La lunga storia del Parco eolico "Foce del Cornia"

Le torri e le grandi pale nel cielo del Quagliodromo

· Inserito in Sotto la lente
Fiorenzo Bucci

Aggior­na­men­to e inte­grazione di un arti­co­lo prece­dente

PIOMBINO 20 dicem­bre 2018 — I box di cantiere nel­la zona del quaglio­dro­mo sono com­par­si da poco tem­po ma il cosid­det­to par­co eoli­co Foce del Cor­nia è già un bam­binel­lo di terza ele­mentare: otto can­de­line con­su­mate nel mez­zo a un mare di carte, a infi­nite riu­nioni, a moltepli­ci atti del­la più varia natu­ra e a irril­e­vante parte­ci­pazione del­la cit­tad­i­nan­za che, in grande parte, ha scop­er­to solo nel 2018 una vicen­da che ha vis­to la pri­ma cul­la nell’ottobre del 2010. Allo­ra, in data 13, la soci­età Fera (Fab­bri­ca energie, rin­nov­abili alter­na­tive), una srl con sede in Milano, pre­sen­tò alla Regione toscana, una “istan­za di pro­nun­cia di com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale in ordine al prog­et­to di un impianto eoli­co con una poten­za com­p­lessi­va pari a 18 megawatt”. Una richi­es­ta sul­la quale la giun­ta regionale decise con una delib­era del 27 dicem­bre 2011 espri­men­do la pro­pria pro­nun­cia favorev­ole alla real­iz­zazione dell’impianto sub­or­di­nan­do­lo al rispet­to delle pre­scrizioni e delle rac­co­man­dazioni di cui al ver­bale del­la riu­nione istrut­to­ria (parere favorev­ole) del 15 dicem­bre 2011. Oltre a conoscere il coin­vol­gi­men­to dei vari enti nel­la val­u­tazione del prog­et­to, dal ver­bale dell’istruttoria si rica­vano le carat­ter­is­tiche dell’opera.

IL PROGETTO
Si apprende così che:

♦ L’impianto eoli­co (“si è pun­ta­to su un numero con­tenu­to di areo­tur­bine di grande taglia”) è cos­ti­tu­ito da sei aero­gen­er­a­tori da 3 Mwatts per una poten­za nom­i­nale totale di 18 Mw ed una pro­ducibil­ità atte­sa di cir­ca 38.700 Mw all’anno, pari a 2.150 ore equiv­alen­ti (ndr: suc­ces­si­va­mente la poten­za degli aero­gen­er­a­tori sarà ampli­a­ta a 3,3 Mw con il con­seguente aumen­to del­la poten­za nom­i­nale totale fino a 19,8 Mw).

♦ L’area inter­es­sa­ta dal prog­et­to, scelta su cinque pos­si­bili siti, è quel­la del­la zona di bonifi­ca per col­ma­ta dai sed­i­men­ti del fiume Cor­nia. Una super­fi­cie tra la cos­ta e lo sta­bil­i­men­to indus­tri­ale ex Luc­chi­ni, delim­i­ta­ta rispet­ti­va­mente a est dal­la vec­chia foce e ad ovest dal diver­si­vo del fiume Cor­nia. Tale area è sta­ta indi­vid­u­a­ta come Sin, cioè sito di inter­esse nazionale, dal gov­er­no fin dal 1998.

Il cartel­lo all’ingresso del cantiere del par­co eoli­co

♦ Gli are­o­gen­er­a­tori sono allineati par­al­le­la­mente alla lin­ea di cos­ta ed equidis­tan­ti tra di loro, ad una dis­tan­za di cir­ca 400 metri dal mare; han­no un’altezza mas­si­ma al moz­zo di 120 metri, un rotore a tre pale con diametro delle pale di 120 metri, per un’altezza totale di 180 metri (ndr: le due ciminiere del­la vic­i­na cen­trale Enel sono alte 200 metri) e sono posti ad una dis­tan­za tra loro di cir­ca 320 metri, per uno svilup­po lin­eare totale dell’impianto di cir­ca un chilometro e sei­cen­to metri. L’area spaz­za­ta dalle pale è di 9.852 metri qua­drati e la veloc­ità nom­i­nale di rotazione del rotore è di 8,5 giri al min­u­to.

