PER ANNI SONO CONTINUATI GLI AUTOELOGI E LE MEZZE VERITÀ

Discarica sequestrata: i colpevoli fanno le vittime

· Inserito in Editoriale
Redazione

PIOMBINO 23 mar­zo 2018 — Era il feb­braio 2015 ed il sin­da­co Rossana Sof­frit­ti, nell’ambito di una dis­cus­sione su un ordine del giorno pre­sen­ta­to dal­la lista Comune di cit­ta­di­ni, ebbe a dire che l’Asiu era un fiore all’occhiello del­la Val di Cor­nia. Più volte, nel cor­so degli anni, gli ammin­is­tra­tori apparte­nen­ti al Par­ti­to demo­c­ra­ti­co si sono mossi sul­la stes­sa lin­ea, anche in sedi uffi­ciali come i con­sigli comu­nali.
Nel momen­to in cui una sim­i­le tesi non è pro­prio più pos­si­bile e che deb­bono ammet­tere i deb­iti accu­mu­lati, la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta irriso­ria e quant’altro, essi sono costret­ti rib­adire «unanime­mente, la volon­tà di sostenere l’azienda (oggi RiMa­te­ria in luo­go di Asiu, ndr) e di sosten­er­la nel proces­so di risana­men­to avvi­a­to con grande forza ed ener­gia pro­prio dal nuo­vo man­age­ment inse­di­atosi dal 2015», ogget­to di provved­i­men­ti giudiziari (si trat­ta del seque­stro del­la dis­car­i­ca di Ischia di Cro­ciano e degli avvisi di garanzia ema­nati).
Ma allo­ra non anda­va pro­prio tut­to bene?
Siamo di fronte ad una esplici­ta ammis­sione, e questo è un pas­so in avan­ti, di ciò che mai era sta­to ammes­so anche se anco­ra una vol­ta, stante la gener­ic­ità delle dichiarazioni, rimane il sospet­to che la natu­ra e l’entità vera del dis­as­tro finanziario ed eco­nom­i­co non si voglia esplici­ta­mente e com­pi­u­ta­mente esplic­itare, come sarebbe dovu­to. Si trat­ta solo dei deb­iti da pagare? O esiste anche il peso che deri­va dall’insieme degli impianti uti­liz­za­ti e di quel­li mai uti­liz­za­ti? Un fardel­lo tale da cui sca­tur­isce una notev­ole neces­sità di inves­ti­men­ti per i quali occorre trovare i finanzi­a­men­ti.
Ques­ta è l’occasione per dire tut­ta la ver­ità, non solo una parte del­la ver­ità. Sarebbe cosa buona e gius­ta far­lo.
Ma non solo.

L’ex pres­i­dente di Asiu Ful­vio Murzi e l’ex sin­da­co di Piom­bi­no Gian­ni Ansel­mi

