Presentata come modello di efficienza e invece stava precipitando

Asiu, il brutto anatroccolo che vestirono a festa

· Inserito in Sotto la lente

PIOMBINO 13 luglio 2017 - Era il novem­bre 2014 e nel pia­no indu­stria­le 2014–2018 di Asiu si pote­va leg­ge­re che l’azienda sta­va attra­ver­san­do un perio­do di for­te ten­sio­ne finan­zia­ria che veni­va sca­ri­ca­ta in lar­ga misu­ra sui for­ni­to­ri pro­vo­can­do, nel tem­po, cre­scen­ti dif­fi­col­tà ope­ra­zio­na­li. Si aggiun­ge­va anche che era ricor­ren­te il ricor­so, ove con­sen­ti­to dal­le vigen­ti nor­me di leg­ge, ad ope­ra­zio­ni di rav­ve­di­men­to ope­ro­so fisca­le (iva, eco­tas­sa, con­tri­bu­ti ecc.) che deter­mi­na­va­no comun­que un mag­gior cari­co di one­ri finan­zia­ri e san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve. In altre paro­le i cre­di­to­ri pri­va­ti si paga­va­no in ritar­do e  i cre­di­to­ri pub­bli­ci pure, in que­sto caso pagan­do mul­te. Il rav­ve­di­men­to ope­ro­so è pro­prio que­sto. La stes­sa cosa veni­va ripe­tu­ta nel­la revi­sio­ne del 31 mar­zo 2015 del pia­no pro­po­sta all’assemblea dei soci.
Dunque i sin­da­ci rap­pre­sen­tan­ti del­la pro­prie­tà (Comuni di Piombino, Campiglia, Castagneto, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta) non pote­va­no non sape­re che Asiu ave­va debi­ti che non ono­ra­va pun­tual­men­te.
Ma a quan­to ammon­ta­va que­sta par­te dei debi­ti?
Ce lo dice il bilan­cio con­sun­ti­vo 2014, appro­va­to anch’esso dai soci, che cer­ti­fi­ca 2.018.306 euro di debi­ti tri­bu­ta­ri (rite­nu­te su lavo­ro auto­no­mo e dipen­den­te, tri­bu­to regio­na­le sui depo­si­ti in disca­ri­ca, addi­zio­na­le pro­vin­cia­le per tarif­fa sui rifiu­ti, impo­sta sosti­tu­ti­va su riva­lu­ta­zio­ne immo­bi­li, Iva e altro) e 310.692 euro di debi­ti ver­so isti­tu­ti di pre­vi­den­za come Inps e Inpdap (in tota­le 2.328.998 euro).
I debi­ti ver­so for­ni­to­ri rag­giun­ge­va­no i 6.778.892 euro.
Non è miglio­ra­ta la situa­zio­ne nel 2015 quan­do, sem­pre citan­do il bilan­cio 2015 appro­va­to dai soci, i debi­ti tri­bu­ta­ri sono risul­ta­ti 2.217.596, i debi­ti ver­so isti­tu­ti di pre­vi­den­za 473.564 (in tota­le 2.691.160 euro) e i debi­ti ver­so for­ni­to­ri 6.107.935.  Situazione non nuo­va, anzi tale da ripe­ter­si da lon­ta­no. E non solo ver­so for­ni­to­ri o enti pub­bli­ci:

Come si vede dal­la tabel­la anche nel 2009 e negli anni seguen­ti la situa­zio­ne non era sta­ta miglio­re eppu­re nel con­si­glio comu­na­le di Piombino il 12 dicem­bre 2011 il sin­da­co Gianni Anselmi ebbe a dire: «Un’azienda che fun­zio­na bene, che ha l’unico pro­ble­ma di dover ricevere.…di ave­re dei cre­di­ti inca­glia­ti nei con­fron­ti dell’azienda più impor­tan­te di que­sto ter­ri­to­rio, cosa che spe­ria­mo nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne, anzi nei pros­si­mi gior­ni, sia par­zial­men­te supe­ra­ta con il depo­si­ti del pia­no finan­zia­rio Lucchini e la mes­sa in cir­co­lo di impor­tan­ti risor­se che andran­no anche ai for­ni­to­ri e quin­di ai cre­di­to­ri dif­fu­si dell’azienda».
Ma l’azienda non sta­va esat­ta­men­te così.