♦ È pre­vista la real­iz­zazione di un cavi­dot­to inter­ra­to a 20–30 KVolts per una lunghez­za di cir­ca sette chilometri e mez­zo per il trasporto del­la cor­rente prodot­ta fino alla cab­i­na elet­tri­ca di trasfor­mazione denom­i­na­ta “Pop­u­lo­nia”, sit­u­a­ta in local­ità Mon­tege­moli. Quin­di la cor­rente sarà inseri­ta sul­la lin­ea alta ten­sione del­la rete di trasmis­sione nazionale “Cafag­gio – Piom­bi­no Cotone” a 132 Kv, come pre­vis­to nel­la soluzione tec­ni­ca min­i­ma gen­erale for­ni­ta dal­la soci­età Ter­na.

♦ Il cavi­dot­to pre­sen­ta una pro­fon­dità di sca­vo di cir­ca 1,25 metri ed una larghez­za pari a cir­ca 60 cen­timetri. Il trac­cia­to del cavi­dot­to parte dal pri­mo are­o­gen­er­a­tore attra­ver­san­do in sub­alveo un fos­so di rac­col­ta del­la zona di col­ma­ta, poi per­corre il con­fine del­lo sta­bil­i­men­to indus­tri­ale lun­go la stra­da ster­ra­ta che costeggia l’argine del fiume Cor­nia, attra­ver­sa in sot­topas­so la stra­da del­la Base geo­det­i­ca all’altezza del viadot­to del fiume e con­tin­ua a fian­co di essa lun­go una stra­da ster­ra­ta fino ad incon­trare la statale 398 che ver­rà attra­ver­sa­ta in sot­ter­ranea, medi­ante la tec­ni­ca del­lo spin­gi­tubo. Suc­ces­si­va­mente il cavi­dot­to per­corre la via dell’Ombrone per cir­ca 250 metri, per poi cor­rere lun­go una stra­da ster­ra­ta fino alla sot­tostazione “Pop­u­lo­nia” in local­ità Mon­tege­moli. In quest’ultimo trat­to di stra­da sono pre­sen­ti due inter­sezioni con canali d’acqua (il canale allac­ciante destro al fos­so Mon­tege­moli e il canale che adduce alle idrovore del­lo stes­so fos­so), super­ate medi­ante lo staffag­gio del cavi­dot­to sul­la spal­let­ta del ponte, a lato valle rispet­to al sen­so del cor­so d’acqua. È pre­vista altresì la+ real­iz­zazione di una nuo­va cab­i­na di trasfor­mazione media/alta ten­sione di dimen­sioni in pianta di cir­ca 50 per 70 metri, in adi­a­cen­za alla cab­i­na pri­maria “Pop­u­lo­nia” attual­mente in fase di ampli­a­men­to.

♦ La vita utile dell’impianto è sti­ma­ta in 20–25 anni; tra le oper­azioni di manuten­zione è pre­vista la sos­ti­tuzione ogni cinque anni dei lubri­f­i­can­ti pre­sen­ti nelle com­po­nen­ti degli aero­gen­er­a­tori.

♦ Lo stu­dio anemo­met­ri­co ha evi­den­zi­a­to una veloc­ità media del ven­to di 5,77 metri al sec­on­do ed un fun­zion­a­men­to pre­vis­to dell’impianto per 2.150 ore all’anno, per una pro­duzione annua di ener­gia elet­tri­ca di 38.700 MWh. Lo stu­dio ha pre­so in con­sid­er­azione i dati rac­colti dal 6 al 24 novem­bre 2009 attra­ver­so un anemometro instal­la­to a 40 metri di altez­za in posizione bari­cen­tri­ca nell’area scelta per l’impianto eoli­co. Sono sta­ti altresì pre­si in con­sid­er­azione i dati disponi­bili dal dicem­bre 1996 al dicem­bre 2001 dell’anemometro “Torre del Sale” di altez­za 100 metri e i dati cli­mati­ci rel­a­tivi all’arco tem­po­rale 2003–2008 del­la vic­i­na stazione metere­o­log­i­ca Arpat sit­u­a­ta a Piom­bi­no.

