Tra decisioni prese e non attuate, proposte accettate e poi ritirate

Canile: il prepotente è chi ha perso non chi ha vinto

· Inserito in Verso il canile
Alessandro Napoleoni

Chissà se leg­ge­rà que­sto arti­co­lo quel­la ragaz­za che, sui social net­work, si è augu­ra­ta che mi venis­se un tumo­re, oppu­re quell’altra ragaz­za che annun­cia­va, sem­pre sui social, che una di que­ste sere avreb­be tira­to una mar­tel­la­ta in testa a mia moglie o anco­ra, ma tra ingiu­rie e minac­ce abbia­mo l’imbarazzo del­la scel­ta, quel ragaz­zo che qual­che mese fa pro­cla­ma­va a gran voce che se ci fos­se sta­ta l’occasione mi avreb­be inve­sti­to con la sua mac­chi­na.
Se lo leg­ges­se­ro vor­rei che sapes­se­ro che a loro impu­to sola­men­te un ele­va­to gra­do di male­du­ca­zio­ne ma nul­la più; sì cer­to anche que­sti sog­get­ti par­la­no di argo­men­ti di cui non cono­sco­no nul­la ma que­sto ora­mai, il par­la­re di ciò di cui non si sa asso­lu­ta­men­te nul­la, sta diven­tan­do disci­pli­na olim­pi­ca.
Quindi a mio avvi­so la loro col­pa fini­sce qui, per­ché for­se anche io, in un’occasione ana­lo­ga, leg­gen­do sugli orga­ni di stam­pa deter­mi­na­te dichia­ra­zio­ni del sin­da­co e dell’assessore alle poli­ti­che ambien­ta­li del­la mia cit­tà, mi uni­rei, maga­ri in modo più urba­no, alle mani­fe­sta­zio­ni di odio nei con­fron­ti di un cit­ta­di­no che, “con incom­pren­si­bi­le acca­ni­men­to” ed “intran­si­gen­za”, ha impo­sto lo spo­sta­men­to di cin­quan­ta pove­ri ani­ma­li entro il ter­mi­ne di otto gior­ni.
Questo avvie­ne per­ché chi rico­pre una cari­ca pub­bli­ca, per defi­ni­zio­ne, ha un’influenza par­ti­co­lar­men­te rile­van­te sull’opinione pub­bli­ca e, per­tan­to, dovreb­be por­re mag­gio­re atten­zio­ne a ciò che dice, pri­ma di tut­to assi­cu­ran­do­si che le pro­prie affer­ma­zio­ni cor­ri­spon­da­no alme­no alla real­tà e, in secon­da bat­tu­ta, evi­tan­do di fomen­ta­re, con le pro­prie  dichia­ra­zio­ni, l’odio del­la comu­ni­tà nei con­fron­ti di un sin­go­lo cit­ta­di­no, la cui col­pa con­si­ste­reb­be nell’aver fat­to ciò che mol­ti vor­reb­be­ro ma per mol­te­pli­ci ragio­ni non fan­no, ovve­ro tute­la­re i pro­pri dirit­ti nei con­fron­ti di chi, in modo arro­gan­te e negli­gen­te, ammi­ni­stra il pote­re loca­le nel­la curio­sa con­vin­zio­ne di poter deci­de­re impu­ne­men­te del­le sor­ti dei cit­ta­di­ni, aven­do come uni­co sco­po il man­te­ni­men­to del pro­prio baci­no elet­to­ra­le.
A vol­te però que­sta incom­pren­si­bi­le cor­ti­na di onni­po­ten­za cede e, ceden­do, met­te a nudo tut­te le fra­gi­li­tà e tut­te le ina­de­gua­tez­ze che improv­vi­sa­men­te appa­io­no chia­re, lim­pi­de e non più occul­ta­bi­li.
Venendo al caso con­cre­to, vin­ce­re una cau­sa è il fine ulti­mo del­la pro­fes­sio­ne di avvo­ca­to; se poi l’oggetto del­la con­te­sa riguar­da la salu­te del­la pro­pria fami­glia, il rag­giun­gi­men­to dell’obbiettivo dovreb­be susci­ta­re sen­sa­zio­ni di gio­ia e sod­di­sfa­zio­ne; nel­la vicen­da del ricor­so con­tro il Comune per il pro­ble­ma del cani­le muni­ci­pa­le inve­ce, il sen­ti­men­to pre­va­len­te, per quan­to mi riguar­da, è di ama­rez­za e dispia­ce­re, sen­ti­men­ti dovu­ti prin­ci­pal­men­te  alla defi­ni­ti­va pre­sa di coscien­za dei modi medio­cri  in cui, tal­vol­ta, vie­ne ammi­ni­stra­ta la cosa pub­bli­ca.
Non ave­vo mai ribat­tu­to alle dichia­ra­zio­ni dell’assessore Chiarei e non avrei volu­to far­lo nem­me­no alla fine del giu­di­zio, ma quan­do è trop­po è trop­po! Chi vuo­le far­si una pro­pria fon­da­ta idea su come si è svol­ta l’intera vicen­da può con­sul­ta­re gli atti pro­ces­sua­li, in que­sta sede è oppor­tu­no solo chia­ri­re alcu­ni prin­ci­pa­li aspet­ti.
L’amministrazione comu­na­le, con­sa­pe­vo­le di non poter man­te­ne­re un cani­le in zona resi­den­zia­le, nel lon­ta­no 1995 inca­ri­ca l’architetto Gabriele Priami di redi­ge­re, ovvia­men­te a spe­se dei cittadini,una rela­zio­ne tec­ni­ca per un nuo­vo cani­le in loca­li­tà Asca.