I rav­ve­di­men­ti ope­ro­si
Con il “rav­ve­di­men­to” (arti­co­lo 13 del Dlgs n. 472 del 1997) è pos­si­bi­le rego­la­riz­za­re ver­sa­men­ti di impo­ste omes­si o insuf­fi­cien­ti e altre irre­go­la­ri­tà fisca­li, bene­fi­cian­do del­la ridu­zio­ne del­le san­zio­ni. Ma chi può uti­liz­za­re il rav­ve­di­men­to e quan­do?
Il rav­ve­di­men­to è con­sen­ti­to a tut­ti i con­tri­buen­ti. Prima del­le modi­fi­che intro­dot­te dal­la leg­ge di sta­bi­li­tà per il 2015, per poter­ne usu­frui­re occor­re­va rispet­ta­re deter­mi­na­ti limi­ti di tem­po. Inoltre, era neces­sa­rio che:

  1. la vio­la­zio­ne non fos­se già sta­ta con­sta­ta­ta e noti­fi­ca­ta a chi l’avesse com­mes­sa;
  2. non fos­se­ro ini­zia­ti acces­si, ispe­zio­ni e veri­fi­che;
  3. non fos­se­ro ini­zia­te altre atti­vi­tà di accer­ta­men­to (noti­fi­ca di invi­ti a com­pa­ri­re, richie­sta di esi­bi­zio­ne di docu­men­ti, invio di que­stio­na­ri) for­mal­men­te comu­ni­ca­te all’autore.

Tali pre­clu­sio­ni, per i tri­bu­ti ammi­ni­stra­ti dall’Agenzia del­le entra­te, non ope­ra­no più e il rav­ve­di­men­to è ini­bi­to solo dal­la noti­fi­ca degli atti di liqui­da­zio­ne e di accer­ta­men­to (com­pre­se le comu­ni­ca­zio­ni da con­trol­lo auto­ma­tiz­za­to e for­ma­le del­le dichia­ra­zio­ni). In ogni caso, il paga­men­to e la rego­la­riz­za­zio­ne non pre­clu­do­no l’inizio o la pro­se­cu­zio­ne di acces­si, ispe­zio­ni, veri­fi­che o altre atti­vi­tà ammi­ni­stra­ti­ve di con­trol­lo e accer­ta­men­to.