Il cantiere del par­co eoli­co “Foce del Cor­nia”

♦ Sono pre­viste sei piaz­zole di mon­tag­gio per gli aero­gen­er­a­tori di dimen­sioni pari a 45 per 30 metri, rialzate di 50 cen­timetri dal piano di cam­pagna e sei plin­ti di fon­dazione su pali di for­ma cir­co­lare di diametro 17 metri, sit­uati fino ad una quo­ta di 1,9 metri dal piano di cam­pagna, dotati di 20 pali cias­cuno del­la lunghez­za di 30 metri e del diametro di 40 cen­timetri.

♦ Per quan­to riguar­da la real­iz­zazione ex-novo del­la via­bil­ità inter­na al par­co eoli­co, sono pre­visti un pri­mo trat­to che dai can­cel­li del­lo sta­bil­i­men­to indus­tri­ale arri­va al pri­mo are­o­gen­er­a­tore attra­ver­san­do alla quo­ta del piano di cam­pagna l’area est del­la palude “Ischia di Cro­ciano” e poi bre­vi trat­ti di col­lega­men­to tra le piaz­zole degli aero­gen­er­a­tori. Tut­ta la via­bil­ità da real­iz­zare ex-novo prevede opere di regi­mazione idrauli­ca. I trasporti eccezion­ali dei mate­ri­ali rag­giunger­an­no i siti finali per­cor­ren­do la vari­ante Aure­lia, poi la 398 e quin­di la stra­da del­la Base geo­det­i­ca, oppure giunger­an­no al por­to e, per­cor­ren­do le strade urbane e la provin­ciale ver­so Fiorenti­na, rag­giunger­an­no la stra­da del­la Base geo­det­i­ca.
È sta­to sti­ma­to un vol­ume di traf­fi­co, per tutte le prin­ci­pali fasi di costruzione dell’opera, pari a 2.100 viag­gi anda­ta e ritorno (cir­ca 12 viag­gi al giorno) per lo più rel­a­tivi a trasporti di mate­ri­ali di cava e di mate­ri­ali nec­es­sari per le fon­dazioni degli aero­gen­er­a­tori.

♦ È pre­vista la riu­ti­liz­zazione in sito di 4.918 metri cubi di terre e roc­ce prove­ni­en­ti dagli scavi (7.022 metri cubi). Il ter­reno veg­e­tale in esubero (pari a cir­ca 2.104 metri cubi), nel caso non sia pos­si­bile un riu­ti­liz­zo in cantieri lim­itrofi, ver­rà con­fer­i­to in dis­car­i­ca. In aggiun­ta, sono nec­es­sari 7.483,5 metri cubi di mate­ri­ale di cava per la real­iz­zazione delle piaz­zole di mon­tag­gio degli aero­gen­er­a­tori, per i nuovi tronchi di stra­da da real­iz­zare e per le aree di manovra e movi­men­tazione all’interno del­la sot­tostazione elet­tri­ca.

♦ La dura­ta dei cantieri pre­vista è di cir­ca nove mesi. Dal cartel­lo che è sta­to da poco tem­po aff­is­so all’ingresso del cantiere, si apprende che la data di inizio dei lavori è il 28 mag­gio 2016 (ndr: ovvero due anni e mez­zo fa) e la pre­sun­ta data di fine il 29 mag­gio 2019.

♦ Sec­on­do quel che si legge nel doc­u­men­to del­la riu­nione istrut­to­ria, stu­di e ril­e­vazioni han­no evi­den­zi­a­to come sia com­pat­i­bile con il rumore di fon­do del­la zona l’apporto dei rotori in movi­men­to chiara­mente dipen­dente dal­la veloc­ità del ven­to e come siano “estrema­mente bassi” i rischi di impat­to sug­li uccel­li migra­tori e sulle specie nid­i­f­i­can­ti di ril­e­vante impor­tan­za nat­u­ral­is­ti­ca”. Il rifer­i­men­to è in par­ti­co­lare alla vic­i­na oasi degli Orti Bot­tagone.

♦ L’importo delle opere pre­viste, indi­ca­to dal doc­u­men­to del­la riu­nione istrut­to­ria, ammon­ta a 17.805.775 euro.

È pos­si­bile che da dicem­bre 2011, quan­do le carat­ter­is­tiche dell’impianto furono elen­cate, qual­cosa sia cam­bi­a­to (per esem­pio, come det­to, l’aumento del­la poten­za degli are­o­gen­er­a­tori). Nel­la sostan­za comunque restano valide le indi­cazioni trat­te dal ver­bale alle­ga­to alla delib­era del­la giun­ta regionale numero 1208.