L’assessore Marco Chiarei

Nel 2007, sen­za che nel frat­tem­po venis­se fat­to nul­la, il Comune affi­da, sem­pre a spe­se dei cit­ta­di­ni, un nuo­vo inca­ri­co all’architetto Priami per un altro stu­dio di fat­ti­bi­li­tà ma anche que­sta vol­ta non vie­ne fat­to nul­la.
Anzi qual­co­sa vie­ne fat­to: il Comune appro­va il nuo­vo stru­men­to urba­ni­sti­co qua­li­fi­can­do la zona dei Macelli come zona a voca­zio­ne turistico-residenziale e con­ce­den­do a varie impre­se le auto­riz­za­zio­ni a costrui­re immo­bi­li, appun­to resi­den­zia­li, incas­san­do legit­ti­ma­men­te cen­ti­na­ia di miglia­ia di euro a tito­lo di one­ri di costru­zio­ne e urba­niz­za­zio­ne da chi con­fi­da­va nell’adempimento degli impe­gni for­mal­men­te assun­ti dall’amministrazione.
Si dovreb­be con­si­de­ra­re che la que­stio­ne non rive­ste rile­van­za for­ma­le o patri­mo­nia­le ben­sì per­so­na­le, per­ché vive­re ad una tren­ti­na di metri dal­le gab­bie di cin­quan­ta cani, che come tali abba­ia­no, com­por­ta un gra­ve dan­no alla salu­te, e que­sto si può veri­fi­ca­re con­sul­tan­do i nume­ro­si stu­di scien­ti­fi­ci in mate­ria.
Comunque, dopo vari incon­tri con gli attua­li rap­pre­sen­tan­ti dell’istituzione comu­na­le, tra cui il sin­da­co Giuliani, che sui gior­na­li dichia­ra inve­ce di non aver mai rice­vu­to nem­me­no una mail, deci­dia­mo di adi­re il Tribunale per cer­ca­re di risol­ve­re que­sta gra­ve situa­zio­ne.
Nel giu­di­zio il Tribunale affi­da l’incarico all’ ing. Frosini di valu­ta­re l’impatto acu­sti­co del­le emis­sio­ni pro­ve­nien­ti dal cani­le ed il tec­ni­co, a mag­gio 2016, con­clu­de affer­man­do che tali rumo­ri supe­ra­no enor­me­men­te i limi­ti di leg­ge e pro­vo­ca­no un gra­ve dan­no alla salu­te dei ricor­ren­ti.
Si badi bene che già in quel momen­to, con un esa­me stru­men­ta­le che ha avu­to ingen­ti costi per la comu­ni­tà e che pote­va inve­ce esse­re ese­gui­to dal Comune pri­ma del­la cau­sa pro­prio per evi­tar­la, era chia­ro qua­le sareb­be sta­to l’esito del giu­di­zio.
Ed infat­ti l’amministrazione, dopo alcu­ne set­ti­ma­ne tra­mi­te il pro­prio lega­le, mi invia una pro­po­sta di accor­do chie­den­do la per­ma­nen­za del cani­le fino al dicem­bre 2017; tale pro­po­sta vie­ne accet­ta­ta da me e da mia moglie che, con­tra­ria­men­te a quan­to soste­nu­to dall’assessore e dal sin­da­co, sia­mo sem­pre sta­ti dispo­ni­bi­li a risol­ve­re la que­stio­ne in modo ami­che­vo­le.
Tuttavia il lega­le del Comune, dopo aver rice­vu­to la nostra accet­ta­zio­ne, comu­ni­ca che l’assessore ave­va cam­bia­to idea e riti­ra la pro­po­sta che noi ave­va­mo già accet­ta­to.
A que­sto pun­to non resta che pro­se­gui­re il giu­di­zio di pri­mo gra­do, che ter­mi­na con la con­dan­na del Comune a risol­ve­re, entro novan­ta gior­ni, il pro­ble­ma del­le immis­sio­ni sono­re attra­ver­so l’esecuzione di ope­re di con­te­ni­men­to acu­sti­co o attra­ver­so lo spo­sta­men­to del cani­le in zona lon­ta­na da abi­ta­zio­ni, pre­ve­den­do, per ogni gior­no di ritar­do, la som­ma di cin­quan­ta euro in favo­re dei ricor­ren­ti.
Il Comune, dopo esser­si sob­bar­ca­to una spe­sa di cir­ca ven­ti­cin­que­mi­la euro di spe­se tec­ni­che„ sem­pre sul­le spal­le dei cit­ta­di­ni, inve­ce di adem­pie­re al dispo­si­ti­vo pro­po­ne recla­mo con­tro il prov­ve­di­men­to, anco­ra una vol­ta uti­liz­zan­do i sol­di del­la comu­ni­tà.