Soldi pre­si per impian­ti non rea­liz­za­ti e mai fun­zio­nan­ti
Fin dal 2011 com­pa­re nei bilan­ci di Asiu la seguen­te dizio­ne: “Asiu ha acqui­si­to da Tap la tito­la­ri­tà dei con­tri­bu­ti in con­to impian­to ero­ga­ti a suo tem­po a Tap per la rea­liz­za­zio­ne dell’impianto di trat­ta­men­to (quel­lo che avreb­be dovu­to pro­dur­re il cosid­det­to con­glo­mix), dell’impianto, mai entra­to vera­men­te in fun­zio­ne, di pro­du­zio­ne di com­bu­sti­bi­le deri­va­to da rifiu­ti (Cdr), per l’impianto di pro­du­zio­ne di ener­gia elet­tri­ca da bio­gas (mai rea­liz­za­to e per il qua­le Asiu ha anche pre­so un mutuo di 800 mila euro).
I con­tri­bu­ti era­no pari a:
Tap: nel 2004 l’impianto è sta­to ammes­so a con­tri­bu­to (costo com­ples­si­vo 8.943.075 euro, con­tri­bu­to pari a 4.471.538 euro);
Cdr: pro­get­ta­to, finan­zia­to e rea­liz­za­to entro il 2007 (con­tri­bu­to regio­na­le di 1.621.667 euro pari al cin­quan­ta per cen­to di un costo ammes­so di 3.243.333 euro) ma mai entra­to vera­men­te in fun­zio­ne;
Impianto ener­gia elet­tri­ca da bio­gas:  la sto­ria di que­sto impian­to ha pas­sag­gi con­tra­stan­ti. Come già scrit­to dal­la nostra testa­ta, l’Asiu, a mag­gio 2012,  ha con­trat­to con la Banca popo­la­re di Vicenza tre mutui da 800 mila euro cia­scu­no per un tota­le di 2 milio­ni e 400 mila euro. La desti­na­zio­ne di que­sti finan­zia­men­ti a sca­den­za set­ten­na­le, ven­ne spe­ci­fi­ca­ta nel­la rela­zio­ne di sin­da­ci revi­so­ri al bilan­cio con­sun­ti­vo del­lo stes­so 2012 (“impian­to di cap­ta­zio­ne del bio­gas, l’impian­to per la pro­du­zio­ne di ener­gia elet­tri­ca da bio­gas e la coper­tu­ra del­la disca­ri­ca”). Recentemente, in una sedu­ta del­la secon­da com­mis­sio­ne con­si­lia­re del Comune di Piombino tenu­ta­si in data 26 luglio 2017, la dot­to­res­sa Claudia Carnesecchi, respon­sa­bi­le ammi­ni­stra­ti­vo pri­ma di Asiu e oggi di RiMateria, rela­ti­va­men­te all’impiego del finan­zia­men­to del­la ban­ca vicen­ti­na, si è inve­ce rife­ri­ta  all’esigenza di far fron­te alle nuo­ve dispo­si­zio­ni intro­dot­te dal­la cir­co­la­re del mini­stro dell’ambiente Andrea Orlando nel 2013 attra­ver­so la qua­le veni­va vie­ta­to di avvia­re in disca­ri­ca i rifiu­ti “tal qua­li”, ovve­ro così come veni­va­no rac­col­ti. Nella cir­co­stan­za l’Asiu sareb­be sta­ta costret­ta a dota­rsi di un’idonea attrez­za­tu­ra per trat­ta­re l’immondizia rac­col­ta nei suoi ser­vi­zi e ren­de­re quin­di pos­si­bi­le il con­fe­ri­men­to e lo smal­ti­men­to. E pro­prio nel­la rea­liz­za­zio­ne di que­sta attrez­za­tu­ra avreb­be impie­ga­to la tota­li­tà dei fon­di otte­nu­ti dai tre mutui. Come con­se­guen­za si evin­ce quin­di che quei mutui otte­nu­ti nel mag­gio 2012 sareb­be­ro sta­ti uti­liz­za­ti oltre un anno dopo la loro con­ces­sio­ne in for­za del­la cir­co­la­re del mini­stro dell’ambiente data­ta 6 ago­sto 2013. Un inter­val­lo di tem­po (dal­la ero­ga­zio­ne all’utilizzo) abba­stan­za lun­go e inu­sua­le duran­te il qua­le non si han­no noti­zie su even­ti inter­cor­si sal­vo rile­va­re che nel­le rela­zio­ni dei sin­da­ci revi­so­ri ai bilan­ci suc­ces­si, 2013 e seguen­ti, non vie­ne rile­va­ta alcu­na varia­zio­ne nel­la desti­na­zio­ne dei mutui rispet­to a quan­to scrit­to nel 2012.