L’AUTORIZZAZIONE UNICA
Nel­la tar­da pri­mav­era del 2014 il prog­et­to del par­co eoli­co ha inizia­to a per­cor­rere la stra­da del­la defin­i­ti­va approvazione. Già in data 10 luglio 2013 la soci­età Fera ave­va inoltra­to la richi­es­ta per ottenere l’Autorizzazione uni­ca a costru­ire e gestire l’impianto eoli­co alla foce del Cor­nia. Il Comune di Piom­bi­no, con delib­era del­la giun­ta numero 97 del 16 aprile 2014 ave­va pre­so atto del prog­et­to. Nel­la delib­era la giun­ta sot­to­lin­ea la pro­pria volon­tà di “incen­ti­vare e pro­muo­vere la dif­fu­sione di impianti ener­geti­ci ali­men­tati da fonti rin­nov­abili”, con­sid­era “con­tenu­to l’impatto visi­vo e l’interferenza con le aree umide (essendo gli are­o­gen­er­a­tori col­lo­cati in ter­ri­to­rio occu­pa­to dal­lo sta­bil­i­men­to siderur­gi­co) e infine dà per defini­to il fat­to che l’autorizzazione uni­ca con­ces­sa dal­la Regione “pro­dur­rà gli effet­ti di vari­ante agli stru­men­ti urban­is­ti­ci comu­nali” ai sen­si di una nor­ma in vig­ore dal 2003 la quale con­tes­tual­mente san­cirà anche “l’apposizione del vin­co­lo pre­or­di­na­to all’esproprio, dichiarazione di pub­bli­ca util­ità, indif­feri­bil­ità ed urgen­za”.

Un aero­gen­er­a­tore del­la dit­ta che fornirà gli appa­rati per il par­co

Non sarà pro­prio così. Infat­ti il 23 mag­gio 2014, due giorni pri­ma delle elezioni ammin­is­tra­tive che vedran­no l’uscita di Gian­ni Ansel­mi e l’ingresso di Mas­si­mo Giu­liani sul più alto scran­no del con­siglio comu­nale, la giun­ta deliber­erà una varante nor­ma­ti­va al rego­la­men­to urban­is­ti­co rel­a­ti­va­mente al par­co eoli­co. Accadrà dopo la sec­on­da sedu­ta del­la Con­feren­za dei servizi, che, in pre­vi­sione del rilas­cio dell’Autorizzazione uni­ca alla soci­età Fera, si era tenu­ta a Firen­ze il giorno pri­ma, cioè il 22 mag­gio 2014. Quel­la riu­nione era sta­ta, a sua vol­ta, pre­ce­du­ta da un pri­mo incon­tro del­la Con­feren­za il 24 aprile durante il quale i lavori era­no sta­ti aggior­nati appun­to al 22 mag­gio. E il 22 mag­gio, pre­sente per il Comune il fun­zionario Cristi­na Pol­le­gione, Piom­bi­no era sta­to sol­lecita­to “a pre­sentare una pro­pos­ta di vari­ante urban­is­ti­ca nor­ma­ti­va da pre­sentare nel­la suc­ces­si­va sedu­ta del­la Con­feren­za”. Cosa che avver­rà quat­tro giorno dopo il 26 mag­gio 2014, quan­do la stes­sa Con­feren­za dei servizi con­clud­erà i pro­pri lavori con appe­na tre pre­sen­ti (per il Comune di Piom­bi­no l’architetto Camil­la Cer­ri­na Fer­oni) su 38 enti con­vo­cati.
In ver­ità molto pochi ma si deve comunque ril­e­vare che molti altri enti tra cui min­is­teri dell’ambiente e dei beni cul­tur­ali, l’Arpat, l’Autorità por­tuale di Piom­bi­no, l’Anas, il Genio civile e la provin­cia di Livorno ave­vano offer­to i pro­pri con­tribu­ti scrit­ti per la Con­feren­za dei servizi.
Con tutte le carte a pos­to final­mente il 29 mag­gio 2014, dopo 35 giorni dal­la pri­ma sedu­ta del­la Con­feren­za dei servizi, la Giun­ta regionale pote­va emanare un decre­to con cui con­cede­va “alla soci­età Fera, con sede legale in Milano, piaz­za Cavour 7, l’Autorizzazione uni­ca a costru­ire ed eser­cire l’impianto eoli­co denom­i­na­to <Foce del Cor­nia>, com­p­rese le opere con­nesse e le infra­strut­ture indis­pens­abili allo stes­so”. L’autorizzazione veni­va sub­or­di­na­ta al rispet­to delle pre­scrizioni derivan­ti in gran parte dal lavoro prepara­to­rio del­la Con­feren­za dei servizi. Ivi com­p­rese una serie di mis­ure di mit­igazione e com­pen­sazione a tutela del Comune di Piom­bi­no.
Tut­to fini­to e pron­ti per i lavori?
Non anco­ra.