Il sin­da­co Massimo Giuliani

Alla pri­ma udien­za del secon­do giu­di­zio io e mia moglie, come pro­va di quel­la intran­si­gen­za e di quell’accanimento che sban­die­ra­no sia il sin­da­co che l’assessore, rinun­cia­mo davan­ti al Giudice al paga­men­to del­le cin­quan­ta euro gior­na­lie­re fino alla fine del giu­di­zio per cer­ca­re di tro­va­re una solu­zio­ne con­cor­da­ta; tan­to per capi­re abbia­mo rinun­cia­to all’importo di 7.500 euro che inve­ce ci spet­ta­va.
Ma anco­ra una vol­ta, inve­ce di defi­ni­re la que­stio­ne come sug­ge­ri­to più vol­te dal Giudice e come accet­ta­to dai ricor­ren­ti, il Comune, sem­pre attra­ver­so il suo lega­le, fa sape­re che nes­sun accor­do è pos­si­bi­le e che quin­di dovrà esse­re ema­na­ta una for­ma­le ordi­nan­za, così come poi è sta­to.
Ora, sul­la base di que­sta cor­ret­ta rico­stru­zio­ne dei fat­ti, potrem­mo chie­der­ci: per­ché l’assessore Chiarei si lamen­ta di non poter tene­re i cani fino al dicem­bre 2017 se tale pro­po­sta era già sta­ta accet­ta­ta oltre un anno fa e poi fu riti­ra­ta dal Comune? E per­ché ha rite­nu­to, ovvia­men­te con il soste­gno del­la giun­ta, di uti­liz­za­re deci­ne di miglia­ia di euro del­la comu­ni­tà per oppor­si ad un esi­to scon­ta­to del giu­di­zio? E per­ché secon­do il Chiarei il prov­ve­di­men­to del Giudice, con­fer­ma­to poi dal Collegio in secon­do gra­do, sareb­be ingiu­sto?
Tornando al con­cet­to ini­zia­le, chi rico­pre una cari­ca pub­bli­ca, dovreb­be fare più atten­zio­ne ad espri­me­re avven­ta­ti giu­di­zi, soprat­tut­to in cam­pi ope­ra­ti­vi del tut­to estra­nei alla pro­pria com­pe­ten­za come, per esem­pio, ha fat­to il nostro asses­so­re Chiarei affer­man­do che “seguen­do que­sta stra­na logi­ca, il Comune avreb­be dovu­to già tra­sfe­ri­re i cani anche in assen­za di sen­ten­za. Quindi qual­sia­si cit­ta­di­no può com­pren­de­re facil­men­te che se c’è un dibat­ti­men­to in cor­so, un’amministrazione pub­bli­ca, o anche un pri­va­to cit­ta­di­no, non può cer­to attua­re misu­re per le qua­li non ha nes­sun obbli­go. Ci si difen­de e si aspet­ta una sen­ten­za, dopo­di­ché devo­no esse­re pre­scrit­te misu­re real­men­te attua­bi­li”.
Non è neces­sa­rio sape­re che già il prov­ve­di­men­to di pri­mo gra­do del 2016 era ese­cu­ti­vo e che solo per nostra estre­ma dispo­ni­bi­li­tà non è sta­to ese­gui­to per dare più tem­po al Comune di atti­var­si, dovreb­be però esse­re obbli­ga­to­rio, alme­no per chi rico­pre un ruo­lo pub­bli­co, evi­ta­re di soste­ne­re tesi incom­pren­si­bi­li in rela­zio­ne ad argo­men­ti di cui si sa poco o nul­la.
