­ti­tu­ti­vo avente come ogget­to il rilan­cio eco­nom­i­co, ambi­en­tale e sociale di tut­ta la Val di Cor­nia.

Ste­fano Fer­ri­ni
Sì, da con­di­videre naturla­mente anche con le par­ti inter­es­sate per­ché occorre ten­er pre­sente tutte le dinamiche, com­p­rese quelle non con­trol­la­bili dalle stesse.

6) Nociv­ità
L’ amianto è sig­ni­fica­ti­va­mente pre­sente nei vec­chi impianti siderur­gi­ci. Gli sman­tel­la­men­ti e le demolizioni, e i gen­er­ali gli inter­ven­ti sui vec­chi impianti, pos­sono essere momen­ti peri­colosi per espo­sizione noci­va dei diret­ti inter­es­sati ma in parte anche per la popo­lazione ester­na.
Il piom­bo espli­ca azioni tossiche impor­tan­ti a con­cen­trazioni molto piu’ basse di quan­to si rite­nesse in pas­sato, e decisa­mente piu’ basse di quelle indi­cate come lim­i­ti di sicurez­za dal­la nor­ma­ti­va ital­iana in mate­ria, come han­no dimostra­to le ricerche degli ulti­mi 30 anni. Nei pae­si indus­trial­mente piu’ avan­za­ti ci si adopera per la pro­gres­si­va elim­i­nazione del piom­bo dalle piu’ dif­fuse appli­cazioni indus­tri­ali.
6.1Nella pos­si­bile futu­ra veste di mas­si­mo respon­s­abile locale del­la salute pub­bli­ca, quali inizia­tive intende atti­vare per la ges­tione del “peri­co­lo amianto”?

Fab­rizio Callaioli
Usare tut­ti i poteri accor­dati dal­la legge al respon­s­abile san­i­tario (il sin­da­co) per far effet­tuare la bonifi­ca e la mes­sa in sicurez­za di ogni sito inquina­to da amianto e, allo stes­so scopo, let­teral­mente asse­di­are il min­is­tero com­pe­tente ad assi­cu­rare le medes­ime opere.

Daniele Pasquinel­li
Tut­ti quelle che la legge mi met­terà a dis­po­sizione, sul­la salute non si tran­sige.

Francesco Fer­rari
Fac­ciamo nos­tre le con­sid­er­azioni del­l’ARPAT sec­on­do cui “In relazione alla prob­lem­at­i­ca amianto, Piom­bi­no rap­p­re­sen­ta sen­za dub­bio un’area da seguire con la dovu­ta atten­zione. L’area indus­tri­ale è inter­es­sa­ta dal­la pre­sen­za di man­u­fat­ti con­te­nen­ti amianto, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to ai vec­chi impianti siderur­gi­ci.“ e per questo cre­di­amo che deb­bano essere resi pub­bli­ci i risul­tati del mon­i­tor­ag­gio che pros­eguirà nei mesi di mag­gio e giug­no. Sono due comunque le linee di azione da intrapren­dere. Il tema amianto è parte del più gen­erale tema delle boni­fiche e si intrec­cia con quel­lo delle demolizioni (nel­l’oc­ca­sione si ricor­da che sulle demolizioni occorre già pri­ma uno stu­dio com­p­lessi­vo degli impianti siderur­gi­ci esisten­ti xonuna map­patu­ra det­tagli­a­ta e pre­cisa per sta­bilire quel­li da demolire e quel­li da sal­vare a fini mon­u­men­tali, cul­tur­ali e tur­is­ti­ci) e delle boni­fiche. Ma è allo stes­so tem­po un capi­to­lo par­ti­co­lare per cui è da ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità di un “piano stral­cio” di bonifi­ca amianto finanzi­a­to pub­bli­ca­mente i cui con­torni e con­tenu­ti siano sta­bil­i­ti dagli organi pub­bli­ci com­pe­ten­ti. Da un altro pun­to di vista è da ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità di riaprire a liv­el­lo nazionale il capi­to­lo dei ris­arci­men­ti da espo­sizione all’amianto.