Si aggiun­ga che è pos­si­bi­le leg­ge­re sul­la stam­pa loca­le in data 21 mar­zo 2006 (Corriere Etrusco) la seguen­te noti­zia: “È sta­ta pre­sen­ta­to dal pre­si­den­te dell’Asiu Lorenzo Banti e dal diret­to­re del­la Tap Irio Pierozzi l’impianto, che estrae meta­no dai rifiu­ti per tra­sfor­mar­lo in ener­gia elet­tri­ca atti­va­to pres­so la disca­ri­ca di Ischia di Crociano. L’impianto sfrut­ta il pro­ces­so di fer­men­ta­zio­ne dei rifiu­ti del­la disca­ri­ca che, in assen­za d’aria, svi­lup­pa­no bio­gas, costi­tui­to per il 60% da meta­no, respon­sa­bi­le dei cat­ti­vi odo­ri carat­te­ri­sti­ci del­le disca­ri­che. La Tap, dun­que, da un lato rispar­mie­rà a regi­me fino al 70% del­la cor­ren­te elet­tri­ca uti­liz­za­ta, auto­pro­du­cen­do par­te dell’energia neces­sa­ria ad ali­men­ta­re i pro­pri impian­ti di trat­ta­men­to dei rifiu­ti, men­tre dall’altra potrà limi­ta­re i cat­ti­vi odo­ri sgra­di­ti ai cit­ta­di­ni resi­den­ti nel­la zona più vici­na alla disca­ri­ca. In que­sta pri­ma fase del pro­get­to, la Tap ha per­fo­ra­to 14 poz­zi nei pri­mi modu­li del­la disca­ri­ca già riem­pi­ti di rifiu­ti, dai qua­li ven­go­no aspi­ra­ti i gas di fer­men­ta­zio­ne che poi ven­go­no invia­ti ad un impian­to di lavag­gio del meta­no. Il gas è quin­di desti­na­to ad ali­men­ta­re due moto­ri elet­tri­ci, uno già in fun­zio­ne da 150 kw/h, l’altro da 500 kw/h che entre­rà in eser­ci­zio una vol­ta com­ple­ta­ta la per­fo­ra­zio­ne dei restan­ti 20 poz­zi anco­ra da tri­vel­la­re che a regi­me pro­dur­ran­no cir­ca 300 mc cubi di bio­gas l’ora in gra­do di pro­dur­re 350–400 kw/h”.
Evidentemente un annun­cio dei tan­tis­si­mi di un pro­get­to che non ha mai visto la luce (dichia­ra­zio­ne rila­scia­ta a Stile libe­ro dai ver­ti­ci RiMateria il 13 luglio 2017 ) oppu­re, secon­do altre più otti­mi­sti­che indi­ca­zio­ni usci­te dal­la com­mis­sio­ne con­si­lia­re del 26 luglio 2017, è sta­to appe­na avvia­to.
Colpisce, in tut­to que­sto guaz­za­bu­glio, un arti­co­lo del Tirreno fir­ma­to da Giorgio Pasquinucci il 19 mag­gio 2007 in cui si può leg­ge­re: “Licenziato ieri in tron­co il diret­to­re del­la Tap Irio Pierozzi. Giovedì il Consiglio d’amministrazione dell’azienda ave­va infat­ti deci­so di eli­mi­na­re il posto di diri­gen­te, in con­si­de­ra­zio­ne dei ritar­di che sta suben­do la rea­liz­za­zio­ne del­la piat­ta­for­ma per il trat­ta­men­to dei rifiu­ti indu­stria­li. In con­se­guen­za del­la deli­be­ra appe­na appro­va­ta, ieri mat­ti­na alle 8,30 Pierozzi ha rice­vu­to la let­te­ra di licen­zia­men­to ed è sta­to invi­ta­to da alcu­ni impie­ga­ti dell’Asiu a lascia­re libe­ro imme­dia­ta­men­te il suo uffi­cio, con­se­gna­re le chia­vi e il tele­fo­ni­no azien­da­le. Una situa­zio­ne cer­to spia­ce­vo­le che ha pro­vo­ca­to anche qual­che ten­sio­ne. Per il pre­si­den­te del­la Tap Fulvio Murzi il Cda ha pre­so sem­pli­ce­men­te atto di una real­tà. L’azienda da cir­ca due anni paga un diret­to­re ma non ha l’impianto fon­da­men­ta­le, quel­lo appun­to per i rifiu­ti indu­stria­li del­la Lucchini, il cui pro­get­to è sta­to mes­so in cam­po fin dal­la fine degli anni Novanta. «Poiché l’impianto non potrà entra­re in fun­zio­ne pri­ma del 2009 — spie­ga dun­que Murzi — Il Cda ha rite­nu­to oppor­tu­no non far pesa­re sull’azienda i costi del diri­gen­te e, nel­lo stes­so tem­po ridi­se­gna­re l’iter pro­ce­du­ra­le per velo­ciz­za­re la rea­liz­za­zio­ne dell’impianto».
Anche più pun­tua­le l’indicazione che dell’impianto fa la Provincia di Livorno in un suo docu­men­to:“L’’impian­to è costi­tui­to da 2 grup­pi elet­tro­ge­ni rispet­ti­va­men­te di poten­za 0,15 MW e 0,50 MW per una tota­le di 0,65 MW. L’impianto ha otte­nu­to la qua­li­fi­ca­zio­ne IAFR (impian­ti a fon­te rin­no­va­bi­le) dal GSE per la con­ces­sio­ne dei Certificati Verdi. Le ore annue di fun­zio­na­men­to sono sta­te nel 2011 di 7586.
La quan­ti­tà di ener­gia pro­dot­ta sarà aumen­ta­ta a par­ti­re dal 2012 a segui­to del­le ope­re di chiu­su­ra del­la disca­ri­ca e all’aumento dei poz­zi di cap­ta­zio­ne del bio­gas (pro­get­to appro­va­to dal­la Provincia di Livorno). Segue la tabel­la:

Il fal­li­men­to del­la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta
Sempre negli stes­si bilan­ci sono cita­ti  i con­tri­bu­ti otte­nu­ti per il poten­zia­men­to del­le rac­col­te dif­fe­ren­zia­te. Contributi evi­den­te­men­te di scar­sa uti­li­tà dato che, come Stile libe­ro ha illu­stra­to in diver­si arti­co­li e come si può leg­ge­re nel­la tabel­la sot­to­stan­te, la per­cen­tua­le di  rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta in ogni Comune del­la Val di Cornia è addi­rit­tu­ra dimi­nui­ta:

Rifiuti spe­cia­li arri­va­ti a Ischia di Crociano
 Il fat­to che la disca­ri­ca di Ischia di Crociano acco­glies­se anche rifiu­ti spe­cia­li oltre­ché quel­li urba­ni era ogget­to di esal­ta­zio­ne fino al pun­to di far dire nel 2012 all’allora sin­da­co Anselmi: «…ave­re una disca­ri­ca ibri­da, quin­di anche una disca­ri­ca adat­ta a rice­ve­re rifiu­ti spe­cia­li, non solo ci ha con­sen­ti­to nel cor­so degli anni di tene­re un’impostazione tarif­fa­ria – soprat­tut­to con i mec­ca­ni­smi che sono sta­ti con­ge­gna­ti anche per meri­to del­le deci­sio­ni del con­si­glio comu­na­le sul­la cit­tà di Piombino – un’architettura tarif­fa­ria di chia­ra matri­ce social­ly orien­ted, noi abbia­mo dovu­to aumen­ta­re le tarif­fe due anni fa, in osse­quio alla leg­ge che dice che i costi devo­no esse­re coper­ti dal siste­ma tarif­fa­rio. Abbiamo tenu­to le tarif­fe bas­se fino all’ultimo momen­to pos­si­bi­le, dopo­di­ché il Consiglio è sta­to chia­ma­to a pro­nun­ciar­si, ma è sta­to il decre­to 152/2006 – che è una leg­ge nazio­na­le – ad obbli­gar­ci a fare que­sto…».
Ci vol­le un’interrogazione del grup­po con­si­lia­re di Assemblea Sanvincenzina per riu­sci­re a sape­re le quan­ti­tà di rifiu­ti spe­cia­li smal­ti­ti ed i rica­vi rela­ti­vi. I rica­vi sono quel­li leg­gi­bi­li nel­la tabel­la sot­to­stan­te:

Dimostrano che sono sta­ti accol­ti rifiu­ti spe­cia­li per tene­re bas­se le tarif­fe paga­te per il ser­vi­zio dei rifiu­ti urba­ni con il risul­ta­to che la disca­ri­ca è anda­ta in esau­ri­men­to pri­ma del dovu­to, nel tem­po si è dovu­to dimi­nui­re l’afflusso di rifiu­ti spe­cia­li, non si sono uti­liz­za­ti gli introi­ti da rifiu­ti spe­cia­li per inve­sti­men­ti ade­gua­ti e soste­ni­bi­li, l’efficienza del ser­vi­zio rifiu­ti urba­ni è sta­to un tema tra­scu­ra­to, l’Asiu si è riem­pi­ta di debi­ti fino alla dif­fi­ci­lis­si­ma situa­zio­ne attua­le. Situazione che si ten­ta di recu­pe­ra­re non acco­glien­do più rifiu­ti urba­ni ed incre­men­tan­do l’afflusso di rifiu­ti spe­cia­li.

Non pote­va­no non sape­re
Asiu non era dun­que quel model­lo di socie­tà di cui si sono glo­ria­ti a lun­go nel tem­po ammi­ni­stra­to­ri e diri­gen­ti del­la stes­sa socie­tà e ammi­ni­stra­to­ri dei Comuni pro­prie­ta­ri.
A par­ti­re dal 2005 han­no fat­to par­te del con­si­glio di ammi­ni­stra­zio­ne dell’ Asiu Enrico Barbarese (per un perio­do anche diret­to­re gene­ra­le), Lorenzo Banti, Fulvio Murzi e più recen­te­men­te Barbara Del Seppia e Valerio Caramassi  in qua­li­tà di pre­si­den­te o ammi­ni­stra­to­re dele­ga­to o ammi­ni­stra­to­re uni­co.
Per mol­ti anni Franco Gargani, Leonardo Carolini e Laura Baroni sono sta­ti mem­bri del col­le­gio dei sin­da­ci revi­so­ri.
Tutti que­sti non pote­va­no non sape­re.
Ma soprat­tut­to non pote­va­no non sape­re i sin­da­ci dei Comuni pro­prie­ta­ri dell’ Asiu e cioè Gianni Anselmi (Piombino), Rossana Soffritti (Campiglia), Luciano Cencioni (Sassetta), Giampaolo Pioli (Suvereto), Michele Biagi (San Vincenzo) e più recen­te­men­te Massimo Giuliani (Piombino), Rossana Soffritti (Campiglia), Massimo Bandini (San Vincenzo).
Prova ne è, ad esem­pio, che