E dovreb­be esse­re obbli­ga­to­rio, anzi dove­ro­so, evi­ta­re di uti­liz­za­re, nel miglio­re dei casi ottu­sa­men­te, dena­ro pub­bli­co per cer­ca­re di riman­da­re un esi­to asso­lu­ta­men­te scon­ta­to, basa­to su una peri­zia tec­ni­ca incon­te­sta­bi­le e cri­stal­liz­za­to in una pri­ma deci­sio­ne di un Tribunale, ecco, que­sto, si, dovreb­be esse­re dove­ro­so.
Viviamo in uno sta­to di dirit­to, che per defi­ni­zio­ne pone al pro­prio cen­tro, in anti­te­si ad altre for­me di gover­no come quel­le dit­ta­to­ria­li, la tute­la dei dirit­ti dei pro­pri cit­ta­di­ni.
Ora, in que­sta tipo­lo­gia di siste­ma, quan­do c’è un con­flit­to tra posi­zio­ni con­trap­po­ste, ed il buon sen­so, il rispet­to del pros­si­mo e la seria attua­zio­ne del man­da­to rice­vu­to dal­la comu­ni­tà han­no mise­ra­men­te fal­li­to, è il pote­re giu­ri­sdi­zio­na­le che vie­ne chia­ma­to a diri­me­re la que­stio­ne e, a meno di non cade­re nel­la ten­ta­zio­ne di ber­lu­sco­nia­na memo­ria, di con­te­sta­re la legit­ti­mi­tà di una sen­ten­za del­lo Stato, si deve rite­ne­re che, tra i due con­ten­den­ti, il pre­po­ten­te è la par­te che ha per­so, non quel­la che ha vin­to.

6 risposte a “Canile: il prepotente è chi ha perso non chi ha vinto”

  1. Ribadendo ciò che ho det­to che augu­ra­re un tumo­re a del­le per­so­ne è un atto vile oltre che male­du­ca­to e restan­do dell’opinione che il Comune ha agi­to da incom­pe­ten­te, mi chie­do due cose. La pri­ma come ha potu­to l’incaricato del Comune fir­ma­re un docu­men­to in cui si pren­de­va il cari­co di spo­sta­re un cani­le ad un avvo­ca­to sapen­do che quest’ultimo sape­va dove met­te­re le mani per far vale­re i pro­pri dirit­ti. A qua­le pro ha fir­ma­to que­sto docu­men­to?
    La secon­da doman­da è: se lo ave­va fir­ma­to a me che con i tri­bu­na­li non ho pra­ti­ca avrei vin­to? la leg­ge sarà ugua­le per tut­ti io cre­do di no.
    Spero di non aver offe­so nes­su­no, non era mia inten­zio­ne anche se qual­cu­no lo meri­te­reb­be ma non si può.

  2. Simona Azzurrini says:

    Non giu­sti­fi­co le offe­se scrit­te su face­book o altro social, ma, caro il mio avvo­ca­to, non capi­sco il suo com­prar casa dove c’era già un cani­le esi­sten­te se sape­va che ci sareb­be­ro sta­ti pro­ble­mi visto la pre­sen­za dei cani. Ora, avrà pure ragio­ne che ha vin­to una cau­sa, ma pote­va denun­cia­re chi le ha pro­mes­so cer­te cose, sin­da­co e l’assessore Chiarei, inve­ce che but­ta­re per stra­da 45 pove­re crea­tu­re come le chia­ma lei.