Ste­fano Fer­ri­ni
Tutte le best prac­tices pos­si­bili oltre a ciò che prevede la legge.

6.2Quali atteggia­men­ti, inizia­tive e stru­men­ti intende met­tere in atto ver­so l’ ipote­si di rein­tro­duzione del­la lavo­razione di acciai al Piom­bo nel locale sta­bil­i­men­to siderur­gi­co?

Fab­rizio Callaioli
Pre­tendere di essere mes­so a conoscen­za di tut­ti i prog­et­ti rel­a­tivi alla real­iz­zazione dei rel­a­tivi impianti. Ver­i­fi­care il rispet­to delle nor­ma­tive vigen­ti in mate­ria di sicurez­za dei lavo­ra­tori e di tutela del­la salute dei cit­ta­di­ni e in caso di man­canze pre­tenderne il rispet­to. Incar­i­care degli esper­ti che, per con­to del comune, studi­no la cor­ret­tez­za del­la costruzione degli impianti e il loro fun­zion­a­men­to sec­on­do le norme di sicurez­za. Aprire un tavo­lo di relazione con­tin­ua con gli uffi­ci dell’ASL per la ver­i­fi­ca del rispet­to di tutte le mis­ure idonee a tute­lare la salute dei lavo­ra­tori, chieden­do, in caso di man­canze, l’intervento del­la Mag­i­s­tratu­ra. Chiedere la con­seg­na di tut­ta la doc­u­men­tazione che la legge 257/1992 impone all’imprenditore di redi­gere.

Daniele Pasquinel­li
Purtrop­po su questo i poteri diret­ti del sin­da­co sono pochi. Pre­tenderò che ASL e ARPAT fac­ciano tut­ti i con­trol­li pre­visti dal­la nor­ma­ti­va vigente e chiederò al gov­er­no che i para­metri di val­u­tazione per l’e­s­po­sizione al piom­bo pre­visti dal­la nor­ma­ti­va ital­iana siano adeguati a quel­li europei.

Francesco Fer­rari
Dato che le nor­ma­tive di tutela san­i­taria sono insuf­fi­ci­en­ti e sicu­ra­mente datate e dato che si trat­ta di lavo­razioni che non han­no le carat­ter­is­tiche del­l’in­no­v­a­tiv­ità e furono già introdotte e poi dismesse sono decisa­mente con­trario. Da ricor­dare che Jin­dal non ha mai par­la­to di questo tipo di lavo­razione.

Ste­fano Fer­ri­ni
Scor­ag­gia­re il più pos­si­bile, cer­can­do di trovare soluzioni pro­dut­tive alter­na­tive che con­sen­tano di rag­giun­gere gli stes­si risul­tati in ter­mi­ni di prodot­ti per il mer­ca­to; in ogni caso uti­liz­zare tutte  le best prac­tices pos­si­bili oltre a ciò che prevede la legge.

7) Ammor­tiz­za­tori sociali
A fine otto­bre 2019 scade la CIG per Afer­pi. Il rin­no­vo non è auto­mati­co e deve essere pro­mosso dal­la Azien­da. In pas­sato abbi­amo avu­to espe­rien­ze neg­a­tive su questi “pas­sag­gi” da una fase all’ altra del­la CIG. Il man­ca­to rin­no­vo avrebbe con­seguen­ze pesan­tis­sime per tut­to il com­pren­so­rio. L’ indot­to ha già subito un colpo pesan­tis­si­mo.
7.1Cosa pen­sa che sia nec­es­sario fare per evitare che alla prossi­ma sca­den­za ci siano ulte­ri­ori sor­p­rese dell’ ulti­ma ora ed evoluzioni dram­mati­ca­mente neg­a­tive per l’ occu­pazione?