Gli ammin­is­tra­tori fan­no anche gli indig­nati chieden­do «l’immediato dis­se­que­stro di tut­to l’impianto… nec­es­sario affinché pos­sano pros­eguire gli inter­ven­ti di risana­men­to ambi­en­tale già avviati dall’azienda, tra l’altro ben pri­ma del­la dif­fi­da del­la Regione  emes­sa nel novem­bre 2017 e che sono di immi­nente com­ple­ta­men­to».
È del tut­to evi­dente che i nos­tri han­no la memo­ria cor­ta, molto cor­ta.
Si dimen­ti­cano che la vera orig­ine dei prob­le­mi di oggi non risale al 2017 ben­sì al 2011. È di allo­ra quel­la pre­scrizione rilas­ci­a­ta dal­la Provin­cia di Livorno in sede di Autor­iz­zazione inte­gra­ta ambi­en­tale per l’impianto riguardante la ges­tione del bio­gas e del recu­pero ener­geti­co in quan­to il bio­gas prodot­to dal­la dis­car­i­ca non era aspi­ra­to e bru­ci­a­to dal sis­tema di recu­pero ener­geti­co o com­bus­to in tor­cia. E sono del 2016 quelle riguardan­ti la cop­er­tu­ra, le acque e gli scarichi idri­ci e le relazioni da inviare alla Regione Toscana.
La cosa gen­era appren­sione per­ché sin­daci e ammin­is­tra­tori non pote­vano non sapere che il prob­le­ma esistesse dato che approvan­do il bilan­cio Asiu 2012 avran­no sicu­ra­mente let­to che i mem­bri del col­le­gio sin­da­cale (Fran­co Gar­gani, Lau­ra Baroni, Leonar­do Car­oli­ni) fir­marono una relazione in cui si indi­vid­u­a­vano tra le oper­azioni di mag­gior rilie­vo eco­nom­i­co, finanziario e pat­ri­mo­ni­ale effet­tuate dal­la soci­età l’ottenimento dal­la Ban­ca Popo­lare di Vicen­za di tre mutui dell’importo di 800mila euro cadauno nec­es­sari a finanziare tre speci­fi­ci inter­ven­ti sul­la dis­car­i­ca di Ischia di Cro­ciano: impianto di cap­tazione del bio­gas, impianto per la pro­duzione di ener­gia elet­tri­ca da bio­gas, cop­er­tu­ra del­la dis­car­i­ca.
Mutui evi­den­te­mente non uti­liz­za­ti a questo scopo, come nel luglio 2017 tes­ti­moniò il liq­uida­tore di Asiu Bar­bara Del Sep­pia che ebbe ad affer­mare che questi mutui era­no sta­ti uti­liz­za­ti per altri inves­ti­men­ti ritenu­ti pri­or­i­tari rispet­to a quan­to indi­ca­to in orig­ine. Asiu, ebbe a scri­vere il liq­uida­tore, ha dovu­to dotar­si di una strut­tura impian­tis­ti­ca per la selezione, trit­u­razione e trat­ten­i­men­to del­la frazione organ­i­ca a segui­to dell’emanazione del­la così det­ta “cir­co­lare Orlan­do” sul­la base del­la quale il “rifi­u­to urbani tal quale” non era più con­feri­bile in dis­car­i­ca, ma anda­va sot­to­pos­to a trat­ta­men­to.
In con­clu­sione per ammis­sione del­lo stes­so liq­uida­tore dell’Asiu quelle opere pre­scritte, dunque obbli­ga­to­rie, non sono mai state real­iz­zate a par­tire dal 2011.
E così evi­den­te­mente è da allo­ra che la dis­car­i­ca risul­ta con­dot­ta in maniera non adegua­ta alle norme tec­niche di rifer­i­men­to e dif­forme­mente da quan­to autor­iz­za­to e sen­za il rispet­to delle pre­scrizioni del 2011 e del 2016, come ebbe a dire la Regione Toscana.

L’ex pres­i­dente di Asiu Ful­vio Murzi e l’ex diret­tore Enri­co Bar­barese

Ed infine l’irritazione. «RiMa­te­ria è l’unico stru­men­to a dis­po­sizione del ter­ri­to­rio capace di svol­gere una fun­zione deci­si­va nei pro­ces­si di risana­men­to ambi­en­tale e di svilup­po indus­tri­ale in qual­si­asi sce­nario esso si svol­gerà già nel breve ter­mine» escla­mano all’unisono. Pec­ca­to che una sim­i­le atten­zione non l’abbiamo man­i­fes­ta­ta nell’occasione (giug­no 2015) del­la fir­ma di quell’accordo di pro­gram­ma per la rein­dus­tri­al­iz­zazione ed il risana­men­to ambi­en­tale nel quale tut­ta la parte delle vec­chie dis­cariche, com­pre­sa la LI53 poi acquisi­ta pro­prio da RiMa­te­ria, non sia sta­ta ricom­pre­sa. E pec­ca­to che si siano dimen­ti­cati di quei sol­di nel­la disponi­bil­ità del Comune di Piom­bi­no (tan­ti e da tan­to tem­po) des­ti­nati a boni­fiche come quelle di Cit­tà futu­ra o di Pog­gio ai ven­ti pas­sati ad Asiu e mai trasfor­ma­tisi in opere tant’è che il Comune se n’è riap­pro­pri­a­to, sen­za per­al­tro che quei ter­ri­tori siano sta­ti anco­ra boni­fi­cati.

Le indig­nazioni e le irri­tazioni non pos­sono, da sole, assol­vere né dagli autoel­o­gi né dalle mezze ver­ità.