    • Daniela Olmo says:

      Sono d’accordo con la signo­ra Azzurrini. Il cani­le gia esi­ste­va lì da anni pri­ma che ci costruis­se­ro abi­ta­zio­ni. A que­sto pun­to io non augu­ro né man­do acci­den­ti per­che ho rispet­to di tut­te le crea­tu­re viven­ti com­pre­si i cani. Ora secon­do lei, che pro­ba­bil­men­te non ama gli ani­ma­li ma sopratt­tut­to li con­si­de­ra ani­ma­li e basta e come tali da poter esse­re sop­pres­si, per­ché la loro vita non è degna di esse­re rispet­ta­ta, o man­da­ti ran­da­gi chis­sa dove costret­ti e a subi­re sen­za nes­su­no che si occu­pi di loro pro­teg­gen­do­li da gen­te per­ver­sa che li cat­tu­ra, li sevi­zia, li impic­ca, dà loro fuo­co, sem­pli­ce­men­te per il pia­ce­re sadi­co di veder­li sof­fri­re (pen­so che avrà let­to alcu­ni arti­co­li e casi del gene­re denun­cia­ti!) le sem­bra giu­sto che sia fini­ta cosi? E’ come se all’mprovviso si pre­sen­tas­se­ro for­ze dell’ ordi­ne o altro in un con­do­mi­nio e sfrat­tas­se­ro tut­ti colo­ro che da anni ci abi­ta­va­no, man­dan­do­li alla mer­cé di ladri ed assas­si­ni per stra­da, per dare le loro case a ter­ro­ri­sti e stra­nie­ri sen­za scru­po­li, solo per­ché paga­no di più. Lei come si sen­ti­reb­be se si tro­vas­se in una cir­co­stan­za simi­le?