IL CAMBIO DELLA AZIENDA RICHIEDENTE
Il 20 giug­no 2014 la Regione Toscana, infat­ti, emanò un nuo­vo decre­to diri­gen­ziale per riconoscere la voltura dell’Autorizzazione uni­ca dal­la soci­età Fera alla srl “Soci­età elet­tri­ca lig­ure toscana” anch’essa con sede a Milano in piaz­za Cavour 7. Il pas­sag­gio, come si legge, nel testo del decre­to, è con­seguente al trasfer­i­men­to del ramo d’azienda “Foce del Cor­nia” dal­la vec­chia alla nuo­va soci­età del par­co eoli­co.
Per la Regione “la voltura non mod­i­fi­ca­va i con­tenu­ti prog­et­tuali e autor­iz­za­tivi dell’Autorizzazione uni­ca” per cui non resta­va che pren­dere atto. Quin­di dal giug­no 2014 la tito­lar­ità del prog­et­to è pas­sa­ta alla Soci­età elet­tri­ca lig­ure toscana”.
Il 14 luglio 2015 la Regione ritornò comunque sul­la mate­ria emanan­do il decre­to diri­gen­ziale numero 3259 con il quale “riconosce­va alla Soci­età elet­tri­ca lig­ure toscana, una pro­ro­ga del ter­mine del­la data di inizio lavori di real­iz­zazione del par­co eoli­co fino al 29 mag­gio 2016 (ndr: nel cartel­lo sis­tem­ato poco tem­po fa all’ingresso del cantiere, si indi­ca la data del 28 mag­gio 2016  quale quel­la di inizio lavori. Ovvero un giorno pri­ma del ter­mine ulti­mo indi­ca­to dal decre­to regionale).