Dopo aver scrit­to l’editoriale abbi­amo rice­vu­to alcu­ni comu­ni­cati stam­pa che pub­blichi­amo sot­to:

RiMa­te­ria: sin­daci e sin­da­cati scrivono al prefet­to per il dis­se­que­stro del­la dis­car­i­ca
Una let­tera al prefet­to, Anna­maria Man­zone e per conoscen­za al pres­i­dente del­la regione Enri­co Rossi e all’assessore regionale all’ambiente Fed­er­i­ca Fratoni, con la quale si richiede un incon­tro urgente sul tema del seque­stro del­la dis­car­i­ca RiMa­te­ria.
I sin­daci di Piom­bi­no Mas­si­mo Giu­liani e di Campiglia Marit­ti­na Rossana Sof­frit­ti, insieme a Cisl Livorno, FIT Cisl regionale, FP CGIL Livorno, Uil­trasporti Toscana Cos­ta, Legam­bi­ente Val di Cor­nia e Rsu e Rsl di RiMa­te­ria.
Nel­la let­tera si chiede per­tan­to l’assoluta urgen­za di inter­venire per evitare l’aggravarsi del­la situ­azione ambi­en­tale pri­ma anco­ra che sociale. Si affer­ma inoltre che RiMa­te­ria era impeg­na­ta con ingen­ti lavori in cor­so pro­prio per super­are le crit­ic­ità del sito e il dis­a­gio dei cit­ta­di­ni.
“La neces­sità di dis­se­ques­trare l’area e far ripren­dere i lavori e la piena oper­a­tiv­ità è l’unico modo per portare a soluzione i prob­le­mi, mit­i­gare gli impat­ti e garan­tire uno stru­men­to strate­gi­co per qual­si­asi sce­nario eco­nom­i­co indus­tri­ale dell’area” – con­clude la let­tera.

Comune di Piom­bi­no

Pre­sidio dei dipen­den­ti di RIMa­te­ria davan­ti al Comune di Piom­bi­no
A segui­to del­la crisi sca­tu­ri­ta dal seque­stro pre­ven­ti­vo del­la dis­car­i­ca RiMa­te­ria di Ischia di Cro­ciano da parte del gip di Livorno, i lavo­ra­tori dell’azienda han­no pre­sidi­a­to i can­cel­li nel­la mat­ti­na­ta odier­na per poi spostar­si nel pomerig­gio pres­so la sede  del Munici­pio di Piom­bi­no.
Qui il sin­da­co Mas­si­mo Giu­liani ha incon­tra­to i dipen­den­ti i quali han­no espres­so tut­ti i tim­o­ri cir­ca il  loro futuro lavo­ra­ti­vo dal momen­to che sono sta­ti col­lo­cati in ferie forzate con la prospet­ti­va, una vol­ta finite le ferie, di pot­er anche essere licen­ziati, vis­to che la dis­car­i­ca  ora seques­tra­ta potrebbe essere chiusa in via defin­i­ti­va.
Il sin­da­co si è schier­a­to dal­la parte dei lavo­ra­tori con­div­i­den­done le pre­oc­cu­pazioni e impeg­nan­dosi, con tut­ti i mezzi a sua dis­po­sizione,  a sup­port­are le istanze e i tim­o­ri di chi vede a ris­chio il pro­prio pos­to di lavoro.
In questo con­testo è impor­tante sot­to­lin­eare la pre­sa di posizione di Legam­bi­ente nel­la per­sona di Adri­ano Bruschi che, nell’incontro avvenu­to al Mul­ti­zionale ieri 22 mar­zo, ha man­i­fes­ta­to la pre­oc­cu­pazione dell’associazione per il peri­co­lo di inter­ruzione che corre il proces­so di risaname­to in cor­so. La dis­car­i­ca deve essere mes­sa a nir­ma ma questo e’ pos­si­bile solo con la pros­e­cuzione dei lavori.
I lavo­ra­tori di RiMa­te­ria han­no apprez­za­to la pre­sen­za e gli impeg­ni pre­si dai sin­daci Mas­si­mo Giu­liani e Rossana Sof­frit­ti, dalle orga­niz­zazioni sin­da­cali region­ali e provin­ciali CGIL, CISL, UIL e dall’Associazione Legam­bi­ente alla riu­nione del 22 mar­zo al Mul­ti­zonale e, riu­ni­ti in assem­blea per­ma­nente davan­ti ai can­cel­li del­la dis­car­i­ca e di fronte al Munici­pio, con­tin­uer­an­no la lot­ta a tem­po inde­ter­mi­na­to.
Il pre­sidio per­ma­nente dei dipen­den­ti di RiMa­te­ria aus­pi­ca che si dispieghi il più ampio sosteg­no delle isti­tuzioni, delle asso­ci­azioni e delle orga­niz­zazioni politiche e sociali di Piom­bi­no e di tut­to il ter­ri­to­rio alla loro lot­ta per il lavoro e per la tutela ambi­en­tale.