Fab­rizio Callaioli
Occorre rispet­to per i lavo­ra­tori e per le loro famiglie, le sca­den­ze che ricor­date non sono seg­rete, e non arrivano cer­to all’improvviso, occorre che le par­ti sociali si accordi­no per tem­po, in modo che ci sia con­ti­nu­ità e non ven­ga sospe­so il paga­men­to del­la cig. I lavo­ra­tori di Piom­bi­no, dopo cinque anni di cas­sa inte­grazione, molti di loro sen­za mai rien­trare in fab­bri­ca, han­no fini­to i loro rispar­mi e le pic­cole ris­erve famil­iari, una sospen­sione dei paga­men­ti per molti sarebbe dev­as­tante. Inoltre da un tem­pes­ti­vo impeg­no di Jin­dal, in questo sen­so, si potrebbe cogliere un gesto di rispet­to ver­so una comu­nità, che comunque sta anco­ra aspet­tan­do di conoscere il piano indus­tri­ale e le scelte strate­giche del­la pro­pri­età. Ovvi­a­mente anche il gov­er­no deve fare la pro­pria parte, non è un seg­nale incor­ag­giante il fat­to che i sin­da­cati lamenti­no che il min­istro Di Maio non li abbia anco­ra incon­trati, anche per­ché è dif­fi­cile immag­inare che ogni vol­ta il gov­er­no con­cepis­ca un ammor­tiz­za­tore sociale ad hoc per Piom­bi­no, nel giro di 24 ore.

Daniele Pasquinel­li
Il Gov­er­no ha pre­so un pre­ciso impeg­no politi­co affinché i lavo­ra­tori siano accom­pa­g­nati alla fine 2024 con gli ammor­tiz­za­tori sociali. Se così non fos­se sarò il pri­mo ad andare a Roma a chiedere con forza il man­ten­i­men­to del­l’im­peg­no.

Francesco Fer­rari
Siamo area di crisi indus­tri­ale com­p­lessa, con la pos­si­bil­ità di usufruire anche di ammor­tiz­za­tori sociali sta­bil­i­ti pro­prio per queste aree sia per i lavo­ra­tori stret­ta­mente siderur­gi­ci che per quel­li del­l’in­dot­to. Dob­bi­amo sicu­ra­mente garag­n­tire con ammor­tiz­za­tori sociali il peri­o­do nec­es­sario per il ritorno “al lavoro” ma sic­come non pos­sono essere solo il vei­co­lo del­l’as­sis­ten­za, dob­bi­amo ben val­utare il loro legame stret­to per la ricon­ver­sione del­la zona e l’essere stru­men­ti, non i soli, per la tutela e la val­oriz­zazione del­la pro­fes­sion­al­ità delle per­sone che qui vivono.

Ste­fano Fer­ri­ni
Far pren­dere al Gov­er­no impeg­ni vin­colan­ti in anticipo in sede di comi­ta­to esec­u­ti­vo del­l’AdP.

7.2Quali inizia­tive potrebbe pren­dere il futuro Sin­da­co per il riu­ti­liz­zo del­la mano d’opera e delle ditte dell’ indot­to siderur­gi­co che han­no esauri­to o stan­no esauren­do il peri­o­do di fruibil­ità degli ammor­tiz­za­tori sociali?

Fab­rizio Callaioli
Il ter­ri­to­rio di Piom­bi­no ha bisog­no di dis­mis­sioni e boni­fiche per pot­er prog­ettare qualunque tipo di diver­si­fi­cazione futu­ra, ed è indub­bi­a­mente un’opportunità per col­oro che han­no per­so il loro pos­to di lavoro o che sono in cig. Ques­ta però non è mate­ria che pos­sa essere decisa solo dall’amministrazione locale, quin­di il com­pi­to del nuo­vo sin­da­co sarà quel­lo di fare pres­sione, anche decisa, pres­so il gov­er­no, in modo che vengano stanziati fon­di imme­di­ata­mente spendibili per le boni­fiche. Occorre però che la nuo­va ammin­is­trazione pre­ten­da cor­si for­ma­tivi speci­fi­ci non solo per i lavo­ra­tori, ma anche per gli impren­di­tori locali del set­tore, in modo da essere vera­mente com­pet­i­tivi e lavo­rare IN SICUREZZA e con le migliori tec­nolo­gie pre­sen­ti sul mer­ca­to.