Infine il 26 novem­bre 2015 un decre­to diri­gen­ziale del­la Regione (numero 5640) autor­iz­zò la vari­ante prog­et­tuale con il cam­bi­a­men­to del mod­el­lo di aero­gen­er­a­tore da un tipo da 3 Mw a uno da 3,3 Mw con il con­seguente incre­men­to del­la poten­za nom­i­nale dell’impianto da 18 a 19,8 Mw.
In par­ti­co­lare la soci­età chiese di inserire nell’elenco degli aero­gen­er­a­tori da uti­liz­zare i mod­el­li Ves­tas V136 e Sen­sion M3.4 e con­tem­po­ranea­mente di spostare di 200 metri la sot­tostazione elet­tri­ca di servizio.
La Regione dovette, quin­di, avviare un nuo­vo pro­ced­i­men­to per la mod­i­fi­ca dei mod­el­li di aero­gen­er­a­tori.
Dato atto del­la esclu­sione del­la mod­i­fi­ca dal­la ver­i­fi­ca di assogget­tibil­ità ambi­en­tale , il 7 set­tem­bre 2016 venne con­vo­ca­ta una nuo­va Con­feren­za dei Servizi. Nel frat­tem­po era­no già trascor­si 101 giorni dal ter­mine ulti­mo per l’inizio dei lavori fis­sato dal­la Regione e evi­den­te­mente poco o nul­la era accadu­to dalle par­ti del Quaglio­dro­mo se, durante i lavori del­la stes­sa con­feren­za, il rap­p­re­sen­tante del Comune di Piom­bi­no, l’architetto Camil­la Cer­ri­na Fer­oni,  volle “rib­adire la neces­sità delle oppor­tune ver­i­fiche sul­la valid­ità del­la comu­ni­cazione di inizio lavori e degli adem­pi­men­ti con­nes­si”. Da Piom­bi­no, infat­ti, “la neces­sità di oppor­tune ver­i­fiche” era già sta­ta sol­lecita­ta alla Regione con una nota del 19 agos­to 2016. Nel­la sua rispos­ta il rap­p­re­sen­tante del­la Regione con­fer­mò che “era­no in cor­so i nec­es­sari accer­ta­men­ti anche con riscon­tri alla soci­età”. È cosa facil­mente ver­i­fi­ca­bile da chi­unque quale sia oggi lo sta­to di avan­za­men­to dei lavori nel­la zona in cui il prog­et­to prevede l’installazione dei sei aero­gen­er­a­tori.
Infine è da ril­e­vare che, nel­la sche­da del­la soci­età lig­ure toscana alla Cam­era di com­mer­cio di Bolzano dove la srl è attual­mente reg­is­tra­ta, viene indi­ca­ta nel pri­mo otto­bre 2016 la data di inizio di attiv­ità. Ovvero quat­tro mesi dopo l’apertura del cantiere al Quaglio­dro­mo sec­on­do quel che si ril­e­va dal più volte cita­to cartel­lo all’ingresso del cantiere o, se si vuole, dal ter­mine ulti­mo per com­in­cia­re i lavori fis­sato dal­la Regione toscana.
Pre­so atto del lavoro del­la Con­feren­za dei servizi, la giun­ta regionale, con pro­prio decre­to del 26 set­tem­bre 2016, rifer­en­dosi all’Autorizzazione uni­ca alla “Soci­età elet­tri­ca toscana lig­ure”, accettò l’inserimento nell’elenco degli aero­gen­er­a­tori Ves­tas V136 e Sen­vion M3.4 e accolse la richi­es­ta del­lo sposta­men­to del­la sot­tostazione elet­tri­ca.
Per la cronaca i aero­gen­er­a­tori Ves­tas V136 sono prodot­ti da una dit­ta danese di Aarhus, una delle mag­giori al mon­do nel cam­po delle energie sosteni­bili e rin­nov­abili. La Ves­tas  ha instal­la­to impianti in 79 pae­si. Nel sito la soci­età riferisce che nes­suno ha fat­to di più al mon­do. Ves­tas ha una tradizione nel cam­po dell’energia che pre­cede l’era delle rin­nov­abili. Attual­mente dà lavoro a 23.900 dipen­den­ti. Il mod­el­lo Ves­tas V136 ha una poten­za nom­i­nale di 3,450 Mw. Il fun­zion­a­men­to delle pale si ha con un veloc­ità del ven­to com­pre­sa tra 3 e 22,5 metri al sec­on­do. Il rotore ha un diametro di 136 metri, le pale una lunghez­za di 66,7 metri. Sec­on­do q1uel che indi­ca il cartel­lo all’ingresso del cantiere del par­co eoli­co sarebbe pro­prio il mod­el­lo di Ves­tas quel­lo scel­to per la instal­lazione.
Gli aero­gen­er­a­tori Sen­vion M34.4 sono invece fab­bri­cati da una dit­ta di Ambur­go che opera da 26 anni e indi­ca nel suo sito di aver instal­la­to 7.900 impianti in 35 siti in cui si par­lano 23 lingue diverse.
Il mod­el­lo ha una poten­za nom­i­nale di 3,4 Mw. Il fun­zion­a­men­to delle pale si ha con un veloc­ità del ven­to com­pre­sa tra 3,5 e 25metri al sec­on­do (otti­male 13,5 m/s). Il rotore ha un diametro di 104 metri, le pale una lunghez­za di 50,8 metri