  • all’assemblea che appro­vò il bilan­cio 2013 era­no pre­sen­ti il Comune di Piombino, azio­ni­sta per il 61,80%, rap­pre­sen­ta­to dall’assessore Lido Francini, in vir­tù di appo­si­ta dele­ga (risul­ta pre­sen­te anche il sin­da­co Massimo Giuliani che rag­giun­ge l’adunanza alle 16.15); il Comune di Campiglia, azio­ni­sta per il 20,64%, rap­pre­sen­ta­to dal sin­da­co Rossana Soffritti; il Comune di San Vincenzo azio­ni­sta al 8,64%, rap­pre­sen­ta­to dal Sindaco Massimo Bandini, il Comune di Suvereto, azio­ni­sta per 0,12%  rap­pre­sen­ta­to dal sin­da­co Giuliano Parodi, il Comune di Sassetta, azio­ni­sta al 0,08%, rap­pre­sen­ta­to dal Sindaco Luciano Cencioni. Il Comune di Castagneto Carducci, azio­ni­sta al 8,72, risul­ta assen­te;
  • all’assemblea che appro­vò il bilan­cio 2014 par­te­ci­pa­ro­no per­so­nal­men­te i sin­da­ci di Campiglia, Piombino, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto, Castagneto Carducci (tut­ti favo­re­vo­li sal­vo il voto con­tra­rio del sin­da­co di Suvereto).

Erano scel­te con­di­vi­se quel­le che por­ta­ro­no alla situa­zio­ne illu­stra­ta sopra. Scelte che alme­no avreb­be­ro dovu­to esse­re discus­se pub­bli­ca­men­te nel­la loro inte­rez­za e nel­le loro con­se­guen­ze.
Cosa che non è sta­ta fat­ta.

 

 

 

Una risposta a “Asiu, il brutto anatroccolo che vestirono a festa”

  1. Renzo Carletti says:

    Per ripia­na­re que­sto disa­stro eco­no­mi­co ed impian­ti­sti­co si è scel­to la via più faci­le: fare pro­fit­ti con i rifiu­ti indu­stria­li che arri­va­no da tut­ta Italia (dal mer­ca­to), fare del­la zona una enor­me disca­ri­ca. Si è scel­to di amplia­re l’attuale disca­ri­ca alzan­do­la e di esten­der­la suc­ces­si­va­men­te uti­liz­zan­do lo spa­zio com­pre­so tra la vec­chia disca­ri­ca ASIU e la ex-Lucchini. Ma la cosa non fini­rà qui. Il debi­to è trop­po gran­de e la pro­spet­ti­va dei gua­da­gni che dan­no le disca­ri­che cer­ta. Così l’ulteriore espan­sio­ne del­la disca­ri­ca sarà sul­la adia­cen­te LI53 a R. Una vol­ta libe­ra­ta dai cumu­li di pol­ve­ri­no di alto­for­no (PAF) e sco­rie LD su tale area potrà nasce­re un’altra disca­ri­ca per rifiu­ti indu­stria­li. Questo può con­vin­ce­re i pri­va­ti ad entra­re in Rimateria e le ban­che a con­ti­nua­re a finan­zia­re il pia­no indu­stria­le di Rimateria che è fat­to di sole disca­ri­che! Purtroppo tale area (LI53 a R) deve esse­re boni­fi­ca­ta pri­ma di tra­sfor­mar­si in disca­ri­ca ed i costi sono note­vo­li; Rimateria spe­ra nell’aiuto del­la Regione, del­lo sta­to, ecc.. Il PAF, è sta­ta avan­za­ta a voce l’ipotesi, potreb­be esse­re mes­so sul­la disca­ri­ca ex-Lucchini rial­zan­do­la. Un bel pia­no­ro di disca­ri­che che si ele­va sul­la futu­ra 398…un modo vec­chio di fare eco­no­mia sen­za una visio­ne com­ples­si­va del­lo svi­lup­po del nostro ter­ri­to­rio e del­le com­pa­ti­bi­li­tà ambien­ta­li.

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