Daniele Pasquinel­li
Con­cor­dare con il Min­is­tero del Lavoro e con la Regione Toscana degli sgravi fis­cali per le aziende che effettuer­an­no demolizioni e boni­fiche uti­liz­zan­do il per­son­ale delle ditte del­l’in­dot­to che han­no esauri­to gli ammor­tiz­za­tori sociali. Costru­ire con la regione Toscana un per­cor­so di for­mazione ver­so attiv­ità speci­fiche, in modo da lim­itare al mas­si­mo l’u­ti­liz­zo di per­son­ale spe­cial­iz­za­to prove­niente da fuori del ter­ri­to­rio.

Francesco Fer­rari
Vale quan­to det­to sopra. La val­oriz­zazione, la riqual­i­fi­cazione, la pro­fes­sion­al­iz­zazione dei lavo­ra­tori e dei dis­oc­cu­pati, degli adul­ti e dei gio­vani sono un tema cen­trale di ogni ipote­si di rilan­cio del­la zona. Fino ad oggi affrontati in modo mar­ginale e spes­so da un pun­to di vista assis­ten­ziale deb­bono diventare il ful­cro e non l’ap­pen­dice mar­gin­al­iz­za­ta di un futuro dig­ni­toso per ogni per­sona.

Ste­fano Fer­ri­ni
Alcune azioni:
a) inserire nei ban­di per la rein­dus­tri­al­iz­zazione pun­teg­gi forte­mente incen­ti­van­ti per le imp­rese che assumer­an­no per­son­ale esplu­so dal ciclo pro­dut­ti­vo lega­to alla siderur­gia;
b)  attuare quan­to pre­vis­to dal pro­to­col­lo di inte­sa sul­la for­mazione fir­ma­to da Comune, asso­ci­aioni di cat­e­go­ria, sin­da­cati e scuole per map­pare il fab­bisog­no for­ma­ti­vo delle imp­rese che si insedier­an­no e la situ­azione pro­fes­sion­ale delle per­sone espluse dal ciclo pro­dut­ti­vo siderur­gi­co, in modo da far incon­trare doman­da di lavoro con offer­ta uti­liz­zan­do i ban­di region­ali sul­la for­mazione in modo mira­to alle reali esi­gen­ze del ter­ri­to­rio;
c) esten­dere il più pos­si­bile, in atte­sa delle riparten­za del ciclo pro­dut­ti­vo siderur­gi­co e del­la imple­men­tazione di nuove imp­rese, la dura­ta degli ammor­tiz­za­tori sociali equiparan­do le ditte del­l’in­dot­to a quelle siderur­giche nel­la fruizione degli stes­si.

8) Lavori di Pub­bli­ca Neces­sità (LPN)
Il Coor­di­na­men­to Art. 1 – Camp­ing CIG si è fat­to pro­mo­tore di una proposta1 vol­ta a uti­liz­zare la forza lavoro “con­ge­la­ta” negli Ammor­tiz­za­tori Sociali in prog­et­ti pub­bli­ci mirati ad inves­ti­men­ti pro­dut­tivi per il rilan­cio del­lo svilup­po locale, con effet­ti di “traino” anche per i dis­oc­cu­pati e per i gio­vani in cer­ca di pri­ma occu­pazione.
8.1Qual’ è il suo parere gen­erale sul­la pro­pos­ta di LPN?

Fab­rizio Callaioli
Pro­pos­ta dif­fi­cile e riv­o­luzionar­ia, sicu­ra­mente piena di dig­nità e orgoglio, lo stes­so orgoglio che è pos­si­bile riscon­trare nei rac­con­ti degli operai, quan­do descrivono la fab­bri­ca, i loro com­pag­ni, il loro lavoro. Per­ché chi non li conosce non com­prende, che, per loro, rimanere a casa, sen­za entrare mai in quel­la fab­bri­ca è un dolore, anche se le con­dizioni di lavoro sono sem­pre più dif­fi­cili.