L’ATTO UNILATERALE D’OBBLIGO
Da parte pro­pria, nell’imminenza del­la sca­den­za del ter­mine ulti­mo fis­sato dal­la Regione per l’inizio dei lavori, la Soci­età elet­tri­ca lig­ure toscana sot­to­scrisse un “atto uni­lat­erale d’obbligo” nei con­fron­ti del Comune di Piom­bi­no per la real­iz­zazione, la ges­tione e la manuten­zione di una cen­trale eoli­ca da inse­di­are nel ter­ri­to­rio del Comune di Piom­bi­no ed il Comune lo accettò, nonos­tante che nel­la delib­er­azione del 23 mag­gio 2014 numero 165 (vari­ante al rego­la­men­to urban­is­ti­co per la nasci­ta del par­co eoli­co) fos­se pre­vista la sot­to­scrizione di una con­ven­zione. L’atto venne fir­ma­to dall’ingegner Lui­gi Pen­nisi, allo­ra ammin­is­tra­tore uni­co del­la soci­età elet­tri­ca, il 27 mag­gio 2016, ovvero un giorno pri­ma del­la data di inizio dei lavori indi­ca­ta dal cartel­lo pos­to davan­ti al cantiere del par­co eoli­co.
Nell’atto uni­lat­erale d’obbligo sono con­tenute molte delle opere per mit­igazione e com­pen­sazione a van­tag­gio del Comune, già riferite nel ver­bale del­la Con­feren­za di servizi alle­ga­to al decre­to con cui la Regione con­cede­va l’Autorizzazione uni­ca per la real­iz­zazione del par­co eoli­co.
Colpisce comunque la notizia, ripor­ta­ta in pre­mes­sa dell’atto d’obbligo, sec­on­do la quale la con­ces­sione dema­niale rilas­ci­a­ta orig­i­nar­i­a­mente alla dit­ta Fera e di cui oggi gode la Soci­età elet­tri­ca lig­ure toscana, abbia una dura­ta di 19 anni, dal pri­mo gen­naio 2014 al 31 dicem­bre 2033. Un ele­men­to che di cer­to non si allinea per­fet­ta­mente con l’indicazione rel­a­ti­va alla vita utile dell’impianto, sti­ma­ta in 20–25 anni. Quin­di, anche con­sideran­do ottimisti­ca­mente la fine dei lavori alla data indi­ca­ta del 29 mag­gio 2019, si può cal­co­lare che gli aero­gen­er­a­tori pos­sano con­tin­uare a fun­zionare fino al 2039–2044, quin­di ben oltre il 31 dicem­bre 2033. Evi­den­te­mente occor­rerà una futu­ra richi­es­ta di pro­ro­ga al demanio.
Nell’atto uni­lat­erale, vali­do fino al com­ple­ta­men­to delle opere di ripristi­no a con­clu­sione dell’attività del par­co eoli­co, sono con­tenu­ti impeg­ni eco­nomi­ci e real­iz­zazioni di opere di inter­esse pub­bli­co a van­tag­gio del Comune.
La soci­età in par­ti­co­lare riconoscerà all’ente locale il 2 per cen­to dell’importo totale derivante dal­la pro­duzione di ener­gia. Gli impor­ti saran­no usati dal Comune “per inter­ven­ti di miglio­ra­men­to ambi­en­tale cor­re­lati alla mit­igazione degli impat­ti ricon­ducibili all’impianto, all’efficienza ener­get­i­ca, alla dif­fu­sione di instal­lazioni di impianti a fonti rin­nov­abili e alla sen­si­bi­liz­zazione del­la cit­tad­i­nan­za sui pre­det­ti temi nonché per inter­ven­ti a favore del ter­ri­to­rio rurale, di bonifi­ca idro­ge­o­log­i­ca, di manuten­zione del reti­co­lo super­fi­ciale e del­la via­bil­ità rurale di inter­esse pub­bli­co”.
Tra le opere che la soci­età lig­ure toscana si è impeg­na­ta a real­iz­zare, comunque fino all’importo mas­si­mo di 170 mila euro, si citano il ripristi­no alle con­dizioni orig­i­nar­ie di tutte le strade inter­es­sate dai lavori, la sis­temazione del­la stra­da pub­bli­ca del Quaglio­dro­mo, la costruzione di una colon­na di ricar­i­ca per autove­icoli, cicli e moto­ci­cli a motore elet­tri­co su un’area che sarà indi­vid­u­a­ta di comune accor­do, la real­iz­zare inter­ven­ti di ripristi­no e ripi­antu­mazione del sis­tema dunale e retro­dunale lun­go la fas­cia costiera ori­en­tale, per un impor­to com­p­lessi­vo mas­si­mo rel­a­ti­vo a questo solo inter­ven­to, di 30 mila euro.

 

 

 

 

 

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