CON IL PIANO INDUSTRIALE 2019-2033 GIA' APPROVATO NELL'AGOSTO 2018

Strategia di RIMateria in mano al pubblico? Un bluff

· Inserito in Sotto la lente

PIOMBINO 28 otto­bre 2019 — I due pilas­tri essen­ziali con cui è sta­to gius­ti­fi­ca­to il prog­et­to RIMa­te­ria (essen­zial­mente dis­cariche per 2.850.000 metri cubi di rifiu­ti spe­ciali) sono sta­ti

  1. l’uno la pos­si­bil­ità che sim­ili impianti fos­sero final­iz­za­ti a ospitare rifiu­ti derivan­ti dalle boni­fiche dell’area indus­tri­ale di Piom­bi­no e dall’attività siderur­gi­ca del­lo stes­so sito una vol­ta real­iz­za­ti i prog­et­ti Cevi­tal, pri­ma, JSW oggi;
  2. l’altro il fat­to che nonos­tante l’ingresso di pri­vati nel­la com­pagine sociale di RIMa­te­ria fos­se sem­pre il socio pub­bli­co Asiu (pro­pri­età dei Comu­ni di Campiglia marit­ti­ma, Castag­ne­to Car­duc­ci, Piom­bi­no, San Vin­cen­zo, Sas­set­ta, Suvere­to) a dettare le linee strate­giche del­la stes­sa soci­età per azioni RIMa­te­ria.

Il pri­mo pilas­tro è crol­la­to da tem­po

  1. sia per­ché i tem­pi han­no dimostra­to che in realtà la final­ità era quel­la di far­si pagare e così guadagnare dall’ospitalità data a rifiu­ti spe­ciali prove­ni­en­ti da ogni luo­go,
  2. sia per­ché il prog­et­to sot­to­pos­to da RIMa­te­ria a Val­u­tazione di Impat­to Ambi­en­tale (VIA) regionale non det­ta una lim­i­tazione geografi­ca del­la stes­sa prove­nien­za dei rifiu­ti spe­ciali, sia per­ché il piano indus­tri­ale 2019 – 2033 approva­to  il 10 agos­to 2018 dall’assemblea ordi­nar­ia di RIMa­te­ria è tut­to fonda­to sull’ipotesi che dal­la zona indus­tri­ale di Piom­bi­no o per boni­fiche dell’area o per pro­duzione indus­tri­ale  non ven­ga un chilo­gram­mo di rifiu­ti a RIMa­te­ria; del resto Comune di Piom­bi­no, Min­is­tero dell’ambiente e Regione Toscana si sono ben guar­dati dal met­tere un vin­co­lo sim­i­le per JSW nell’accordo di pro­gram­ma del luglio 2018.