Dipen­den­ti RIMa­te­ria

Chiarei dovrebbe dimet­ter­si
Avrem­mo prefer­i­to non rice­vere la pesante ered­ità deb­ito­ria di Asiu, che per essere sana­ta costringe questo ter­ri­to­rio a rice­vere rifiu­ti da tut­ta Italia sen­za alcun van­tag­gio com­pen­sati­vo, come accade di soli­to, nelle attiv­ità “vir­tu­ose” ambi­en­tal­mente impat­tan­ti. Già quest’aspetto era ben noto pri­ma dei mias­mi. Poi le vicende sul­la dis­car­i­ca che si sono susse­gui­te, dove qual­cuno pri­ma chiede la ces­sazione del con­fer­i­men­to per poi invitare il dis­se­que­stro per­ché si accorge che sen­za con­fer­i­men­to dif­fi­cil­mente si potran­no fare i lavori di mes­sa in sicurez­za. Alcune forze politiche invece si sono sveg­li­ate d’incanto muoven­dosi come ele­fan­ti in una cristal­le­ria. Dici­amo che è sfug­gi­ta la neces­sità di una luci­da anal­isi, come pen­si­amo che la cro­nis­to­ria del­la situ­azione Asiu sia piut­tosto inutile per la soluzione di un prob­le­ma dram­mati­co che oggi vede 49 lavo­ra­tori in ferie forzate e un ter­ri­to­rio con 20 mil­ioni di deb­ito sulle spalle dei con­tribuen­ti; dieci sono per il post mortem cui i gestori non potran­no esimer­si. RiMa­te­ria non è il PD, è di tut­ti. Quel­lo che appare para­dos­sale è il silen­zio stam­pa del Comune, dell’assessore all’ambiente e del Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co; non una nota uffi­ciale, non una pre­sa d’atto di una situ­azione insosteni­bile nel quadro eco­nom­i­co e ambi­en­tale. Non vor­rem­mo per­cepire questo silen­zio come un’autoassoluzione. Fig­ure come l’assessore all’ambiente che han­no respon­s­abil­ità isti­tuzion­ali e sono anche fig­ure sim­boliche nel­la loro fun­zione di rap­p­re­sen­tan­za nor­ma­ti­va e di prin­ci­pio, dovreb­bero pren­dere atto di ques­ta dram­mat­i­ca situ­azione e rasseg­nare le pro­prie dimis­sioni.