  3. Giunta comunale di Piombino says:

    Ci sono diver­si pun­ti del­la rico­stru­zio­ne fat­ta dall’avvocato Napoleoni che ci pre­me pre­ci­sa­re, per il rispet­to di una real­tà il più pos­si­bi­le ogget­ti­va. In par­ti­co­la­re, quan­do l’avvocato Napoleoni cita il man­ca­to rag­giun­gi­men­to dell’accordo nel­la pri­ma fase del­le trat­ta­ti­ve inter­cor­se alla fine di luglio del 2016, dimen­ti­ca di spe­ci­fi­ca­re che l’accordo era con­di­zio­na­to da tut­ta una serie di clau­so­le asso­lu­ta­men­te inac­cet­ta­bi­li e impra­ti­ca­bi­li per l’amministrazione comu­na­le. Nell’accordo infat­ti si pone­va come limi­te ulti­mo per lo spo­sta­men­to del cani­le il 31 dicem­bre 2017 ma si pre­ve­de­va che, in caso di ina­dem­pi­men­to entro la data pre­vi­sta, i signo­ri Napoleoni -Salini avreb­be­ro potu­to ese­gui­re, a spe­se del Comune, lo spo­sta­men­to di tut­ti i cani pres­so altre strut­tu­re, pub­bli­che e pri­va­te, a loro scel­ta. Una con­di­zio­ne che si pote­va pre­fi­gu­ra­re come una vera e pro­pria depor­ta­zio­ne degli ani­ma­li da par­te del pri­va­to e che vio­la­va l’autonomia ammi­ni­stra­ti­va del Comune.
    Sempre in que­sta fase inol­tre, era pre­vi­sta una pena­le gior­na­lie­ra di 500 euro in caso di ina­dem­pi­men­to.
    A fron­te di que­ste con­di­zio­ni, l’amministrazione deci­se di atten­de­re la deci­sio­ne del giu­di­ce e di non accet­ta­re l’accordo, con­si­de­ra­te soprat­tut­to, all’epoca, le mol­te incer­tez­ze esi­sten­ti sul­la pos­si­bi­li­tà di rea­liz­za­re il nuo­vo cani­le entro la data pre­vi­sta, col­le­ga­te alla dispo­ni­bi­li­tà effet­ti­va di bilan­cio.
    La secon­da pro­po­sta, pre­sen­ta­ta in una secon­da fase, face­va slit­ta­re la chiu­su­ra del cani­le al 30 mag­gio 2018, ponen­do però un’ulteriore con­di­zio­ne inac­cet­ta­bi­le e cioè lo spo­sta­men­to di 30 cani nel perio­do esti­vo, dal 15 mag­gio al 15 set­tem­bre 2017, crean­do per­tan­to una situa­zio­ne altret­tan­to irrea­liz­za­bi­le.
    Il Comune quin­di non si è mai oppo­sto alla costru­zio­ne di un nuo­vo cani­le, che è sem­pre sta­to nei suoi pro­gram­mi, ma sem­mai allo spo­sta­men­to tran­si­to­rio dei cani.
    Quanto all’esercizio del dirit­to a pro­por­re recla­mo davan­ti al Tribunale con­tro il pri­mo prov­ve­di­men­to del giu­di­ce, l’avvocato Napoleoni volu­ta­men­te dimen­ti­ca che l’esercizio di dife­sa è garan­ti­to dal­la Costituzione e l’esercizio di un dirit­to non si può qua­li­fi­ca­re abu­so.
    L’affermazione di un cat­ti­vo uso del­le finan­ze pub­bli­che è per­tan­to stru­men­ta­le, tesa solo a scre­di­ta­re gli ammi­ni­stra­to­ri.
    Intanto nel con­si­glio comu­na­le di gio­ve­dì scor­so è sta­to appro­va­to il pro­get­to ese­cu­ti­vo per la rea­liz­za­zio­ne del nuo­vo cani­le, il cui cro­no­pro­gram­ma pre­ve­de l’ultimazione dei lavo­ri alla fine di novem­bre. Già a gen­na­io ave­va­mo depo­si­ta­to nel dibat­ti­men­to il cro­no­pro­gram­ma che pre­ve­de­va la rea­liz­za­zio­ne del cani­le entro il 31 dicem­bre. Nell’ultima udien­za ci sia­mo pre­sen­ta­ti con una pro­po­sta che pre­ve­de­va un’ulteriore ridu­zio­ne dei tem­pi, tro­van­do però l’assoluta indi­spo­ni­bi­li­tà da par­te del­la con­tro­par­te. Perché non è sta­to accet­ta­to que­sto rin­no­va­to impe­gno?
    In meri­to a quan­to emer­so inve­ce nel­la discus­sio­ne con­si­lia­re cir­ca la man­ca­ta richie­sta di sospen­si­va da par­te del Comune nei con­fron­ti del pri­mo prov­ve­di­men­to, è bene pre­ci­sa­re che si è trat­ta­ta di una scel­ta stra­te­gi­ca, sia per­ché comun­que era­no in cor­so le trat­ta­ti­ve, sia per­ché la richie­sta del­la sospen­si­va l’avremmo oppor­tu­na­men­te avan­za­ta nel momen­to in cui la con­tro­par­te aves­se richie­sto l’esecuzione del prov­ve­di­men­to. E’ bene che tut­ti sap­pia­no che un even­tua­le man­ca­to acco­gli­men­to del­la sospen­si­va, se pre­sen­ta­ta pri­ma del­la richie­sta di ese­cu­zio­ne da par­te del­la con­tro­par­te, avreb­be deter­mi­na­to l’anticipazione del­lo spo­sta­men­to dei cani addi­rit­tu­ra a gen­na­io 2017.

  4. Francesca Panciatici says:

    Mi asso­cio a Simona e Daniela: il cani­le c’era pri­ma. Ma tut­ti lo dob­bia­mo dire e ridi­re per­ché gli azzec­ca­gar­bu­gli di man­zo­nia­na memo­ria san­no per­fet­ta­men­te come por­re le que­stio­ni. Ma il tem­po non per­do­na e non è mal­lea­bi­le alle volon­tà del Foro: il cani­le c’era già e for­se quel ter­re­no costa­va poco pro­prio per quel­lo.
    Avrei apprez­za­to mol­to di più se que­sta denun­cia (sul cani­le posto in luo­go inap­pro­pria­to) l’avesse inol­tra­ta un cit­ta­di­no che abi­ta­va in una zona qua­lun­que del­la cit­tà. Così non pia­ce, abbia­te pazien­za!

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