Diritto alla salute e diritto al paesaggio

· Inserito in Spazio aperto
Luigi Faggiani

Pre­so atto del­l’er­rore urban­is­ti­co commes­so ai Pozzetti e ormai accer­tate le respon­s­abil­ità isti­tuzion­ali cre­do sia nec­es­sario ed impor­tante doman­dar­ci e ragionare su cosa sia il pae­sag­gio, quale val­ore abbia e come lo per­cepi­amo. Da qui ne deriverà un’idea di come fare per avere un buon pae­sag­gio e come piani­fi­care il ter­ri­to­rio aven­do rispet­to anche del panora­ma. Per pae­sag­gio noi dob­bi­amo inten­dere una deter­mi­na­ta parte del ter­ri­to­rio, così come è per­cepi­to dalle popo­lazioni, il cui carat­tere deri­va dal­l’azione di fat­tori nat­u­rali e/o umani e dalle loro inter­re­lazioni ( con­ven­zione euro­pea Firen­ze otto­bre 2000 ). Pen­so poi che il ter­mine popo­lazioni vada rifer­i­to non solo a quel­li del luo­go ma ben­sì a chi­unque anche se non lo abi­ta per­ché l’im­mag­ine che ne ha un tur­ista può essere diver­sa da quel­la di un abi­tante. Tute­lare e val­oriz­zare il ter­ri­to­rio diven­ta dunque un dovere al fine di sal­va­guardare l’i­den­tità del luo­go di cui il pae­sag­gio è l’aspet­to. Pos­si­amo allo­ra ben dire che un buon pae­sag­gio è un bisog­no per tut­ti noi. Esso deter­mi­na un sen­so di benessere, al con­trario un cat­ti­vo pae­sag­gio pro­duce in noi un malessere. Ricor­diamo­ci che un pae­sag­gio degrada­to riduce i freni inibitori e con­tribuisce al degra­do sociale e alla crim­i­nal­ità. Se ce lo pos­si­amo per­me­t­tere prefe­ri­amo una casa “ con vista “ che cos­ta più di una analo­ga che si affac­cia su una stra­da caot­i­ca. Negli alberghi le camere con vista costano di più di quelle sul retro. Un pae­sag­gio o un panora­ma è bel­lo per­ché riconosci­bile come for­ma di un deter­mi­na­to luo­go ed è brut­to quan­do con­tiene ele­men­ti estranei che non si riconoscono come iden­ti­fi­cazioni del luo­go. Un pae­sag­gio equi­li­bra­to e ordi­na­to pro­duce cal­ma, dona sicurez­za alla psiche e garan­tisce un godi­men­to esteti­co. Ecco per­ché siamo dis­tur­bati dal­la vista di un edi­fi­cio come quel­lo dei Pozzetti che risul­ta essere una dis­so­nan­za casuale che irrompe in una armo­nia pit­tor­i­ca quale la vista del mare e del­la sua iso­la. Come fare quin­di per piani­fi­care in modo rispet­toso del pae­sag­gio? La cosa sarebbe molto lun­ga a dirsi ma d’o­ra in poi tut­ti col­oro che si occu­per­an­no di urban­is­ti­ca qui a Piom­bi­no dovran­no in par­ti­co­lar modo occu­par­si con grande scrupo­lo delle scelte nor­ma­tive e del­l’anal­isi di soglia. Le prime non dovran­no essere blande al pun­to di van­i­fi­care l’o­bi­et­ti­vo, soprat­tut­to per l’aspet­to pae­sag­gis­ti­co nelle aree dove è con­sen­ti­ta l’ed­i­fi­cazione bisogn­erà rego­la­mentare con mol­ta cura, ma non dovran­no essere trop­po restrit­tive pena l’im­bal­samazione del­l’ed­i­fi­ca­bile in forme acca­d­e­miche poco real­is­tiche. La redazione di una car­ta delle soglie è meto­do sem­plice che per­me­tte di decidere dove met­tere e come met­tere una cosa in un ter­ri­to­rio. Sem­bra che la Regione Toscana si stia muoven­do pro­prio  in questo sen­so intro­ducen­do nel nuo­vo piano pae­sis­ti­co la pre­vi­sione di una nuo­va car­ta, quel­la dei pun­ti visu­ali, come ele­men­to di tutela aggiun­ti­va rispet­to agli inter­ven­ti di piani­fi­cazione. Auguri­amo­ci che i prossi­mi ammin­is­tra­tori piom­bi­ne­si abbiano la sen­si­bil­ità  dimostra­ta soprat­tut­to in questo peri­o­do dai cit­ta­di­ni.

 

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