Ric­car­do Gelichi, Por­tav­oce Lista Civi­ca Ascol­ta Piom­bi­no

Un con­siglio comu­nale stra­or­di­nario per RiMa­te­ria
RiMa­te­ria per le scelte dell’attuale grup­po diri­gente e dei soci, si è mes­sa nelle con­dizioni di avviare un ril­e­vante proces­so di ristrut­turazione di ques­ta soci­età. La ristrut­turazione non è solo eco­nom­i­ca ma si è accom­pa­g­na­ta ad un piano indus­tri­ale che pro­va a dis­eg­narne uno svilup­po con inves­ti­men­ti ingen­ti di natu­ra ambi­en­tale, impian­tis­ti­ca e pae­sag­gis­ti­ca. La ques­tione viene tal­vol­ta pie­ga­ta sull’esclusiva neces­sità di risana­men­to eco­nom­i­co che è indub­bi­a­mente impor­tante, ma il tema è strut­turale ovvero se vogliamo o meno che sul ter­ri­to­rio esista una  soci­età che ne accom­pa­g­ni la sua ambi­en­tal­iz­zazione oppure se per ragioni, anche com­pren­si­bili, di polem­i­ca polit­i­ca  si voglia gestire il dibat­ti­to con l’utilizzo esclu­si­vo del­lo spec­chi­et­to retro­vi­sore. Noi non vogliamo sot­trar­ci min­i­ma­mente da un anal­isi anche ret­ro­spet­ti­va e inten­di­amo far­lo con aper­tu­ra e sen­za preclu­sione ver­so gli argo­men­ti altrui ma con­tem­po­ranea­mente pen­si­amo che si deb­ba dire con chiarez­za cosa fac­ciamo oggi che, per quan­to ci riguar­da, è ciò che è con­tenu­to nel piano indus­tri­ale di Rima­te­ria e nel quadro di una aus­pi­ca­bile ripresa di un ciclo siderur­gi­co com­pat­i­bile ambi­en­tal­mente. L’alternativa è la chiusura, non ci sono terze vie né spazi per posizioni di esclu­si­va riven­di­cazione.
Siamo con­vin­ti che RiMa­te­ria sia nelle con­dizioni di dimostrare che non c’è sta­ta nes­suna neg­li­gen­za nell’ottemperanza del­la dif­fi­da emana­ta dal­la Regione Toscana per­ché si è mes­sa nelle con­dizioni di avviare imme­di­ata­mente le pro­ce­dure di ripristi­no e gli inter­ven­ti nec­es­sari. Siamo altret­tan­to con­vin­ti che, ogget­ti­va­mente, la con­ti­nu­ità azien­dale sia l’unico con­testo pos­si­bile entro cui  portare a ter­mine questi inves­ti­men­ti. Se la dis­car­i­ca rimar­rà chiusa non ci saran­no né inter­ven­ti di ripristi­no, né futuro per i lavo­ra­tori per­ché è a ris­chio l’esistenza di ques­ta soci­età. In questo sen­so il lavoro degli enti com­pe­ten­ti é in ogni caso impor­tante e va rispet­ta­to, al tem­po stes­so rite­ni­amo  che, nel quadro degli impre­scindibili appro­fondi­men­ti  sug­li atti, l’istanza di dis­se­que­stro, dal momen­to che ver­rà deposi­ta­ta, deb­ba essere val­u­ta­ta in tem­pi com­pat­i­bili con la neces­sità di RiMa­te­ria di reg­ger­si sul piano eco­nom­i­co e finanziario. I Comu­ni pro­pri­etari di RiMa­te­ria, ivi com­pre­so il sin­da­co di Suvere­to Giu­liano Par­o­di, han­no fir­ma­to un doc­u­men­to che sostiene l’istanza del dis­se­que­stro. Ci pare una posizione chiara e di asso­lu­to buon sen­so.  Per questo fac­ciamo una pro­pos­ta a tutte le forze politiche pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio: soste­ni­amo tut­ti insieme la posizione  dei  sin­daci almeno su questo pun­to. Fac­ciamo fronte comune. Questo non spos­ta di una vir­go­la le legit­time posizioni di cias­cuno, il sacrosan­to dirit­to alla crit­i­ca per le forze di oppo­sizione o la neces­sità delle forze di gov­er­no di sostenere le pro­prie pro­poste. Provi­amo a fare uno scat­to in avan­ti che aiu­ti e pos­sil­mente acceleri il lavoro degli enti com­pe­ten­ti. Almeno su questo, rite­ni­amo che sareb­bero incom­pren­si­bili ulte­ri­ori divi­sioni. Per questo pen­si­amo che dopo  la riu­nione dei capogrup­po con­vo­ca­ta dal sin­da­co Mas­si­mo Giu­liani per mart­edì mat­ti­na prossi­mo su questo tema sia utile con­vo­care un con­siglio comu­nale stra­or­di­nario nel Comune di Piom­bi­no aper­to al grup­po diri­gente di RiMa­te­ria, alle orga­niz­zazioni sin­da­cali e di cat­e­go­ria, l’associazionismo ambi­en­tal­ista e le forze politiche.