Daniele Pasquinel­li
Decisa­mente pos­i­ti­vo, tan­t’è che mi sono già atti­va­to con i miei rap­p­re­sen­tan­ti affinché il Coor­di­na­men­to ART1 – Camp­ing CIG potesse portare tale prog­et­to all’at­ten­zione del­la Com­mis­sione Lavoro del­la Cam­era. Alcu­ni aspet­ti del­la pro­pos­ta potreb­bero risultare deter­mi­nan­ti per la rius­ci­ta gen­erale, come ad esem­pio la sin­er­gia fra imp­rese pri­vate ed i vari ammor­tiz­za­tori sociali già ero­gati sul ter­ri­to­rio. Ciò potrebbe ren­dere con­ve­niente per pub­bli­co e pri­va­to aderire all’inizia­ti­va con evi­den­ti van­tag­gi per i lavo­ra­tori.

Francesco Fer­rari
Pro­pos­ta inter­es­sante che rien­tra nel dis­eg­no di sal­va­guardia e val­oriz­zazione delle risorse umane di cui sopra.

Ste­fano Fer­ri­ni
Cre­do sia molto più agev­ole e veloce  attuare quan­to pre­vis­to dal­la nor­ma­ti­va sui Lavori di Pub­bli­ca Util­ità piut­tosto che impostare una battaglia su un nuo­vo ordi­na­men­to che preve­da i LPN. Sen­za con­tare che il ris­chio potrebbe essere quel­lo di met­tere in una peri­colosa con­cor­ren­za tra “poveri” lavo­ra­tori di aziende che già ver­sano in dif­fi­cili con­dizioni stante la crisi con col­oro che si trovano “con­ge­lati” negli ammor­tiz­za­tori sociali; occorre quin­di puntare con forza su nuovi LPU impeg­nan­do l’am­min­is­trazione, di con­cer­to con sin­da­cati ed asso­ci­azi­ni di cat­e­go­ria, a real­iz­zare un vero e pro­prio “piano di svilup­po dei LPU”.

8.2Ritiene utile che la futu­ra Ammin­is­trazione Comu­nale si adoperi per­ché la pro­pos­ta dei LPN pos­sa essere svilup­pa­ta e pos­si­bil­mente attua­ta?

Fab­rizio Callaioli
Pen­so che la nuo­va ammin­is­trazione deb­ba dichiarar­si disponi­bile a sper­i­menta­re ques­ta oppor­tu­nità fin da subito. Ques­ta pro­pos­ta, chiara­mente, è sta­ta con­cepi­ta per coni­u­gare la volon­tà dei lavo­ra­tori di non sen­tir­si inat­tivi, e la voglia di essere utili alla pro­pria comu­nità di apparte­nen­za. Come ho det­to più volte Piom­bi­no è una cit­tà che ha bisog­no di cure spe­ciali, per­ché questi anni dif­fi­cili l’hanno irri­me­di­a­bil­mente impov­eri­ta e ciò si per­cepisce anche nel­la scarsa cura pos­ta nel­la con­duzione del­la cosa pub­bli­ca. Occorre amore per la cit­tà, e ques­ta pro­pos­ta che deri­va dall’amore e dall’orgoglio per la pro­pria con­dizione di lavo­ra­tori, va sicu­ra­mente in questo sen­so.

Daniele Pasquinel­li
Sì.

Francesco Fer­rari
Sì nel quadro di un prog­et­to e di un pro­gram­ma di rilan­cio del­la zona che abbia le carat­ter­is­tiche illus­trate sopra, cioé di un quadro organ­i­co, real­is­ti­co, real­iz­z­abile e ver­i­fi­ca­bile nei tem­pi dovu­ti con le idee dovute e con i finanzi­a­men­ti dovu­ti.

Ste­fano Fer­ri­ni
Per le ragioni di cui sopra, no.

Una risposta a “Camping-CIG domanda, candidati rispondono”

  1. Paolo Gianardi says:

    La can­di­da­ta Anna Tem­pes­ti­ni ha pre­an­nun­ci­a­to l’in­vio delle sue risposte, che saran­no inoltrate agli organi d’in­for­mazione non appe­na per­ver­ran­no al Camp­ing CIG, così come è sta­to fat­to con le altre, pub­bli­cate da Stile libero, a cui va il nos­tro ringrazi­a­men­to.

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