I sosten­i­tori del sec­on­do pun­to (è il pub­bli­co che det­ta le linee strate­giche del­la stes­sa soci­età per azioni RIMa­te­ria) han­no evi­den­zi­a­to, a dimostrazione del­la tesi, che l’art. 17 del­lo statu­to del­la soci­età sta­bilisce che “…Le delib­er­azioni aven­ti ad ogget­to le mod­i­fiche al Piano Indus­tri­ale sono adot­tate dall’assemblea (ordi­nar­ia, ndr) a mag­gio­ran­za sem­plice … con il voto deter­mi­nante del Socio Pub­bli­co.
In caso di dis­senso di un Socio pri­va­to sul­la delib­er­azione di mod­i­fi­ca del Piano Indus­tri­ale, il Socio Pub­bli­co, ove non ven­ga revo­ca­ta la delib­era, avrà l’obbligo di acquistare dal Socio Pri­va­to dis­senziente, il quale avrà il dirit­to di vendere, l’intera parte­ci­pazione di quest’ultimo al cap­i­tale del­la Soci­età…”.
In prece­den­ti arti­coli Stile libero Idee dal­la Val di Cor­nia abbi­amo sostenu­to essere ques­ta un’ipotesi pura­mente teor­i­ca dato che si trat­ta di un obbli­go di acquis­to cos­toso per il socio pub­bli­co men­tre per il pri­va­to è di un dirit­to di ven­di­ta. Davvero curioso che il socio pub­bli­co, Asiu, che ha ven­du­to le azioni per rip­i­anare i suoi deb­iti  (parole del­lo stes­so liq­uida­tore di Asiu) ora le riac­quisti. Non si capisce bene con quali denari.
Ma c’è di più, molto di più.
RIMa­te­ria è una soci­età per azioni i cui soci sono Asiu in liq­uidazione (solo socio pub­bli­co) che detiene il 27,75% delle azioni, Luc­chi­ni in Ammin­is­trazione Stra­or­di­nar­ia con il 12,25%, Unire­cu­peri con il 30% e Navar­ra con il 30%.
È facil­mente immag­in­abile che ad una assem­blea che abbia tra gli argo­men­ti una mod­i­fi­ca al piano indus­tri­ale tut­ti parte­cipino e che dunque la mag­gio­ran­za sem­plice sia pari 50%+1 del cap­i­tale rap­p­re­sen­ta­to in assem­blea, cioè il 50%+1 del cap­i­tale che abbi­amo descrit­to sopra.
Immag­ini­amo che Asiu nell’esercizio delle sue ambizioni tese ad essere la tito­lare delle linee strate­giche, che non pos­sono che espli­car­si nel piano indus­tri­ale, fac­cia met­tere all’ordine del giorno dell’assemblea ordi­nar­ia una mod­i­fi­ca al piano indus­tri­ale 2019 – 2033, approva­to  il 10 agos­to 2018, che, ad esem­pio, sta­bilis­ca che RIMa­te­ria pos­sa accogliere solo rifiu­ti spe­ciali prove­ni­en­ti dal­la Val di Cor­nia (è un’ipotesi di scuo­la, dif­fi­cile dire che sia real­is­ti­ca ma è pur sem­pre un’ipotesi da con­sid­er­are). Dif­fi­cile immag­inare che i soci pri­vati pos­sano approvare un sim­i­le piano e comunque anche se per caso anche Luc­chi­ni (peri­o­do ipoteti­co dell’impossibilità) votasse a favore di un piano sif­fat­to non si rag­giun­gerebbe in ogni caso la mag­gio­ran­za richi­es­ta e il piano ver­rebbe boc­cia­to. Potrebbe essere approva­to solo se Unire­cu­peri o Navar­ra l’accettassero ma questo è pro­prio dif­fi­cile immag­i­narlo per ovvi motivi di red­di­tiv­ità dell’ipotesi. Dunque un sim­i­le piano non ha pos­si­bil­ità di essere approva­to.
Cosa suc­ced­erebbe a questo pun­to? Niente, stan­do almeno alla let­tura del­lo statu­to, dato che lo stes­so spie­ga cosa deve suc­cedere nel caso di piano indus­tri­ale adot­ta­to sen­za il con­sen­so di un pri­va­to ma non dice niente nel caso di piano indus­tri­ale boc­cia­to.
Ovvi­a­mente si potreb­bero immag­inare altre ipote­si di cam­bi­a­men­to del piano indus­tri­ale ma l’impressione è che tutte sareb­bero meno favorevoli ai soci pri­vati.
Pare di capire dunque che anche il sec­on­do pilas­tro non regge.
Nat­u­ral­mente può dar­si che ci sia sfug­gi­to qual­cosa ma una doman­da cru­ciale rimane comunque nell’aria. Si sono mai visti in una soci­età per azioni tre soci, che deten­gono il 72,25% delle azioni, las­cia­re all’altro socio, che ha il 27,75%, la potestà di dettare le linee strate­giche del­la soci­età stes­sa? Fran­ca­mente, ma è sicu­ra­mente una nos­tro difet­to, non ne siamo a conoscen­za.

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