Fed­er­azione PD  Val di Cor­nia Elba

I sin­daci pri­ma stan­no zit­ti poi stru­men­tal­iz­zano i dipen­den­ti di RiMa­te­ria
Da molti mesi alcu­ni cit­ta­di­ni stan­no por­tan­do avan­ti una protes­ta con­tro l’ ampli­a­men­to del­la dis­car­i­ca di Ischia e per i mias­mi da essa ema­nati. Han­no scrit­to una let­tera fir­ma­ta da oltre 100 cit­ta­di­ni, ind­i­riz­za­ta alle isti­tuzioni region­ali e locali, dove denun­ci­a­vano la situ­azione insosteni­bile e chiede­vano con­trol­li sull’ambiente. Ques­ta let­tera non ha avu­to alcu­na rispos­ta. I sin­daci, pro­pri­etari e respon­s­abili di RiMa­te­ria-ASIU, oltre a non rispon­dere a tali richi­este, assieme agli enti pro­posti al con­trol­lo ambi­en­tale, han­no dis­er­ta­to ogni assem­blea, las­cian­do così i cit­ta­di­ni sen­za alcun chiari­men­to uffi­ciale. Eppure quan­to paven­ta­to ha trova­to con­fer­ma nel­la dif­fi­da del­la Regione Toscana a RiMa­te­ria. A segui­to delle suc­ces­sive ispezioni del NOE, dalle quali risul­ta­va la NON ottem­per­an­za delle pre­scrizioni ( anni 2011 e 2016) richia­mate dal­la dif­fi­da regionale, siamo arrivati al seque­stro dell’impianto. I sin­daci in ques­tione, garan­ti del­la salute pub­bli­ca e in quan­to pro­pri­etari di RiMa­te­ria respon­s­abili del cor­ret­to fun­zion­a­men­to del­la dis­car­i­ca, dopo aver igno­ra­to per mesi i malesseri fisi­ci e i dis­a­gi degli abi­tan­ti, han­no imme­di­ata­mente chiesto il dis­se­que­stro del­la dis­car­i­ca. Sen­za atten­dere rispet­tosa­mente la con­clu­sione delle indagi­ni e le deci­sioni del­la Mag­i­s­tratu­ra, ma con mal­cela­ta insof­feren­za al decre­to di seque­stro e dele­git­ti­man­do il suo oper­a­to, rin­no­vano la loro fidu­cia a RiMa­te­ria, che investe non nel­la mes­sa a nor­ma ma sull’ulteriore ampli­a­men­to del­la dis­car­i­ca. Infat­ti i lavori di imper­me­abi­liz­zazione del­la val­let­ta che sep­a­ra la dis­car­i­ca ex ASIU dal­la ex Luc­chi­ni sono qua­si ulti­mati e pron­ti ad accogliere altri rifiu­ti spe­ciali prove­ni­en­ti da tut­ta Italia. Da stig­ma­tiz­zare è la stru­men­tal­iz­zazione dei dipen­den­ti di RiMa­te­ria e delle loro com­pren­si­bili e con­di­vis­i­bili pre­oc­cu­pazioni per il pos­to di lavoro. I sin­daci dovreb­bero tute­lare tut­ti i cit­ta­di­ni, anziché con­trap­porre i lavo­ra­tori, vit­time anch’essi di scelte ammin­is­tra­tive e di politiche azien­dali che oggi sono al vaglio del­la Mag­i­s­tratu­ra, ai cit­ta­di­ni che chiedono tutele per la loro salute e per l’ambiente. Le lamentele e i mal­ori accusati dagli abi­tan­ti vici­no alla dis­car­i­ca non ven­gono con­siderati: non si crede ai loro malesseri oppure li si con­sid­era come già pre­visti e nec­es­sari, DANNI COLLATERALI di cui non ten­er con­to e che pos­sono con­tin­uare a pazientare!
È sta­to da irre­spon­s­abili coin­vol­gere i lavo­ra­tori in un prog­et­to di rilan­cio di ASIU-RiMa­te­ria ver­so il set­tore dei rifiu­ti spe­ciali, non appan­nag­gio del pub­bli­co, sen­za averne come soci­età né i mezzi finanziari, né gli impianti, né le nec­es­sarie com­pe­ten­ze. I lavo­ra­tori ASIU pote­vano tut­ti trovare occu­pazione in SEI dal momen­to che tale soci­età si assume­va il com­pi­to di gestire i rifiu­ti urbani. Pen­si­amo che anche oggi tali lavo­ra­tori han­no non solo dirit­to ma tutte le pos­si­bil­ità di avere tute­la­to il loro dirit­to al lavoro. Noi pen­si­amo che l’azione del­la Mag­i­s­tratu­ra per­me­t­ta di met­tere final­mente a nor­ma la dis­car­i­ca ASIU ormai esauri­ta. Rite­ni­amo inoltre indis­pens­abile rivedere la strate­gia dei sin­daci del­la Val di Cor­nia che inten­dono ori­entare il nos­tro svilup­po e la nos­tra zona ver­so il trat­ta­men­to dei rifiu­ti indus­tri­ali con­voglian­do in un ter­ri­to­rio da bonifi­care rifiu­ti prove­ni­en­ti da tut­ta Italia.

Un grup­po di cit­ta­di­ni di Col­ma­ta e di Piom­bi­no

 

Una risposta a “Discarica sequestrata: i colpevoli fanno le vittime”

  1. […] Dis­car­i­ca seques­tra­ta: i colpevoli fan­no le vit­time […]

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